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Napoli, 13 ottobre 2017

Di, Gennaro Cinquegrana

A far parlare è ancora una volta l’area del Quartiere Vasto. Un territorio che sembra non voler trovare pace, a parlare sono, cittadini e commercianti della zona.

Dalle interviste emergono importanti elementi di discussione, l’integrazione tanto spiattellata in ogni tg, talk show, su tutti i canali e a tutte le ore, sembra essere un effimero desiderio di una parte politica.

A confermarlo sono gli stessi nord-africani. “Vogliamo avere un mercatino solo nostro”, non intendiamo stare con gli italiani, abbiamo usi e abitudini e prodotti diversi”, alla faccia dell’integrazione potremmo dire, a confermare questa tesi, è la responsabile dell’UGL – immigrazione.

Sulla stessa frequenza le “voci di dentro” di dentro, la gente del Quartiere, cittadini, persone  che in alcuni casi convivono in altri subiscono la massiccia e incontrollata presenza degli extracomunitari.

“Nel corso della giornata, la situazione è “sopportabile” grazie anche ai controlli che sembrano essere leggermente più frequenti, ma la sera, e per l’intera notte la situazione è veramente insopportabile. IL Quartiere è letteralmente nelle mani di soggetti, nella stragrande maggioranza dei casi presa dai fumi dell’alcool e da altre sostanze. Non più tardi di due settimane fa, un ragazzo nordafricano perse la vita per abuso di alcool e sostanze stupefacenti. Molte le aggressioni, tanta la paura. Di ciò che fu, il Quartiere Vasto è rimasto ben poco, la stessa via Firenze e le arterie limitrofe sono letteralmente invase da persone che non “soggiornano” senza fare nulla, se non bere e urlare tra loro. Andrebbe fatto un serio monitoraggio dei centri di accoglienza sparsi sul territorio, verificare quanti siano gli ospiti aventi diritto, e soprattutto verificare chi entra e chi esce, se sono persone identificate, non solo per le necessarie norme di sicurezza indispensabili dato i fatti che le cronache con cadenza sempre più frequente ci informano. Ma anche per una questione economica. A, “INDISPENSABILE” effettuare un censimento dal quale si possa evincere: quanti sono i centri di Accoglienza autorizzati, quanti extracomunitari hanno in carico, quanti realmente ci vivono, e se gli stessi sono registrati anche in altri centri di accoglienza, quindi il numero dei pasti, vestiario etc,  . Quanto gravano queste “presunte” spese sul bilancio dei cittadini? Questo è uno dei quesiti che ci siamo posti e che giriamo ai diretti interessati. Intanto il Comune ha comunicato agli ambulanti di via Bologna, che presto saranno “spostati “ in altra area, la zona sembra essere sta già individuata dai responsabili di Palazzo San Giacomo, tempo 20 giorni, come lo stesso Sindaco luigi de Magistris aveva detto in uno degli ultimi incontri avuto proprio con extracomunitari ambulanti e l’unico storico ambulante napoletano.

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