Home Cultura Napoli, la storica fontana della Sellaria colpita dai vandali

Napoli,19 Aprile 2017- Continua il nostro tour fra le meraviglie di Napoli.Questa volta siamo andati in piazetta del Grande Archivio(Via del Grande Archivio numero civico 32,Napoli).Al centro della piazza si erge dal 1903 una fontana napoletana soprannominata della Sellaria(detta anche Selleria).Quest’ultima è chiusa fra il muro orientale del monastero dei Santi Severino e Sossio e la chiesa di Santa Maria a Mare(detta anche Stella del Mare).Dopo lo spostamento dell’originario sito,fu collocata in questa piazzetta nel 1903,a seguito dei lavori realizzati dalla Società per il Risanamento nel 1889 durante lo svolgimento del famossismo “sventramento”disposto dal nuovo governo Italiano dopo l’ultima epidemia di colera che colpì la città di Napoli.Questa storica fontana fu eretta fra 1649 e il 1653 per volontà

dell’eletto del popolo napoletano Felice Basile in omaggio del vicerè di Onate,direttore dell’

abbattimento delle abitazioni di alcuni popolani che avevano guidato il secondo tumulto scoppiato

al tempo di Masaniello.La costruzione della magnifica fontana fu a lungo attribuita a Cosimo Fanzago;solo nel 1980, grazie alla scoperta di preziosi documenti presso l’Archivio storico Banco di

Napoli,ne fu dimostrato il pagamento all’ingenere Onofrio Antonio Gisolfo per la gestione e il progetto e al marmoraro Onofrio Calvano.Nel 1980 il  direttore dell’Archivio storico Banco di Napoli Eduardo Nappi  trascrisse e pubblicò nel periodico Napoli Nobilissima il seguente documento:”10 Febbraio 1650 Banco A.G.P… Alla Regia Corte a disposizione del signor Aniello Portio ducati 15.

E per essa si liberino al magnifico Onofrio Antonio Gisolfi,incigniero maggiore,in virtù di mandato del signor giudice Aniello Portio commenesario per Sua Eccellenza,delegato,spedito per Carlo Mancino,attuario.E sono resto della fede di credito di nostro Banco di ducati 25 in testa di detta

Regia Corte a disposizione del signor Aniello Portio sotto la data delli 10 di febbraio 1650 per il quale mandato si ordina pagassimo al suddetto magnifico Onofrio Antonio Gisolfi  li suddetti ducati

15 a compimento di ducati 25,stante li restanti ducati 10 furno essi liberati in virtù di altro mandato.

Et sono per le fatiche fatte e faciendo nell’epitaffio della Sellaria che cossi per decreto di detto signore delegato fu ordinato.E per esso a Nardo de Mayo per altritanti.”Tuttavia i  realizzatori non la posero nell’attuale sito,bensì in piazza della Sellaria(fra l’attuale piazza Nicola Amore e via del Pendino),come segno di gratitudine degli abitanti della contrada al vicerè che aveva risanato quel

fondaco,originariamente abitato da fabbri e artefici di selle e finiture per cavalli,e divenuto covo di lazzari e malviventi.Inoltre questa fontana seicentesca fu impreziosita da un’ epigrafe,dettata da padre Giovanni Battista Mascolo della Compagnia di Gesù,in cui,secondo Bartolomeo Capasso con

un gioco di parole:”si faceva l’elogio del Vicerè,che aveva aperta la via della Zecca dei panni,e la via alla giustizia,alla pace ed alla pubblica quiete del regno”.La fontana monumentale,in piperno,mattoni e marmo bianco di Carrara ha struttura ad arco a tutto sesto,con una grande vasca di

marmo,con due piccole vasche laterali sormontate da mascheroni con fontanine.

La vasca è posta fra due piediritti che sostengono l’arco a tutto sesto e con le chiavi di volta su ambedue i lati decorati con due mascheroni.Ai lati delle due facciate della fontana,ci sono delle colonne composite che reggono la trabeazione sormontata da un timpano spezzato.Sempre ai lati delle facciate si trovano delle volute in piperno che reggono un paio di coppe di marmo.Sopra l’arco,nel frontone,sono scolpiti tre stemmi:al centro quello reale di Filippo IV e ai lati quello del

Vicerè,e quello della città di Napoli.Tuttavia questa meravigliosa testimonianza del nostro  glorioso  passato è stata colpita da atti vandalici come si può osservare dalle foto.Naturalmente speriamo che la nostra segnalazione attivi al più presto gli organi competenti per rimuovere le scritte e la vermice

che rovinano un monumento storico così importante per la nostra città.

 

Antonio Russo

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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