Home Comuni altri Minturno un comune in predissesto finanziario che fa cassa con autovelox

Un modo rodato per fare cassa, oramai tutti i sindaci utilizzano questo metodo per taglieggiare i cittadini già tartassati da tasse e gabelle imposte dallo stato – spesso tarati in modo impossibile da evitare la sanzione, es. Velocità max 30 kmh su strade provinciali e comunali. Il calcolo delle maggiorazioni è spesso sulla soglia usuraia.

Minturno, 28 luglio 2017

Di Sergio Angrisano

Difficile, quasi imbarazzante mettere mano ad un problema di cui oramai tutti ne hanno parlato, Procure comprese, ma è evidente che i sindaci da questo orecchio non ci sentono proprio. Quella degli autovelox è una vergogna tutta italiana, un metodo infame per spremere danaro ai cittadini.

Il sindaco di Minturno non è da meno, infatti a cittadini e turisti continuano ad arrivare multe “discutibili”. Nonostante una recente e importante sentenza, della Cassazione in tema di autovelox, (di cui abbiamo parlato in precedenti articoli, ci fornisce l’occasione per ricapitolare tutte le norme sulla segnalazione di tali apparecchi elettronici, norme che si sono succedute nel tempo, un po’ per svariati interventi legislativi, un po’ per circolari ministeriali, un po’ per principi ormai condivisi da tutti i giudici.

Riproponiamo di seguito le regole che determinano il legale utilizzo degli autovelox:

1) Gli autovelox devono essere sempre segnalati preventivamente: ciò vale sia che si tratti di apparecchi fissi e automatici, sia che invece la postazione sia mobile ed utilizzata, all’occorrenza, da agenti della polizia (è il caso, per esempio, dei telelaser). Il verbale con la multa deve dare atto della presenza dei suddetti cartelli di avviso.

2) La segnalazione che anticipa la presenza di apparecchi di controllo elettronico della velocità deve specificare se si tratta di apparecchi fissi o mobili (leggi l’articolo “Stop multa autovelox se non c’è il cartello stradale di avviso dopo le intersezioni”).

3) La segnaletica può essere realizzata sia con cartelli stradali fissi e permanenti che con cartelli temporanei, sia con segnali luminosi a messaggio variabile (per esempio, quelli presenti sui cavalcavia), sia con dispositivi di segnalazione luminosa installati su veicoli in dotazione delle forze dell’ordine.

4) Le postazioni mobili possono essere segnalate anche con cartelli permanenti, ma a condizione che si tratti di appostamenti pianificati e non occasionali, effettuati con una certa sistematicità.

5) Non basta che l’autovelox sia segnalato, ma deve anche essere ben visibile: il che si traduce nel divieto di installare apparecchi elettronici su auto “civette” nascoste tra i cespugli, dietro le curve o su auto non di proprietà delle forze dell’ordine.

Anche nel caso in cui l’autovelox sia collocato all’interno dell’auto della polizia, se il rilevamento avviene di notte, quest’ultima non può avere le luci lampeggianti spente, ciò che la renderebbe, appunto, poco visibile

6) La dicitura della segnaletica non deve essere equivoca. Il che vuol dire che, nel caso di autovelox, la cartellonistica deve indicare “Controllo elettronico della velocità”, mentre, nel caso di tutor, il messaggio agli automobilisti deve specificare che il rilevamento viene effettuato attraverso un diverso tipo di strumento (il tutor, appunto), che consente il rilevamento della velocità attraverso due telecamere: una posta all’inizio e l’altra alla fine di un tracciato prestabilito (e non in un preciso e unico punto come invece avviene con l’autovelox). In tal senso si è orientato il Giudice di pace di Como

7) La segnaletica che avvisa della presenza dell’autovelox deve essere collocata con adeguato anticipo rispetto alla postazione, ossia a distanza tale da garantire “il tempestivo avvistamento della postazione anche tenendo conto della velocità locale predominante”.

Ciò richiede anche che la collocazione del segnale sia effettuata tenendo conto della necessità dell’automobilista di poter rallentare senza costituire pericolo per il traffico.

8) Tale distanza va parametrata allo stato dei luoghi. Per esempio, su un’autostrada la distanza può essere più lunga che su una strada statale o urbana. In ogni caso, la legge fissa in 4 Km la distanza massima che deve esservi tra la segnaletica e l’autovelox. Per i telelaser, la distanza minima è quella intercorrente tra il cartello stradale ed il punto in cui viene effettuato il rilevamento, a prescindere da dove è collocata la strumentazione.

9) Qualora intervenga una intersezione stradale tra la segnalazione e la postazione della volante, la segnaletica che avvisa della presenza dell’autovelox deve essere ripetuta.

10) Nel caso di postazioni fisse automatiche installate fuori dai centri abitati, la distanza minima tra l’autovelox e il cartello che impone il limite di velocità è di almeno 1 km.

La sintesi degli articoli è riportata sul sito de: La legge per tutti.

Sito, di cui consigliamo la lettura ai sindaci ed agli amministratori in generale. Infatti la segnalazione prevista nell’area di Minturno non sembra rispondere al dettato legale previsto. Ma non finisce qui, il comune di Minturno, lo scorso 2 dicembre 2016, nella seduta del consiglio comunale aveva dichiarato lo stato di pre-dissesto finanziario, che i cittadini (ma evidentemente non solo i residenti di Minturno viste le multe folli) dovevano prepararsi ad una stagione di lacrime e sangue. Questo all’alba della deliberazione del Consiglio comunale che ha dichiarò, come abbiamo detto il pre-dissesto. L’ente faceva registrare un pesantissimo passivo, una cifra spaventosa per un comune così piccolo, ammonta a 5 milioni di euro la somma del debito, una spada di Damocle sul collo di cittadini contribuenti, ma anche di chi ha la sfortuna di percorrere le strade comunali. Ci chiediamo se il sindaco Gerardo Stefanelli, eletto nelle liste del PD e sostenuto da alcune liste civiche, mentre spulciava dati e faceva l’analisi della situazione, in quella infuocata seduta del Consiglio comunale, una reale fotografia (pensava agli autovelox come soluzione mentre fotografa mentalmente?) una situazione economica pesante che va avanti da anni. Ma, quello che ci ha lasciati tuttavia basiti, oltre al metodo, oltre al calcolo delle maggiorazioni, oltre agli inadempimenti previsti per la segnalazione degli autovelox, è stata la sorpresa nel contattare il call center del Comune (?) un servizio informazioni in out soursing (un comune in dissesto paga un servizio esterno è alquanto irrituale), ma visto che il comune di Minturno lo fa, ci viene da chiedere? Quanto costa ai cittadini questo servizio? Quali sono le maggiorazioni addebitate sull’ammontare delle multe?  Ma soprattutto, altro mistero, gli addetti al call center che chiedono ai cittadini dati sensibili, (data di nascita, numero di telefono residenza etc) si “rifiutano” di dire il nome della Società per cui operano? Setta segreta? Massoneria? Servizi deviati? ..non credo, penso sia legittimo per un cittadino sapere a chi sta dando i propri dati, poi, perché tutto questo mistero? Strano questo Servizio informazioni, chi è l’amministratore? Come ha vinto il bando di gara? C’è stato un bando di gara? Ovvio , non è il caso di questo call center, ma va ricordato che il comune di Minturno, le precedenti amministrazioni sono state coinvolte in indagini della Magistratura che sono poi sfociate proprio per irregolarità degli  Autovelox, ben 14 rinvii a giudizio: sotto accusa le amministrazioni Sardelli e Galasso. I fatti risalenti al 2008 videro alla sbarra : l’ex sindaco Pino Sardelli, gli allora assessori Gianfranco Colacicco, Raffaele Chianese, Massimo Moni, Livio Pentimalli, Fausto La Rocca, Maurizio Faticoni per i fatti del 2008; per il 2010, oltre al sindaco Aristide Galasso anche gli assessori dell’epoca Roberto Lepone, Pino Russo, Fabio Saltarelli, Giovanni Baldascino. Oltre ai politici a giudizio anche il Comandante della Polizia Municipale Gian Matteo D’Acunto, per il quale è stato stralciato solo il capo di imputazione relativo al sub appalto come per Stazio per la sopraggiunta prescrizione, e il Tenente Gustavo De Galizio. I reati contestati variavano dall’ abuso di ufficio, al falso materiale. Sarà cambiato qualcosa da allora? Ricordiamo anche L’Aci richiamava i Comuni poiché: “Non investono il 50% delle multe in sicurezza come prevede la legge” E chiese al governo che vengano sanzionati. Nel 2014 il totale dei morti sulle strade è calato, ma non sulle strade urbane, dov’è invece cresciuto.

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