08/08/2020 14:06
Home Sanità-Salute PIANETA DONNA (Sinapsi News) Incontra il Prof. Giulio Tarro Candidato al Nobel...

La Dott.ssa Lina Canciello Ginecologa presso la Clinica Villa del Sole di Caserta risponde a 3 delle più frequenti domande.

istantanea_002Sinapsi New Dentro La Notizia nell’ambito della Rubrica Pianeta Donna, oggi ha incontrato il Prof. Giulio Tarro, Scienziato e ricercatore di fama internazionale, primario emerito dell’ospedale Cotugno di Napoli, 78 anni, medaglia d’oro del Ministro della Pubblica Istruzione, conferitagli nel 1975 dal Presidente della Repubblica, nominato nel 2007 presidente della commissione sulle biotecnologie della Viro-sfera Unesco a Parigi, Presidente a vita della “Fondazione Beaumont Bonelli “ Centro per le ricerche sul cancro.

vaccino-hpvIl prof. Tarro è considerato “figlio Scientifico” del Prof.  con il Prof. Albert Bruce Sabin, medico e virologo polacco naturalizzato statunitense, famoso per aver sviluppato il più diffuso vaccino contro la poliomielite, alla cui ricerca appunto partecipò fattivamente Giulio Tarro,  all’isolamento del primo vaccino di tipo II (OPV – Oral Polio Vaccine) sia quello trivalente (TOPV), valido contro tutti e tre i tipi di poliovirus. Studi condotti presso la nota Università americana di Cincinnati, tra i tantissimi studi condotti vanno ricordati quelli condotti altri scienziati di fama mondiale. Studi che hanno dimostrando l’associazione degli herpes virus con alcuni tumori dell’uomo.

downloadSintetizzare la straordinaria carriera del Prof. Tarro in poche righe è impossibile, instancabilmente al servizio della medicina è rientrato domenica scorsa dal Sud America, Cartagena Colombia, dove ha partecipato in qualità di relatore alla Conferenza Internazionale sui vaccini. Affronteremo quindi alcuni dei più importanti aspetti della questione; prevenzione e vaccini, al Prof. Tarro abbiamo posto alcune domande sull’ HPV, ovvero Papilloma Virus, grave patologia che affligge l’80% della popolazione mondiale femminile, percentuali sempre più allarmanti fanno registrare dati inquietanti anche relativi a quella maschile. Nell’ambito dell’intervista abbiamo sentito anche la dott.ssa Lina Canciello Ginecologa che opera presso la Clinica Villa del Sole di Caserta,in prima linea e che quotidianamente incontra decine di pazienti colpite da questa patologia.

Va ricordato che da uno studio condotto in Italia settentrionale su di un campione di donne compreso tra i 25 e i 70 anni,  ha mostrato come la prevalenza diminuisca dal 13-14% nella fascia di età 25-39 anni, all’11% nelle donne tra 40 e 44 anni, e al 5% nelle donne oltre i 44 anni. Il tipo di virus più frequente è il 16, pari al 30% circa di tutte le infezioni. In ogni caso, la maggior parte delle infezioni (fra il 70% e il 90%) è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. In particolare, è stato documentato che, a distanza di 18 mesi dall’infezione, l’80% delle donne era HPV-negativa. La probabilità che l’infezione evolva verso la persistenza sembra dipendere dal tipo del virus ed è più elevata per i tipi ad alto rischio, incluso l’HPV 16.

papillomavirusQuindi è chiaro che l’ HPV, è una infezione estremamente frequente nella popolazione: si stima, infatti, che fino all’80% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della propria vita con un virus HPV di qualunque tipo, e che oltre il 50% si infetti con un tipo ad alto rischio oncogeno.  Per prevenire gli effetti e lo sviluppo dell’infezione da HPV l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha di recente aggiornato le factsheet sui Papillomavirus umani (HPV), estremamente comuni in tutto il mondo. Ne esistono oltre 100 tipi, di cui 13 sono definiti ad alto rischio e collegati all’insorgenza di diversi tumori. L’Agenzia Italiana del Farmaco sostiene da tempo l’importanza di una adeguata informazione e responsabilizzazione dei cittadini italiani ed europei sulle attività di prevenzione e, in particolare, sulla vaccinazione, uno degli interventi preventivi più efficaci e sicuri, che non comporta soltanto benefici diretti alla persona sottoposta a vaccinazione, ma ha risvolti positivi anche sul resto della comunità. La vaccinazione contro il papilloma virus deve essere sempre più universale.

Pianeta Donna Rubrica di Sinapsi News ha deciso di contribuire ad informare le donne sull’importanza della vaccinazione preventiva e le indicazioni a chi sospetta di essere colpita da questa infezione virale. Quindi poniamo immediatamente alla dott.ssa a Canciello tre domande, semplici, dirette.

  1. Il carcinoma della cervice uterina rappresenta il 1° tumore riconosciuto dall’OMS totalmente riconducibile ad un’infezione. Come si contrae il virus?

Il virus è molto labile nell’ambiente esterno pertanto le infezioni da HPV si acquisiscono prevalentemente nel corso di rapporti sessuali. E’ possibile la trasmissione attraverso oggetti contaminati, ma piuttosto improbabile. Circa l’80% dei soggetti sessualmente attivi presentano il virus, senza presentare manifestazioni cliniche. La persistenza dell’infezione o l’eventuale progressione a Carcinoma sono correlati al genotipo di HPV (ad alto o basso rischio oncogenico) e alla risposta immunitaria del soggetto. Il sesso maschile ha principalmente il ruolo di “portatore sano”, funge da“serbatoio”.

  1. Quindi Dott.ssa come si interviene?

Dal momento in cui si contrae l’infezione al manifestarsi di una lesione di basso grado (LSIL, CIN 1) possono passare alcuni mesi, mentre la progressione verso una lesione di alto grado (LSIL, CIN 2-3) richiede diversi anni. Dal momento dell’infezione ad un carcinoma invasivo possono passare 10-20 anni. Lo screening consiste nel sottoporsi al Pap Test che consente la diagnosi di una lesione del collo dell’utero. L’HPV-DNA test indica un genotipo di HPV ad alto rischio. Il trattamento varia da caso a caso fino ai casi di carcinoma che se non ha oltrepassato la membrana basale del tessuto, ci si limita una semplice asportazione della lesione. La donna è guarita senza necessità di terapie oncologiche.

  1. Ultima domanda , quando fare la vaccinazione?

In Italia il vaccino contro il Papilloma virus (HPV) è offerto gratuitamente a partire dal 2008 dal Servizio Sanitario alle bambine di 12 anni. Oltre ai vaccini già disponibili, bivalenti e quadrivalenti, che hanno già consentito di raggiungere importanti benefici clinici, oggi si è aggiunto il vaccino 9-valente che rappresenta un importante avanzamento nella prevenzione primaria della patologia HPV-correlata. Un programma vaccinale, per avere un aumento di efficacia, deve comprendere anche il maschio, in modo da diminuire il più possibile la circolazione del virus.

Ringraziamo la dottoressa Canciello per le esaustive risposte e soprattutto per avere contribuito a dare maggiore chiarezza ed informazioni alle Nostre ascoltatrici e lettrici.

Nella lunga intervista televisiva abbiamo posto al primo posto la questione dei “vaccini”.

  1. Al professore Tarro chiediamo , il Vaccino dell’ HPV può essere assunto da soggetti che sono stati sottoposti ad altre vaccinazioni?

Tengo a precisare che il vaccino per il Papillomavirus è un rappresenta una importante conquista per la ricerca, in quanto per la prima volta in senso prospettico si è creato un vaccino che possa essere tale da impedire la seconda causa di morte nel mondo causata da tumore del collo dell’utero. Questo diventa importante da quando nel 08 giugno 2006 la U.S. Food and Drug Administration, Organo di Registrazione della Sanità americana ha dato il suo Nulla Osta all’attuazione. Questo diventa una importante sequenza per la cura di questo e di altri tumori derivanti.

  1. Dopo essere state vaccinate e fatto il Test, cosa succede ad una paziente?

Va precisato che il vaccino per il papillomavirus virus utilizza un artefatto, cioè una particella similpilare che mimetizza la componente infettiva, ma in compenso manca del materiale genetico

Per cui già di per se questo tipo di vaccinazione rappresenta un notevole passo avanti per il contenimento di eventuali effetti collaterali, i vaccini sono farmaci come tutti gli altri. I vaccini previsti per le femminucce prima dell’inizio dell’attività sessuale, come per la rosolia, da lì, si è pensato di decidere di vaccinare anche i maschietti. Il problema è che bisogna bilanciare l’importanza della vaccinazione ma senza perdere di vista quelli che sono i costi sociali .

  1. Questa malattia si può prevenire?

Certo questa malattia è prevenibile, il tumore del collo dell’utero è un tumore della sfera genitale femminile, ma altri tumori della sfera genitale maschile – femminile, sono associati a questo virus, quelli di tipo oncogeni, della famiglia del papilloma Virus ,  anche altri tumori che colpiscono la testa del colon abbiano origini similari.Non ci resta che ringraziare il prof. Tarro per le importanti informazioni che ci ha fornito nel corso di questa interessante intervista.

 

Sergio Angrisano

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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