Home Cultura Lorenzo De Medici e Ferrante d’Aragona alleati contro papa Sisto IV

Napoli,01 Maggio 2017-All’epoca di Lorenzo de’Medici, la penisola italiana era suddivisa in una vera scacchiera di Stati,fra i quali spiccavano i domini del Papato,il Regno di Napoli e alcuni stati del centro-nord come le Repubbliche di Firenze e Venezia e il Ducato di Milano.

Lorenzo dovette fare fronte alle mire di controllo del papa su Firenze,ricorrendo all’alleanza con Milano e Venezia,entrambe contrarie alle ambizioni espansionistiche di Sisto IV.

Il nepotismo di papa Sisto IV(Francesco della Rovere) finì con l’entrare in conflitto con gli interessi della famiglia dei Medici:difatti nel 1473,il Banco della famiglia Pazzi(rivali della famiglia dei Medici)prestò a Sisto IV gran parte dei 40.000 ducati richiesti per l’acquisto della città di Imola,contesa città dell’Emilia Romagna,che il papa voleva regalare a suo nipote Girolamo Riario.

La famiglia fiorentina dei Pazzi aveva informato il pontefice di aver ricevuto pressioni da Lorenzo De Medici affinchè non gli prestasse il denaro,già negatogli dalla banca medicea,essendo Imola considerata una città in posizione strategica per la difesa di Firenze.

Quel prestito segnò un punto di svolta decisivo nei rapporti fra Lorenzo e la famiglia dei Pazzi.Il gesto di sfida rivelava come tra le due famglie oramai vi era più odio che semplice rivalità commerciale.

Nel 1474 Sisto IV tolse ai Medici l’incarico di suoi banchieri di riferimento,dando tale previlegio ai Pazzi.Inoltre il papa nominò Francesco Salviati,parente dei Pazzi,arcivescovo di Pisa.Cospirando per assegnare Stati ai propri nipoti.

Gli alleati del papa a Firenze elaborarono un piano per uccidere Lorenzo e suo fratello,Giuliano:la famosa Congiura de’ Pazzi.

La scena del crimine sarebbe stato il Duomo;la data,la domenica di Pasqua del 1478.

Tuttavia Lorenzo si salvò da questa congiura.I fiorentini avevano una grande stima di Lorenzo e della sua famiglia.

Allora tutti i simpatizzanti dei cospiratori furono assasinati,e i loro complici gettati dagli alti finestroni di Palazzo Vecchio.I corpi di Francesco de’ Pazzi e di Salviati,arcivescovo di Pisa,penzolarono impiccati a una finestra del palazzo.Agli occhi di papa Sisto IV,Lorenzo e i fiorentini si erano resi colpevoli di sacrilegio,tollerando orrori come l’impicaggione dell’arcivescovo di Pisa.

A questo punto il papa reagì  pubblicando la bolla della scomunica che offriva la “totale remissione dei peccati”a tutti coloro che avessero levato le armi contro Firenze.

Tuttavia Lorenzo pote’ fare affidamento sull’alleanza con Milano e Venezia per resistere agli eserciti del papa,che avevano invaso la Repubblica Fiorentina.

Inoltre il papa era sostenuto da Ferrante d’Aragona(il Regno di Napoli)Per evitare la disfatta militare nel 1478 partì in gran segreto alla volta di Napoli,per convincere personalmente Ferrante d’Aragona.Lorenzo era un politico allo stato puro,capace di negoziare la sicurezza della propria città, e a Napoli riuscì a esprimere le sue straordinarie capacità diplomatiche con grande padronanza.

Anche Ferrante aveva i suoi problemi:la necessità di denaro per proseguire la guerra,la nobiltà ingovernabile(la congiura dei Baroni), la pressione esercitata su di lui da Sisto IV.

Inoltre egli temeva la lunga ombra del sultano ottomano,per cui, quando nel 1480 i Turchi saccheggiarono Otranto(i corpi dei  martiri d’Otranto nel 1485 furono trasferiti a Napoli e riposano nella chiesa di Santa Caterina a Formello,dove furono collocati sotto l’altare della Madonna del Rosario che ricorda la vittoria dell’esercito cristiano sugli Ottomani nella battaglia di Lepanto.

Successivamente i resti furono collocati nella cappella delle reliquie, consacrata da papa Benedetto XIII) ,nell’Italia meridionale,decise di risolvere i disaccordi tra i cristiani firmando la pace con i Fiorentini.Lorenzo ritornò a Firenze acclamato come un eroe.

La minaccia turca obbligò anche il papa a fermarsi.Pertanto Sisto IV dichiarò che se la Repubblica avesse inviato una delegazione di cittadini a chiedere perdono a Roma ,avrebbe concesso loro il perdono e la cancellazione della scomunica.

Così fu organizzata una cerimonia nella quale dodici cittadini importanti di Firenze si presentarono a Roma, inginocchiandosi al cospetto del papa.Oltre alla pace fra il papa e la famiglia dei Medici,vi è la nascita di rapporto fra Firenze e Napoli come si può osservare dalle opere d’arte di quel periodo storico.

Antonio Russo

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