Home Dieci su Dieci Porta Capuana: emblema del Rinascimento Napoletano

Un punto di incontro fra Firenze e Napoli del quindicesimo secolo.

di Massimo Pacilio  

15175421_10210091136268484_1249087754_nNapoli, 24 nov. 2016- Oggi Antonio Russo, giovane cultore dell’arte e l’architettura napoletana ci porta nel cuore del centro storico della città di Napoli, si erge una delle quattro Porte più conosciute della nostra città ,che dava accesso(accoglieva)all’interno del cuore pulsante del Sud Italia, Porta Capuana.

Quest’ultima, nel corso della plurimillenaria Storia della città della Sirena Partenope, ha avuto un ruolo fondamentale; per la difesa e per la protezione del popolo napoletano.

L’ipotesi più accreditata riguardo il nome del monumento vuole che prenda l’appellativo dalla sua posizione , orientata verso la città di Capua ,ma una seconda ipotesi ;vuole che tragga la propria denominazione dalla famiglia Capuano ,che fu incaricata di difendere la fortificazione dal re Ferrante d’Aragona .

Fu edificata nel 1484, per volere del monarca Ferrante D’Aragona.

Pianta del Giardino di Santa Caterina a Formello

Pianta del Giardino di Santa Caterina a Formello del 1700 conservata nell’archivio di stato di Napoli. Oltre a rappresentare il giardino di S.Caterina a Formello riporta la cinta muraria aragonese con le relative torri come la virtu’ e Sant Anna .

L’architetto rinascimentale Giuliano da Maiano (1432-1490),reduce dai lavori dell’opera del Duomo di Firenze e dei lavori per il santuario di Loreto intorno al 1477,si occupo’ della costruzione della Porta.

Egli si ispiro’ all’architettura Romana per realizzare questa fortificazione. Infatti si può osservare dall’ ingresso di Porta Capuana la somiglianza con un arco romano;

fondamentale insieme ad altri elementi architettonici, per costruire meraviglie ingegneristiche come: la Cupola del Pantheon romano e successivamente la Cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze ideata da Filippo Brunelleschi(1377-1446).

Porta Capuana e’ composta da un arco di marmo bianco, ornato da bassorilievi che rappresentano :elmi ,scudi e asce molto simili ai bassorilievi del portale d’ ingresso di Palazzo De Scortiatis Grasso.

Inoltre ai lati dell’ingresso vi sono due torri imponenti; l’Onore e la Virtù. Nel 1656,Napoli fu colpita da una epidemia di peste; e da quanto emerge dalle scritture bancarie dell’Archivio Storico Banco di Napoli, la zona più colpita fu Piazza Mercato.

La Popolazione partenopea fu decimata; centinaia di persone perirono per via della peste.

Nonostante le gravi perdite di vite umane e di personalità artistiche importanti, ci fu la possibilità per le nuove generazioni di artisti di emergere e prendere il posto dei loro predecessori .Tuttavia i napoletani per ricordare questo evento che segnò molto loro e la loro città; fecero affrescare le Porte della città da Mattia Preti(1613-1699)detto anche Cavalier Calabrese. Quest’ ultimo aveva una personalità pittorica molto complessa; il suo eccletismo ( termine eclettismo dal greco eklektekós da ekleghein, scegliere, selezionare indica, nell’ambito delle arti e delle scienze, l’atteggiamento di chi sceglie in diverse dottrine ciò che è affine e cerca di armonizzarlo in una nuova sintesi). Per gli oppositori dell’eclettismo questo metodo costituisce una acritica e incoerente mescolanza di elementi teorici di provenienza diversa e talvolta contraddittori che lo assimilano al sincretismo nel suo significato più negativo. nasceva dal desiderio di raggiungere gli effetti decorativi dei pittori Veneti di fine Cinquecento. L’elemento fondamentale del suo stile era legato al problema chiaroscurale, seguendo le orme di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio(1571-1610).

Preti si occupò di affrescare, in una nicchia di Porta Capuana, l’affresco raffigurante: “San Michele Arcangelo,San Gennaro e Agnello Rocco in procinto di pregare la Vergine Maria per scacciare la peste”.

Oggi l’affresco è andato perduto ,l’unico che si conserva discretamente è quello di Porta San Gennaro.

Nell’ Archivio di Stato di Napoli si conserva una pianta del giardino di Santa Caterina a Formello del diciottesimo secolo. In questa pianta vi sono rappresentate anche le torri come: la Virtù, Sant’Anna e la Duchessa, oltre alla cinta muraria aragonese che si sviluppa parallelamente alla chiesa di Santa Caterina a Formello.

maxresdefaultOggi Porta Capuana è un emblema del Rinascimento della nostra città, tuttavia si presenta in pessimo stato di conservazione, privata della manutenzione dovuta.

Vi è erba che cresce sulla sommità della Porta e sulla cinta muraria. I bassorilievi di marmo bianco si sono scuriti, inoltre vi sono dei graffiti di cattivo gusto su questo monumento. Le torri difensive di Sant’ Anna e di Duchessa collegate a Porta Capuana sono totalmente abbandonate e cadute nell’oblio . Come mai dobbiamo osservare a un lento e inesorabile degrado di un monumento di tale importanza come questo.

Una domanda retorica c’è lo ma il centro storico di Napoli è patrimonio dell’Unesco dal 1995?

allora perchè stiamo assistendo a tanto degrado dei nostri monumenti … dove sono i fondi dell’ Unesco e dove sono gli organi competenti per tutelare tutto cio’? Questi i principali quesiti, ma tanto c’è ancora da fare.

Massimo Pacilio

 

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