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Napoli, 18 novembre 2017

Di Sergio Angrisano

Si è svolta questa mattina in Piazza del Plebiscito a Napoli la cerimonia del giuramento dei giovani allievi della Nunziatella, la storica scuola militare napoletana che oggi celebra il 230esimo anniversario dalla fondazione. Alla manifestazione hanno preso parte i capi dello Stato Maggiore dell’Esercito e della Difesa, il ministro della Difesa Roberta Pinotti e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La cerimonia, densa di significato per gli allievi che, ragazzi di soli 16 anni, oggi hanno giurato fedeltà alla bandiera, ma quest’anno assume un duplice importante significato la concomitanza con il 230.mo anniversario della fondazione della scuola, nata il 18 novembre 1787 per volere del Re di Napoli Ferdinando IV. Prima della cerimonia, il capo dello Stato ha avuto un breve colloquio privato con il sindaco Luigi de Magistris in Prefettura.

Di questa storica giornata, ci ha colpiti tuttavia qualcosa che va oltre la parata militare e l’urlo dei cadetti al momento del giuramento. Abbiamo tentato di avvicinare il Presidente Mattarella per chiedergli lo stato di salute del Paese, mentre dalla piccola folla assiepatasi alla stazione di Napoli giungevano epiteti irripetibili all’indirizzo del capo dello Stato,  la scorta ,  non ci ha consentito di avvicinare il presidente , strattonandomi  e intimando sia a me che all’operatore di allontanarci. Siamo rimasti esterrefatti dall’imponente spiegamento di uomini delle Forze dell’ordine utilizzati per la scorta del Presidente Mattarella, siamo andati a verificare alcuni dati, i numeri sono raccapriccianti se si pensa che 11 mln di italiani sono classificati in stato di povertà assoluta. Il primo dato che ci fa sussultare è che ogni giorno 1500 “personaggi” politici sono sotto scorta. Una giungla impraticabile quella dei numeri che ci troviamo ad esaminare, difficile ricostruire quanto costano le scorte ai cittadini, perché il ministero degli Interni non hai mai fornito numeri precisi, la sensazione è forse nemmeno   li conosce. I dati in possesso del sindacato dei lavoratori di Polizia Silp-Cgil, sono chiari; in Italia sono circa 1.500 le persone alle quali ogni giorno è fornito il servizio di scorta, ognuno per ruoli e per i livelli stabiliti dalla legge: dalla protezione 24 ore su 24 fino ai servizi di pattuglia a orari predeterminati. Il dato certo è che emerge è che per le scorte si spendono almeno 250 milioni di euro l’anno

 

Manca la dovuta chiarezza, visto che stiamo parlando di danaro pubblico, il dato ricostruito dai sindacati di pubblica sicurezza parla di una spesa attorno ai 250 milioni di euro l’anno, anche se si tratta di una cifra approssimata certamente per difetto. Soprattutto perché non tiene conto dei soldi sborsati per l’acquisto delle auto blindate: delle ben nove Maserati (ma l’ordine era di 19, poi dimezzate in seguito alle polemiche) comprate dalla Difesa per proteggere i generali, fino alle Bmw del Viminale capaci di resistere alle raffiche di armi da guerra (Kalashnikov).

Nonostante gli annunci del governo Renzi, che dichiarò di volere tagliare il numero delle auto blu, la realtà ci dice che non solo non sono mai state tagliate, sono addirittura aumentate, sono infatti oltre 800 le sole auto blindate ad affollare il parco auto dei vari ministeri. Nemmeno qua tuttavia è possibile avere cifre attendibili  ,ma siamo sicuri di non esagerare – ricostruendo da varie fonti – parlare di almeno 700-800 automobili dal costo oscillante tra i 120 e i 180 mila euro ciascuna, tra il prezzo di listino del modello e i lavori di blindatura necessari allo scopo.

Altro capitolo, riguarda gli uomini impegnati nei servizi di scorta: si tratta di circa 2.500 al giorno, divisi tra polizia di Stato, carabinieri, guardia di Finanza, polizia penitenziaria e servizi segreti, ai quali vanno aggiunti gli operatori delle polizie municipali e provinciali assegnati alla scorta di numerosi sindaci. Secondo un altro sindacato, il Siap, questa stima sarebbe fortemente al ribasso, in quanto gli agenti destinati a questi servizi sarebbero circa 4 mila.

La Presidenza della Repubblica sbandiera i risparmi sul bilancio 2014, ma strapaga gli addetti alla sicurezza del presidente che, oltre alla paga base, sommano altri ingenti bonus. Il presidente più spendaccione   Napolitano, mentre chiedeva sacrifici agli italiani, utilizzava ben 793 uomini per la sicurezza del Quirinale. C

Tutto questo grava sulle tasche degli italiani la stratosferica cifra di 40 milioni all’anno. A gravare sulle casse dello stato è il Presidente della Repubblica; infatti, ogni anno tra spese di cancelleria, auto e pensioni del personale, per il Quirinale vengono stanziati 224 milioni di euro. Una cifra molto alta, che siamo curiosi di sapere per cosa viene stanziata. Anche se paradossalmente con l’elezione a Presidente della Repubblica Mattarella si è visto ridurre lo stipendio: siamo passati infatti dai 470 mila annui (stipendio da giudice della Corte Costituzionale) ai 239 mila (stipendio del Capo dello Stato). Ma, il Presidente Mattarella è in ottima compagnia nella lista degli “scortati”, la Presidenta della Camera Laura Boldini è infatti la donna più scortata d’Italia, quindi d’Europa e, forse, del mondo. Un paradosso per lei, subito dopo la sua elezione alla terza carica dello Stato, aveva dichiarato lapidaria: «Ho chiesto di non avere la scorta (stessa promessa mai mantenuta anche dall’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che affermava che la sua scorta sarebbero stati i cittadini, poi in realtà abbiamo constatato che utilizzava dai 90 ai 120 uomini per garantirsi la sicurezza). Non ho paura di camminare per Roma. Non ho paura di andare da casa in ufficio. Può accadere qualsiasi cosa in qualsiasi momento, ma questo vale per chiunque». Lei, evidentemente, non è «chiunque». E ha cambiato presto idea. Quattro mesi dopo, infatti, Laura Boldrini aveva a sua disposizione l’apparato di sicurezza più massiccio mai visto prima nella «felice Penisola delle auto blu»,il numero di uomini utilizzati per la sua sicurezza supera i 120, circa 30 sono visibili, gli atri vengono rigorosamente tenuti nascosti pronti ad intervenire all’occorrenza. Una considerazione; certo devono sentirsi molto amati dai loro “sudditi” se si circondano di piccoli eserciti personali per girare per l’italia. Ultimo atto di questa movimentata giornata, è stato compiuto da uno degli uomini della scorta, oramai con Mattarella sul treno verso Roma, questo signore si è avvicinato con fare minaccioso e ci ha chiesto il contenuto del “girato”.

 

 

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