Home Le inchieste di Sinapsi News UN GINEPRAIO LA CANNABIS ” LEGALE ” TERAPEUTICA – INTROVABILE E INACCESSIBILE...

Costi esorbitanti e distribuzione centellinata

Napoli, 14 settembre 2017

Sergio Angrisano

Siamo davanti ad una vera e propria emergenza sanitaria, la cannabis terapeutica non si trova più, fatta salva qualche rara eccezione, è letteralmente sparita dalle farmacie. A parlare è Valentina Zuppardo portavoce di un rappresentativo gruppo di ammalati, affetti da differenti patologie, accomunati dal trattamento terapeutico della cannabis. – Oggi la trovo, domani no. Serve un gesto forte, è a rischio la salute di tante persone. Su change.org, il 10 luglio, ho lanciato la petizione per una cannabis gratuita e accessibile, con questa iniziativa raccolsi oltre 4.500 firme. Elisabetta gestisce la pagina Facebook Dolore e cannabis terapeutica, 3.400 iscritti: “Mi cercano persone disperate, mamme che non trovano i farmaci per il figlio”.  Ci sono state iniziative parlamentari, interrogazioni, chi ha la responsabilità della sanità in Italia ad oggi si è sottratta, non abbiamo avuto risposte. Intanto, la “carestia” prosegue.

L’assordante silenzio istituzionale è devastante, la politica è impegnata per l’introduzione dei vaccini obbligatori, litiga con i Presidenti delle regioni, intanto qui si muore, si soffre, non basta dovere quotidianamente dovere affrontare tutte le conseguenze prodotte dalla malattia, trovo assurdo dovere combattere per sollecitare l’intervento di chi istituzionalmente è preposto proprio alla tutela della salute dei cittadini, così , come sancito dalla Costituzione italiana, che riconosce il diritto alla salute definendolo un diritto fondamentale dell’individuo. Così recita il I° comma dell’art. 32, ad esso interamente dedicato: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Il contenuto del diritto che la Costituzione riconosce a tutti gli individui è complesso: la situazione di benessere psico-fisico intesa in senso ampio con cui s’identifica il bene “salute” si traduce nella tutela costituzionale dell’integrità psico-fisica, del diritto ad un ambiente salubre, del diritto alle prestazioni sanitarie e della cosiddetta libertà di cura (in altri termini, diritto di essere curato e di non essere curato).Tra queste prestazioni abbiamo individuato anche il trattamento  della Cannabis terapeutica.

Siamo consapevoli che è stata presentata una proposta di legge che disciplina l’uso terapeutico dei cannabinoidi: La proposta è solo in prima lettura alla Camera in Commissione Affari sociali, ed è stata calendarizzata in Aula per il 27 settembre. Benché i tempi, per la politica sono considerati stretti, per chi soffre giornalmente si trasformano in tempi biblici. Quando e se passerà, per molti pazienti, ci sarà la possibilità di assumere farmaci a base di derivati naturali o sintetici della cannabis indica. La proposta di legge che disciplina l’uso terapeutico di questo “farmaco naturale”, bisognerebbe correre un po’ per far fronte alle esigenze dei tanti pazienti in trepida attesa. Va detto che sono stati presentati un centinaio di emendamenti ma sul testo base si è registrato un ampio consenso e se sarà approvato in questa versione, il via libera del Senato, non dovrebbe trovare grossi ostacoli. Una corsa contro il tempo che partirà la prossima settimana, quando la XII voterà gli emendamenti, poi il testo passerà al parere delle commissioni competenti. A schierarsi al fianco dei componenti dell’iniziativa, il Senatore Bartolomeo Pepe, Gruppo Misto, componente della Commissione ecomafie, noto alle cronache per le molteplici iniziative e sostenitore del Movimento #novax. Pronto a dare battaglia in Senato, presentando intanto una interrogazione parlamenatre a risposta scritta

La sofferenza non ha tempo, quindi SIAMO PRONTI! L’associazione spontanea di ammalati si è mossa, ed ha dato mandato agli avvocati, che presa visione della situazione, hanno mandato tutti i documenti agli interessati, pronti quindi per depositare  una  diffida, indirizzata al Ministero della Salute, AIFA e Procura della Repubblica, volta ad adempiere  tutto quanto utile per porre fine a questa incresciosa situazione. All’iniziativa, oltre ai pazienti possono partecipare anche i medici! Come professionisti che ravvisano la necessità di questa terapia e i genitori o chi è nella qualità di persone che necessitano dell’utilizzo della cannabis! Questo il documento presentato dal “gruppo” di ammalati:

Questa è la lettera, che proponiamo integralmente, è stata inserita nella campagna e nella petizione online e spiega tutte le problematiche che stiamo vivendo. “Siamo un gruppo di malati con differenti patologie, accumunati dal trattamento con cannabis ad uso medico. Esasperati dalle molteplici situazioni che stanno aggravando la nostra condizione di pazienti e persone, richiediamo garanzie di continuità nei trattamenti a base di cannabis terapeutica, un’estensione della lista delle patologie che possono avere accesso alla terapia, in modo uniforme sul territorio e l’erogazione da parte del SSN della stessa. Abbiamo tutt’ora grossi problemi nell’accedere a questa specifica terapia, a causa del costo esorbitante dei medicinali e delle visite private, spesso unica via per superare la reticenza a valutare questa opzione diffusa tra i medici operanti nel settore pubblico. Inoltre, l’autonomia regionale in materia di sanità rende disomogenea la possibilità di accedere ai trattamenti nella penisola e obbliga i pazienti, già provati dalla malattia, a spostarsi per accedere alle cure, con tutti i disagi e i costi aggiuntivi che il trasferimento comporta. Solo in 11 regioni la terapia viene erogata dal SSR, ma questo avviene solo per alcune patologie “fortunate”, costringendo tutti gli altri a pagarsi le cure in prima persona. Converrete con noi che una tale situazione non è sostenibile. Da un punto di vista farmacologico, è da considerare che le varietà importate dalla ditta olandese Bedrocan sono prevalentemente 4 (Bedrocan, Bediol, Bedrolite e Bedica), mentre la varietà prodotta dall’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze è attualmente una sola, l’infiorescenza FM2. Ogni varietà di Cannabis contiene principi attivi peculiari (cannabinoidi, terpeni e molti altri), quindi un’unica varietà, che ne contiene determinate concentrazioni, non può essere adatta a tutte le patologie. Anche per questo motivo siamo in difficoltà nel momento in cui le importazioni delle varietà di Cannabis Olandese faticano ad arrivare. In merito a quanto sopra, esprimiamo con forza il nostro disagio. A seguito dell’attuazione del Decreto del Ministero della Salute del 23 marzo 2017 (Modifica dell’allegato A del decreto 18 agosto 1993, recante: “Approvazione della tariffa nazionale per la vendita al pubblico dei medicinali”) pubblicato sulla GU il 03 giugno 2017, inoltre, i nostri problemi sono aumentati: 1. abbiamo grosse difficoltà a reperire farmaci a cui abbiamo pieno diritto, che ci sono regolarmente prescritti da medici privati e strutture ospedaliere. Attendiamo per giorni prodotti che non vengono dispensati con tempistiche adeguate, senza supporto alcuno, con la conseguente interruzione della terapia anche per periodi medio-lunghi; una terapia che, invece, ci permette di condurre vite pressoché normali e dignitose e dovrebbe essere fatta con precisa puntualità e continuità. 2. Molte farmacie non vendono più le preparazioni a base di cannabinoidi lasciando scoperte intere zone e quindi pazienti, i quali allora devono ricorrere a farmacie più lontane, sostenendo spese di ricerca di queste ultime e di spedizione dei prodotti, investendo tempo ed energie preziose. 3. Come ci viene riferito da farmacie private ed ospedaliere, manca l’importazione completa del nostro fabbisogno farmaceutico dalla Bedrocan Olanda; questo rende la vita dei pazienti in cura con le specialità olandesi un vero inferno, mancando di continuità. Mossi da profonde preoccupazioni e dal bisogno vitale di poterci curare come previsto dai nostri piani terapeutici, chiediamo che: 1. la cannabis ad uso medico sia dispensata secondo le stesse modalità di tutti gli altri farmaci prescrivibili e per i quali è prevista l’erogazione tramite SSN; 2. sia garantita la continuità terapeutica necessaria ad assicurarci la corretta somministrazione di tutti i prodotti, importati e non, con i tempi e le modalità adeguate, nel rispetto delle prescrizioni mediche fatte ad hoc in base alle diverse patologie di cui soffriamo; 3. sia integrato l’elenco delle patologie aventi diritto all’accesso alla terapia e alla sua erogazione tramite il SSN; 4. siano regolate le norme a livello regionale, così da non avere una disparità nelle possibilità di accesso alla cura in base alla regione di residenza; 5. sia assicurata l’importazione dei prodotti della Bedrocan a seconda delle necessità reali di noi pazienti e non venga a mancare la fornitura di quelli italiani da parte dello Stabilimento Chimi o Farmaceutico Militare di Firenze. Confidiamo che riusciate a cogliere l’importanza della questione che riguarda tutti noi pazienti allo stesso modo e che prendiate seriamente in considerazione le nostre richieste, poste in un momento di estremo disagio e di bisogno impellente di sostegno e appoggio da parte dello Stato, a cui chiediamo di intervenire prontamente.” Ti ho taggato nel post dove puoi trovare le  interrogazioni fatte da Ferraresi, Civati, Maestri e Paglia e i due articoli di giornale usciti sul Fatto Quotidiano e su Repubblica, le trovi anche in allegato.

Alcune osservazioni: Il quantitativo di fine 2016 era 250 kg, ma la quantità reale sarebbe nettamente maggiore tenendo conto poi di chi si affida al mercato nero o autoproduce. L’ufficio centrale stupefacenti dovrebbe in primis comunicare al Ministero olandese i dati corretti per il fabbisogno annuo (perchè ha comunicato 100 kg per il 2017 sapendo che ne avevamo usato 250kg nel 2016?) Inoltre un punto importante per i malati è di garantire ai cittadini italiani e ai medici prescrittori “strains” differenti perchè spesso cambiando tipo di cannabis si ottiene un effetto terapeutico che prima non si aveva. Quindi va lasciata libera l’importazione dei vari tipi di cananbis della Bedrocan perchè è in possesso dei requisiti di sicurezza farmacologica richiesti. In questo senso non è necessaria una riforma del settore, basterebbe che la Apuzzo facesse un provvedimento che la cannabis per uso medico è a carico del SSN al prezzo di 15 eur/gr e che i costi saranno defalcati dalla quota che oggi va alle regioni per coprire le spese sanitarie.

In questo momento le persone hanno perso fiducia nelle istituzioni perché la situazione attuale ha messo in grave difficoltà i malati, è necessario che i responsabili di questa situazione paghino le conseguenze per ritrovare la fiducia e credibilità perse.

Allo stato attuale tantissimi malati sono senza terapia, e molti altri lo resteranno a breve. Noi siamo in contatto con tantissimi malati, davvero si sta creando un clima di panico generale. Serve un intervento immediato e nei termini che solo malati e medici esperti del settore possono definire e conoscere.

Ti ringrazio ancora molto, nel caso ci fosse la possibilità di un intervento da parte di medici che tutti i giorni lavorano con la cannabis il dottor Marco Bertolotto è disponibile e noi come rappresentanza dei malati.

 

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