Home L'angolo del diritto L’Angolo del Diritto: La cassette postali nel condominio

 

Ogni condomino ha necessità che la sia presente, per ciascun appartamento, una cassetta postale, affinché l’interessato possa ivi ricevere tutte le lettere e le necessarie comunicazioni strettamente personali.

In materia sono intervenute diverse normative che hanno provveduto a disciplinare il posizionamento, la struttura e i materiali della cassetta.

Con un decreto del 9 aprile 2001, il Ministero delle Comunicazioni ha proceduto all’approvazione delle condizioni generali del servizio postale, provvedimento seguito dal più recente decreto del Ministero dello sviluppo economico, datato 1 ottobre 2008 che sostanzialmente ne ripropone il contenuto.

Infine, ad ulteriore conferma del contenuto dei sopra citati decreti, abbiamo anche una delibera del 20 giugno 2013 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

All’art. 45 del decreto del 2001, relativamente alle cassette postali, si afferma che “per la distribuzione degli invii semplici devono essere installate, a spese di chi le posa, cassette accessibili al portalettere”.

Ancora si precisa che “lo scomparto di deposito, la forma e le dimensioni dell’apertura devono rispondere alle esigenze del traffico postale e risultare tali da consentire di introdurvi gli invii senza difficoltà particolari. Le cassette devono recare, ben visibile, l’indicazione del nome dell’intestatario e di chi ne fa uso”.

Problematiche sorgono per quanto riguarda i condomini e il posizionamento delle cassette postale in modo tale da rispettare la normativa vigente, permettendone, nel contempo. l‘accessibilità dei singoli condomini.

All’art. 47 del decreto citato denominato “Edifici plurifamiliari o adibiti ad uso d’impresa” si afferma che “negli edifici plurifamiliari, nei complessi formati da più edifici e negli edifici adibiti a sede d’impresa, le cassette delle lettere devono essere raggruppate in un unico punto di accesso”.

All’art. 46 denominato “Ubicazione” si precisa che “le cassette devono essere collocate al limite della proprietà, sulla pubblica via o comunque in luogo liberamente accessibile, salvi accordi particolari con l’ufficio postale di distribuzione”.

In sostanza, il portalettere deve essere in grado di accedere alle cassette senza necessariamente essere costretto a bussare o accedere alla proprietà privata, protetta ad esempio da un portone o un cancello ad apertura automatica.

Infatti, in assenza di custode o portinaio, oppure laddove nessuno gli apra perché non in casa, il postino si vedrebbe impossibilitato a consegnare la posta.

Pertanto la regola in materia è che, salvo accordi con l’ufficio postale di distribuzione locale, la cassetta postale condominiale deve essere collocata all’esterno del palazzo così da consentire facile accesso al portalettere.

Le cassette, come si è visto, debbono recare, ben visibile, l’indicazione del nome di chi ne fa uso. In mancanza, l’invio è restituito al mittente, ove individuabile.

All’art. 48 del decreto citato si afferma inoltre che i titolari di cassette non conformi alle specifiche richieste da Poste Italiane (relativamente a caratteristiche e dimensioni) dovranno provvedere ai necessari adattamenti entro un termine concordato con l’ufficio richiedente. In mancanza il postino, che abbia riscontrato difficoltà nell’effettuare la consegna, potrà affiggere un avviso di giacenza e differire il ritiro dell’invio presso l’ufficio postale.

In particolare, laddove la cassetta domiciliare manchi, non sia idonea o conforme alle prescrizioni o agli accordi con l’ufficio postale, il destinatario riceve una sola volta l’avviso che indica l’ufficio postale o il centro di distribuzione presso il quale resta in giacenza tutta la corrispondenza che non è possibile recapitare al domicilio.

Nonostante i problemi applicativi che si sono manifestati in diversi Comuni italiani, la normativa rimane tutt’ora in vigore e, per non incorrere nel rischio di doversi recare presso il punto di giacenza, l’unica soluzione è quella di spostare le casette all’esterno dello stabile.

Le disposizioni nazionali sono completate anche da una disciplina europea che si rivolge, tuttavia, ai produttori delle cassette postali, nonché a coloro che decidono di istallare i dispositivi. La normativa UNI EN 13724, infatti, stabilisce degli standard per le cassette postali quanto a dimensioni, resistenza, sicurezza contro l’effrazione e salvaguardia della privacy.

Ad esempio, quanto alle dimensioni, la cassetta deve essere in grado di contenere sia una busta A4, senza rischi di danneggiamento o piegatura, sia delle riviste al fine di garantire una consegna corretta. Inoltre, è necessario che le cassette siano dotati di dispositivi antiprelievo per evitare che terzi non autorizzati possano accedere alla corrispondenza.

Quanto all’installazione, le cassette dovranno essere accessibili al portalettere, recare ben visibile il nome dell’intestatario (punto centrale della cassetta, di norma tra 700 mm e 1700 mm) e nessuno spigolo vivo per assicurare la sicurezza del portalettere. Non deve essere presente, poi, alcuno spioncino d’ispezione, al fine di garantire la privacy.

Va ricordato, comunque, che la cassetta postale deve essere considerata un “bene personale” del condomino.

Sull’installazione della batteria delle cassette postali, ad ogni modo, potrà pur sempre deliberare l’assemblea, ma il riparto delle spese segue il principio personale, dunque si ha una suddivisione in parti uguali a carico delle singole unità immobiliari.

Infine, se risulta necessario provvedere a riparare o sostituire una singola cassetta postale, la spesa dovrà essere a carico del singolo condomino a cui la casella si riferisce.

Avv. Luigi Marchitto

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