Home Dillo a Sinapsi TESI DI LAUREA UN VERO E PROPRIO BUSINESS

Da anni è di uso comune per diversi studenti commissionare a terzi la stesura della propria tesi di laurea.

Napoli,19 gennaio 2018

Girando per le varie sedi Universitarie, non può sfuggire all’occhio attento la “spianata “annunci esposti sulle varie bacheche, dove si trova di tutto, dal posto letto alla vendita di testi, ripetizioni, lezioni e aiuto per scrittura tesi e relativa presentazione power point. Anche la “rete” è ricca di annunci di questo genere. Superati tutti gli esami, ci si sente ad un passo dall’ambito traguardo, gli studenti sanno di dovere superare   l’ultimo scalino, il più difficoltoso, la tesi di laurea. Spesso i tempi sono stretti o si hanno docenti cavillosi che in alcuni casi fanno riscrivere capitoli anche per tre volte, vuoi la forma, vuoi per i contenuti considerati inadeguati se non del tutto sbagliati, molti studenti, a fronte di situazioni simili, corrono ai ripari. Ci si trova davanti al classico bivio, o ci si rivolge a qualcuno disposto a scriverci la tesi dietro lauto compenso, oppure ci si trova inevitabilmente costretti a copiare da un’altra tesi sperando di none essere scoperti da qualche componente della Commissione d’esame.

Un vero e proprio business della di tesi di laurea, un fenomeno che da anni attanaglia le università del nostro Paese, una domanda sempre maggiore diventato un vero e proprio lavoro per alcuni. Basta girare su siti Intenet, forum e bacheche universitarie si trovano annunci di assistenti, neolaureati o altri professionisti disposti a scrivere tesi di laurea per conto terzi, naturalmente a pagamento, tutto rigorosamente in nero. L’offerta è ampia, e il prezzario lo è ancor di più. La “tariffa cambia a seconda della tipologia di tesi richiesta, ma anche dalla quantità di tempo impiegato, i costi vanno dai 450 € per una tesi triennale semplice e di argomento comune ai 2000 € minimo per una tesi di laurea di natura più complessa.

La domanda è, conviene comprare o copiare la tesi di laurea? La risposta è semplice, sicuramente no, in tutti i casi a farne le spese è sempre e solo lo studente. Se consideriamo che prima del 1999 vendere tesi di laurea si configurava il reato di falso in atti pubblici, e la pena comminata arrivava fino a 6 mesi di reclusione. Successivamente il reato è stato depenalizzato e sanato con una sanzione amministrativa, il cui ristoro tradotto in pena pecuniaria, eventualmente aggravata nel caso di pubblicizzazione a mezzo stampa. Resta tuttavia in piedi il rischio della reclusione da tre mesi a un anno per il committente, qualora il reato venisse scoperto dopo il conseguimento del titolo, la pena non potrebbe essere inferiore ai sei mesi di detenzione .

Il codice penale considera reato di plagio copiare in una tesi anche solo una parte da un altro testo senza citarlo: questo comporta la reclusione da tre mesi ad un anno e la perdita del titolo conseguito. Lo studente che acquista una tesi, oltre a pagare grandi cifre, deve anche accertarsi che il venditore nel redigerla non abbia copiato nulla e non si sia dimenticato di citare le fonti, perché il reato ricadrebbe sull’acquirente. Dunque prima di fare i furbi e rischiare inutilmente anni di carriera universitaria è meglio pensarci più volte.

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