Home Attualità ASSOCIAZIONE NAZIONALE GUARDIE PARTICOLARI GIURATE: COSA SI INTENDE PER LAVORO NOTTURNO?

LIMITI ORARI LIMITI AL LAVORO NOTTURNO INFORMAZIONI E COMUNICAZIONI SANZIONI DURATA DELLA PRESTAZIONE
Circolare n. 68 del 21 giugno 2000: lavoro notturno
Direzione Generale dei Rapporti di Lavoro Circolare n.13/2000
DECRETO LEGISLATIVO 26 novembre 1999, n.532
I controlli del Ministero del Lavoro sul lavoro notturno
Causa c-303/98 –
LAVORO NOTTURNO La nuova disciplina – Decreto 532 del 26.11.99 Il governo ha introdotto una disciplina del lavoro notturno, prevedendo vincoli e adempimenti con lo scopo principale di garantire la tutela della salute dei lavoratori notturni.

La nuova disciplina e’ entrata in vigore il 5 febbraio 2000.

COSA SI INTENDE PER LAVORO NOTTURNO?

Lavoro notturno : e’ l’attività svolta nel corso di un periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo fra la mezzanotte e le cinque del mattino ; Lavoratore notturno : e’ il lavoratore che svolge sempre almeno tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero durante il periodo notturno oppure il lavoratore che effettua lavoro notturno per un minimo di 80 giorni lavorativi all’anno ( limite da riproporzionare in caso di lavoro a tempo parziale).

LIMITI ORARI.

Come visto, si parla di lavoro notturno solo se la prestazione lavorativa svolta di notte dura almeno sette ore consecutive; ma esiste anche un limite massimo: l’articolo 4 stabilisce che la prestazione dei lavoratori notturni non può superare le otto ore nelle ventiquattro ore. Quindi saranno prestazioni di lavoro notturno, ad esempio, le seguenti : – dalle 22.00 alle 5.00 – dalle 22.00 alle 6.00 – dalle 23.00 alle 6.00

LIMITI AL LAVORO NOTTURNO.

Al lavoro notturno devono essere adibiti innanzitutto i lavoratori che ne facciano richiesta ; tuttavia i contratti collettivi, possono stabilire ulteriori limiti o priorità in relazione alla richiesta, da parte del datore di lavoro, di prestazioni di lavoro notturno. Un altro limite e’ rappresentato dalle condizioni di lavoro, che possono incidere sulla salute del lavoratore : il decreto stabilisce che i lavoratori notturni devono essere sottoposti ad accertamenti medici preventivi e periodici, nonché quando le condizioni di salute del lavoratore siano evidentemente incompatibili con il lavoro notturno. Inoltre, quando le condizioni di salute del lavoratore, accertate da un medico, rendano inidonea la prestazione di lavoro notturno, al dipendente in questione deve essere garantita una diversa mansione o ruolo che possano essere svolti di giorno. Sempre alla contrattazione collettiva e’ demandato il compito di prevedere eventuali riduzioni di orario settimanale e mensile per i lavoratori notturni, nonché la maggiorazione retributiva.

INFORMAZIONI E COMUNICAZIONI

Prima di introdurre il lavoro notturno, il datore di lavoro e’ tenuto a consultare i rappresentanti dei lavoratori, aziendali o territoriali. Nei confronti dei lavoratori e del rappresentante della sicurezza vige un obbligo di informazione relativo agli eventuali maggiori rischi che derivano dal lavoro svolto in orario notturno. Il settore ispezione del lavoro della direzione provinciale del lavoro ( ex ispettorato del lavoro ) deve, invece, essere informato dell’esecuzione di lavoro notturno svolto in modo continuativo o compreso in regolari turni periodici, quando lo stesso non sia previsto dal contratto collettivo.

SANZIONI

Il decreto prevede specifiche sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente nei seguenti casi : – mancato accertamento, preventivo e periodico, dello stato di salute del lavoratore da adibire a lavoro notturno : arresto da tre a sei mesi o ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni ; – mancato rispetto della durata massima della prestazione di lavoro notturno, cioè otto ore nelle 24 ore : – sanzione amministrativa da lire 100.000 a lire 3.000.000 per ogni giorno e per ogni lavoratore adibito a lavoro notturno oltre i limiti.

DURATA DELLA PRESTAZIONE

L’orario di lavoro dei lavoratori notturni non può superare le 8 ore nelle 24 ore; la contrattazione collettiva anche aziendale ( la quale preveda un orario di lavoro plurisettimanale ) ha la facolta’ di individuare un periodo di riferimento più ampio sul quale calcolare, come media, il suddetto limite. Cio’ significa che ci sono 2 condizioni da rispettare per poter superare le 8 ore ( su 24 ): la previsione da parte dei contratti collettivi ( anche aziendali ) di un’articolazione oraria su base plurisettimanale ; la previsione di un periodo di riferimento superiore alle 24 ore.

Si specifica che debbono essere comprese, in tale ipotesi derogatoria, anche le articolazioni in giorni fissi su base settimanale (ad esempio i turni weekend). Circolare n. 68 del 21 giugno 2000: lavoro notturno In attuazione della Direttiva comunitaria 93/104, il Decreto Legislativo n. 532 del 26 novembre 1999 disciplina la fattispecie consistente nella prestazione lavorativa svolta con orario notturno.

Le prescrizione del decreto in parola si applicano alla totalità dei datori di lavoro che si trovino ad utilizzare lavoratori in prestazioni di lavoro notturno. Si ritiene opportuno riportare una sintesi delle disposizioni di maggiore importanza anche in considerazione di quanto previsto dalla recente Circolare n. 13/2000 emanata in materia dal Ministero del Lavoro.

Definizione e perimetro di applicazione

Si intende come lavoro notturno la prestazione lavorativa portata a termine durante un lasso di tempo di almeno sette ore consecutive comprendenti il periodo intercorrente tra la mezzanotte e le ore cinque del mattino. Per lavoratore notturno si intende: · qualunque lavoratore che, in via non eccezionale, presti la propria mansione di lavoro giornaliero durante il periodo notturno per almeno tre ore; · ogni lavoratore che, non in via eccezionale, svolga nel corso del periodo considerato come notturno almeno una parte del proprio orario lavorativo normale, secondo quanto definito nell’ambito della contrattazione nazionale collettiva.

In assenza di tale disciplina, così come ricorre nel caso del contratto nazionale del settore edile, viene considerato lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga tale attività per un periodo di tempo di almeno 80 giornate lavorative all’anno. Tale limite è riproporzionabile nel caso di lavoro part-time.

In sostanza, per poter essere qualificato quale lavoratore notturno, lavoratore deve svolgere le proprie mansioni normalmente durante il periodo notturno.

Limitazioni Vengono posti limiti alla possibilità di prestare la propria opera nel periodo notturno alle donne instato di gravidanza e di puerperio ed ai soggetti minori.

Soggetti interessati

La disciplina in oggetto prevede che possano essere adibiti ad attività da svolgersi nel corso del periodo notturno innanzitutto i lavoratori che ne facciano esplicita richiesta, alla luce delle necessità organizzative ed operative dell’impresa.

Durata delle prestazioni lavorative notturne

La durata del lavoro notturno non può eccedere le otto ore nell’ambito delle ventiquattro ore giornaliere. Tale limite riferito alla durata della prestazione lavorativa notturna non viene applicata nei confronti dei dirigenti e del personale con mansioni direttive (quadri e lavoratori con funzioni direttive).

Precauzioni che il datore di lavoro deve mettere in atto I lavoratori adibiti a mansioni notturne devono essere sottoposti, a cura ed a spese del datore di lavoro e tramite il medico competente, ad accertamenti: · preventivi, finalizzati ad accertare l’assenza di controindicazioni allo svolgimento del lavoro notturno e delle mansioni cui verranno adibiti nel corso della prestazione lavorativa; · periodici, con cadenza almeno biennale, per procedere alla verifica dello stato di salute; · eventuali, nell’ipotesi in cui si manifestino condizioni di salute evidentemente incompatibili con lo svolgimento della prestazione lavorativa notturna.

Il Decreto Legislativo 26 novembre 1999, n. 532 provvede inoltre ad istituire la previsione di una consultazione sindacale preventiva all’esercizio del lavoro notturno, da effettuarsi entro sette giorni dalla comunicazione del datore di lavoro ai lavoratori interessati.

Lo stesso datore di lavoro deve informare, in un momento precedente alla destinazione al lavoro notturno, i dipendenti ed il rappresentante della sicurezza, sui rischi esistenti in misura maggiore rispetto all’orario diurno – nel caso in cui i rischi stessi siano presenti – derivanti dall’esecuzione della prestazione lavorativa in orario notturno. Sta inoltre al datore di lavoro garantire l’informazione ai dipendenti in merito ai servizi attinenti la prevenzione e la sicurezza.

Per quanto attiene le lavorazioni che nel corso della loro esecuzione comportino rischi particolari, il datore di lavoro deve consultarsi con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. I servizi ed i mezzi di prevenzione e di protezione devono poi essere garantiti in misura adeguata e quanto meno equivalente a quelli prestati nel corso del turno diurno.

Il decreto in esame introduce inoltre a carico del datore di lavoro e dei dirigenti sanzioni pesanti, con previsione dell’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 1,500 euro  a 4.00,00 nel caso in cui siano violate le norme relative alla tutela della salute e la sanzione amministrativa, da 50,00 euro  a 150,00 euro  per ogni giornata e per ogni lavoratore adibito al lavoro notturno nel caso in cui la prestazione lavorativa si svolga al di fuori dei limiti previsti per la durata della prestazione.

(Direzione Generale dei Rapporti di Lavoro Circolare n.13/2000 Roma, 14 marzo 2000 Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale)

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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