Home L'angolo del diritto L’Angolo del Diritto I bambini e i danni nel cortile condominiale

Molto spesso i bambini giocano nel cortile condominiale.
Tuttavia, non di rado, accade che, nel far ciò, vengano causati dei danni a terzi o a beni del condominio stesso.
Il cortile viene menzionato come facente parte dei beni condominiali dallo stesso art. 117 c.c.: esso consiste in quell’area scoperta che ha la funzione di fornire aria e luce ai vani del fabbricato e di consentire il transito delle persone.
L’uso dei beni condominiali è disciplinato dall’art. 1102 c.c., secondo cui tutti i comunisti hanno diritto di servirsi in pari misura della cosa comune.
Un’assemblea condominiale può senz’altro stabilire che una determinata area del cortile possa venire adibita ad area giochi per i bambini né il Regolamento condominiale può, in alcun modo, ledere il diritto di ciascun condomino di usare e godere delle cose comuni ognuno in pari misura.
E non si dimentichi che i bambini vantano un vero e proprio “diritto al gioco”, previsto e sancito dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989, ratificata in Italia dalla L.27 maggio 1991 n.176.
Ora, così come non è consentito impedire che i bambini giochino nel cortile, allo stesso modo è parimenti possibile disciplinare tale diritto con apposite regole.
A questo proposito, infatti, possono essere inserite clausole nel Regolamento condominiale che prevedano il gioco in determinate fasce orarie o soltanto in alcune zone del cortile.
Resta da chiedersi cosa accade se, malauguratamente, i bambini che giocano nel cortile causino dei danni, come avviene, ad esempio, rompendo una finestra.
I minori non dispongono, secondo la legge, di capacità di agire, cioè di porre in essere atti giuridici, in quanto essa viene acquisita con il raggiungimento del diciottesimo anno di età.
Prima, quindi, della maggiore età, i genitori esercitano la responsabilità genitoriale, rappresentando i minori e amministrandone eventuali beni, ma anche, rispondendo dei danni da essi eventualmente causati.
In particolare i genitori rispondono dei danni causati dai figli minori ai sensi dell’art. 2048 c.c., salva la dimostrazione di non aver potuto impedire il danno.
In pratica, se il figlio rompe una finestra, la responsabilità è attribuibile al genitore che non lo ha educato bene (culpa in educando) e non lo ha sorvegliato adeguatamente (culpa in vigilando).
Giova anche ricordare che, ove mai il minore sia orfano – oppure ambedue i genitori siano decaduti dalla responsabilità genitoriale – viene aperta la tutela e nominato un tutore.
Questi sostituisce in toto il minore e, come i genitori, è tenuto a rispondere dei danni cagionati dal “tutelato”, compresi quelli causati in un cortile condominiale.

Avv. Luigi Marchitto

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