Home Attualità Il Tg1 porta l’orrore dell’allevamento intensivo di polli nelle case degli italiani

Le scioccanti immagini, documentate da Animal Equality, sono state trasmesse durante l’edizione delle 20:00, raggiungendo oltre 6 milioni di persone.

Milano, 05/10/2017 – Ieri sera è stato mandato in onda al Tg1 un servizio sull’allevamento di polli in Italia che ha fatto luce sulle condizioni del sistema intensivo nel nostro Paese. Il servizio ha mostrato filmati tratti dall’ultima investigazione pubblicata Animal Equality, organizzazione internazionale per i diritti animali attiva in Italia.

 

L’inchiesta si chiama Pollo 100% Italiano e svela gli agghiaccianti retroscena dell’industria della carne di pollo nostrana. Le immagini sono stati raccolte fra Emilia Romagna e Lombardia negli allevamenti intensivi e nei macelli che riforniscono le aziende leader del settore, mostrando una realtà ben diversa da quella che ci raccontano le pubblicità dei grandi marchi.

 

Le immagini rappresentano le condizioni di vita del 95% dei polli che finiscono ogni anno sulle tavole degli italiani e comprendono:

 

  • animali stipati a decine di migliaia in capannoni chiusi, sudici e spogli
  • animali con deformazioni alle zampe, zoppie e altri problemi locomotori
  • animali con gravi problemi respiratori
  • animali con gravi affezioni cutanee, tra cui ustioni da ammoniaca, vesciche e ulcere
  • animali con profonde piaghe dovute alla scarsa mobilità
  • animali che muoiono di attacchi cardiaci a pochi giorni di vita
  • cadaveri in avanzato stadio di decomposizione lasciati per settimane sulla lettiera in mezzo agli animali ancora vivi
  • operatori che maneggiano violentemente i polli, spesso causandogli dolorose fratture
  • animali macellati in modo approssimativo, molti dei quali ancora coscienti

 

In Italia si macella un numero di polli sconvolgente: oltre mezzo miliardo ogni anno. Per soddisfare la crescente domanda di carni bianche a prezzi sempre più bassi, negli ultimi decenni questi animali sono stati sottoposti a un’esasperata selezione genetica affinché raggiungano il peso di macellazione a sole 6 settimane di vita.

 

Questa crescita accelerata è la causa principale delle deformazioni e delle patologie che colpiscono i polli, condannati così a una vita breve e piena di sofferenza in nome del profitto. Le ossa, i polmoni e il cuore di questi delicati animali non riescono infatti a svilupparsi allo stesso ritmo della muscolatura, causando loro ogni sorta di deformità, difficoltà motorie, problemi cardiaci e respiratori.

 

In questo gigantesco sistema intensivo, la vita di un pollo vale poco più di un centesimo. Per questo motivo, prestare cure veterinarie agli animali malati o feriti è visto dall’industria come uno spreco di soldi: nella maggior parte dei casi essi vengono semplicemente abbandonati a una lenta agonia. Per lo stesso motivo, i polli infermi o così deboli da non riuscire a raggiungere le mangiatoie non vengono soccorsi dagli operatori, morendo di fame e sete nel giro di pochi giorni. Così, ogni anno, milioni di polli muoiono di malattia o stenti ancor prima di arrivare al macello.

 

Una sorte forse peggiore attende gli animali che sopravvivono fino al giorno del macello: gli operatori li afferrano violentemente per le zampe, spesso procurandogli dolorose fratture, e li appendono a testa  in giù su ganci di metallo. I polli, dibattendosi convulsamente nel tentativo di liberarsi, spesso sfuggono allo stordimento, che risulta così inefficace: così, ogni giorno, migliaia di polli vengono sgozzati mentre sono ancora coscienti.

 

«Queste sono le misere condizioni in cui 500 milioni di polli sono costretti a vivere ogni anno in Italia», ha dichiarato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia. «L’industria della carne avicola non può continuare a prendersi gioco dei consumatori con pubblicità ingannevoli, per questo abbiamo deciso di fare chiarezza. C’è bisogno di un cambiamento radicale. ed è questo che chiediamo ai produttori italiani».

 

L’inchiesta promuove una petizione su www.polloitaliano.it rivolta ad Unaitalia, associazione di categoria che rappresenta il 90% dell’intera filiera avicunicola nazionale, perché intraprenda al più presto un dialogo con i maggiori produttori di carne di pollo – in particolare AIA, Amadori e Fileni – affinché adottino al più presto politiche volte a ridurre la sofferenza degli animali.

  • Video dell’inchiesta: https://youtu.be/bBNbkWzxJt4
  • Video del servizio TG1: https://www.facebook.com/AnimalEqualityItalia/videos/1609366042436436/
  • Galleria fotografica: https://www.flickr.com/gp/animalequalityitalia/5LY6GvMilano, 05/10/2017 – Ieri sera è stato mandato in onda al Tg1 un servizio sull’allevamento di polli in Italia che ha fatto luce sulle condizioni del sistema intensivo nel nostro Paese. Il servizio ha mostrato filmati tratti dall’ultima investigazione pubblicata Animal Equality, organizzazione internazionale per i diritti animali attiva in Italia.

     

    L’inchiesta si chiama Pollo 100% Italiano e svela gli agghiaccianti retroscena dell’industria della carne di pollo nostrana. Le immagini sono stati raccolte fra Emilia Romagna e Lombardia negli allevamenti intensivi e nei macelli che riforniscono le aziende leader del settore, mostrando una realtà ben diversa da quella che ci raccontano le pubblicità dei grandi marchi.

     

    Le immagini rappresentano le condizioni di vita del 95% dei polli che finiscono ogni anno sulle tavole degli italiani e comprendono:

     

    • animali stipati a decine di migliaia in capannoni chiusi, sudici e spogli
    • animali con deformazioni alle zampe, zoppie e altri problemi locomotori
    • animali con gravi problemi respiratori
    • animali con gravi affezioni cutanee, tra cui ustioni da ammoniaca, vesciche e ulcere
    • animali con profonde piaghe dovute alla scarsa mobilità
    • animali che muoiono di attacchi cardiaci a pochi giorni di vita
    • cadaveri in avanzato stadio di decomposizione lasciati per settimane sulla lettiera in mezzo agli animali ancora vivi
    • operatori che maneggiano violentemente i polli, spesso causandogli dolorose fratture
    • animali macellati in modo approssimativo, molti dei quali ancora coscienti

     

    In Italia si macella un numero di polli sconvolgente: oltre mezzo miliardo ogni anno. Per soddisfare la crescente domanda di carni bianche a prezzi sempre più bassi, negli ultimi decenni questi animali sono stati sottoposti a un’esasperata selezione genetica affinché raggiungano il peso di macellazione a sole 6 settimane di vita.

     

    Questa crescita accelerata è la causa principale delle deformazioni e delle patologie che colpiscono i polli, condannati così a una vita breve e piena di sofferenza in nome del profitto. Le ossa, i polmoni e il cuore di questi delicati animali non riescono infatti a svilupparsi allo stesso ritmo della muscolatura, causando loro ogni sorta di deformità, difficoltà motorie, problemi cardiaci e respiratori.

     

    In questo gigantesco sistema intensivo, la vita di un pollo vale poco più di un centesimo. Per questo motivo, prestare cure veterinarie agli animali malati o feriti è visto dall’industria come uno spreco di soldi: nella maggior parte dei casi essi vengono semplicemente abbandonati a una lenta agonia. Per lo stesso motivo, i polli infermi o così deboli da non riuscire a raggiungere le mangiatoie non vengono soccorsi dagli operatori, morendo di fame e sete nel giro di pochi giorni. Così, ogni anno, milioni di polli muoiono di malattia o stenti ancor prima di arrivare al macello.

     

    Una sorte forse peggiore attende gli animali che sopravvivono fino al giorno del macello: gli operatori li afferrano violentemente per le zampe, spesso procurandogli dolorose fratture, e li appendono a testa  in giù su ganci di metallo. I polli, dibattendosi convulsamente nel tentativo di liberarsi, spesso sfuggono allo stordimento, che risulta così inefficace: così, ogni giorno, migliaia di polli vengono sgozzati mentre sono ancora coscienti.

     

    «Queste sono le misere condizioni in cui 500 milioni di polli sono costretti a vivere ogni anno in Italia», ha dichiarato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia. «L’industria della carne avicola non può continuare a prendersi gioco dei consumatori con pubblicità ingannevoli, per questo abbiamo deciso di fare chiarezza. C’è bisogno di un cambiamento radicale. ed è questo che chiediamo ai produttori italiani».

     

    L’inchiesta promuove una petizione su www.polloitaliano.it rivolta ad Unaitalia, associazione di categoria che rappresenta il 90% dell’intera filiera avicunicola nazionale, perché intraprenda al più presto un dialogo con i maggiori produttori di carne di pollo – in particolare AIA, Amadori e Fileni – affinché adottino al più presto politiche volte a ridurre la sofferenza degli animali.

    Per maggiori informazioni visita: www.polloitaliano.it

    Animal Equality è un’organizzazione internazionale dedicata alla protezione degli animali allevati a scopo alimentare, presente in Italia, Germania, Spagna, Regno Unito, Messico, Brasile, India e Stati Uniti. Conta più di tre milioni e mezzo di simpatizzanti e svolge la sua missione tramite attività di sensibilizzazione, divulgazione e investigazioni volte a promuovere cambiamenti sociali e legislativi a favore degli animali.. Lo strumento principale e più efficace utilizzato dall’associazione sono le investigazioni, capaci di sensibilizzare l’opinione pubblica, con l’obiettivo di costringere i poteri decisionali a prendere dei provvedimenti, svelando orrori e maltrattamenti subiti dagli animali per il loro sfruttamento e che si celano molto spesso proprio dietro prodotti di normale acquisto quotidian

    Per maggiori informazioni visita: www.polloitaliano.it

Animal Equality è un’organizzazione internazionale dedicata alla protezione degli animali allevati a scopo alimentare, presente in Italia, Germania, Spagna, Regno Unito, Messico, Brasile, India e Stati Uniti. Conta più di tre milioni e mezzo di simpatizzanti e svolge la sua missione tramite attività di sensibilizzazione, divulgazione e investigazioni volte a promuovere cambiamenti sociali e legislativi a favore degli animali.. Lo strumento principale e più efficace utilizzato dall’associazione sono le investigazioni, capaci di sensibilizzare l’opinione pubblica, con l’obiettivo di costringere i poteri decisionali a prendere dei provvedimenti, svelando orrori e maltrattamenti subiti dagli animali per il loro sfruttamento e che si celano molto spesso proprio dietro prodotti di normale acquisto quotidiano.

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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