Home L'angolo del diritto L’Angolo del Diritto: Le infiltrazioni del terrazzo a uso esclusivo di un...

La manutenzione e l’adeguamento delle pilette di scarico delle acque meteoriche compete all’intero condominio anche se il terrazzo è ad uso esclusivo di un singolo condomino.

Infatti anche la piletta costituisce un elemento accessorio al corretto deflusso delle acque sul solaio di copertura dell’intero fabbricato e dunque, in quanto tale, deve essere considerata come una parte comune e, pertanto, tutti i condomini ne sono comproprietari.

In particolare, a questo proposito, i Giudici del Tribunale di Milano (Sentenza 6 giugno 2017, n. 6353), hanno condannato un condominio per l’inadeguatezza della piletta di scarico che doveva consentire il corretto deflusso delle acque pluviali e per una sua non adeguata manutenzione periodica, nonostante essa fosse collocata sul terrazzo ad esclusivo uso di un singolo condomino.

Una condanna di minore entità, ad ogni modo, è toccata anche al singolo condomino proprietario del terrazzo in parola, per non aver provveduto alla regolare pulizia della superficie del terrazzo e, dunque, per aver, sia pure solo in parte, favorito l’otturazione della piletta, ostacolando il deflusso dell’acqua meteorica ed il suo ristagno, che, sempre secondo i giudici, ha causato nel tempo infiltrazioni dannose nel solaio divisorio, provenienti dal terrazzo ad uso esclusivo.

In generale, riguardo ai terrazzi, va detto che qualunque superficie di copertura è progettata e posta in opera in maniera tale da consentire il regolare deflusso delle acque meteoriche per evitare stagnamenti e infiltrazioni.

Gli stessi sistemi di scarico delle acque sono dimensionati sulla base di precisi requisiti: intensità pluviometrica (è importante stabilire la quantità massima di acqua caduta durante periodi di piogge intense, in quello stesso luogo), determinazione della superficie esposta alla pioggia, nonché pendenza e natura del materiale di copertura (rugosità e potere assorbente che possono influire sullo scorrimento dell’acqua).

Le acque, quindi, vengono convogliate verso il basso attraverso una colonna di scarico verticale (pluviale) e poi smaltite sulla superficie stradale o direttamente in pozzetti collegati al sistema fognario principale.

Relativamente al solaio di copertura di un terrazzo, sia esso condominiale o di proprietà di un singolo condomino, il pluviale, nella sua parte iniziale, è inserito in un bocchettone localizzato sul pavimento o sul parapetto, la cd. “piletta di scarico”: questa è collocata nel punto di raccolta delle acque, cioè dove le pendenze del solaio le convogliano. La piletta, quindi, filtra le acque attraverso apposite griglie e ne consente lo smaltimento verso il basso.

Proprio questa sua funzione di raccolta e filtraggio, causa l’accumulo di residui (fogliame secco, terriccio, pietrisco) che, a lungo andare, possono ridurre il passaggio delle acque e favorirne la stagnazione e la conseguente infiltrazione nel solaio.

Quindi, secondo il Tribunale di Milano, condizione necessaria per un impiego duraturo e senza problemi della piletta di scarico e dell’intero sistema di deflusso delle acque meteoriche, è una manutenzione periodica e accurata; in questa fase deve essere controllata periodicamente la capacità di scarico dei singoli componenti del sistema drenante e, in presenza di eventuali anomalie (riduzione della capacità di scarico, aumentata rumorosità del deflusso), debbono essere individuate ed eliminate le alterazioni e le problematiche ad esse collegate.

Così il Tribunale di Milano ha ravvisato per la proprietaria del terrazzo esclusivo sul quale era collocata la piletta di scarico delle acque meteoriche, solo un concorso di colpa del tutto residuale, costituito dal mancato controllo della piletta stessa e della sua pulizia periodica (che avrebbe impedito la parziale occlusione dello scarico dalle foglie delle piante presenti sul terrazzo e che hanno limitato il naturale deflusso delle acque).

Il principale responsabile, invece, secondo i giudici, è stato il condominio che avrebbe dovuto provvedere ad adeguare la piletta di scarico e a realizzare un sistema di raccolta delle acque pluviali che finivano sulla tettoia e sul terrazzo più efficace e adeguato, facendo defluire le acque meteoriche nel miglior modo possibile.

Il Tribunale ha ribadito che gli stessi principi descritti nel caso come quello della piletta, vanno così applicati anche alle gronde, ai doccioni, ai pluviali ed ai canali di scolo delle acque meteoriche, tutti costituenti parti comuni, in quanto svolgono una funzione necessaria all’uso e al godimento di tutti i condomini.

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