Home Cultura Tecnologia Le parole del futuro: come cambia la società con le nuove tecnologie

Si è svolto a Roma il convegno “Le parole del futuro”, dedicato ai cambiamenti radicali della nostra società dovuti alle nuove tecnologie. L’incontro, promosso dal quotidiano Il Messaggero e moderato dal giornalista del TG1 Duilio Giammaria, si è svolto all’Ara Pacis ed è stato aperto da Geoff Mulgan, A.D. di Nesta, la più grande agenzia britannica per la promozione dell’innovazione sociale e tecnologica. Lo sviluppo della tecnologia ha portato l’uomo a dominare spazio, territorio e ambiente; negli ultimi 300 anni i cambiamenti hanno migliorato i nostri stili di vita e prolungato l’aspettativa della vita stessa; sono stati soddisfatti fabbisogni alimentari e di beni impensabili fino a poco tempo fa. Questo  è stato possibile perchè l’essere umano è curioso, inappagato e sempre in movimento. La riflessione sul fenomeno inarrestabile serve quindi a coglierne le componenti positive e a monitorare l’evoluzione del rapporto tra uomo e tecnologia, per capire dove ci porterà.

Sul palco si sono quindi avvicendati i maggiori esponenti del mondo dell’imprenditoria e di quello  universitario che si sono confrontati “a coppie”: Mario Di Mauro (TIM) e Alessandro Toscano (Università Roma Tre) hanno parlato di Internet e delle sue applicazioni; Alessandro Lanza (Enea) e Roberto Saracino (Lottomatica S.p.A.) hanno parlato della gestione dei dati e della salvaguardia della privacy degli utenti; Marco Siracusano (Poste Italiane) e Valeria Portale (Politecnico di Milano) hanno presentato un rapporto sulla situazione dei pagamenti digitali mentre Andrea Ardizzoni, (Università di Bologna) e Nicolò Manaresi, (Menarini Silicon Biosystems) hanno parlato della medicina di precisione e delle nuove frontiere nella cura del cancro. E proprio questo ultimo confronto ha suscitato un grandissimo interesse; Nicolò Manaresi, fondatore e CSO di Menarini Silicon Biosystems ha affermato cheè in atto un  cambio di paradigma nel settore della salute. Noi abbiamo sviluppato una tecnologia chiamata Deparray che ci aiuta a separare dal sangue le cellule malate che il tumore mette in circolo. Il nostro scopo è isolarle singolarmente, farne l’analisi genetica e quindi arrivare a trovare la cura adeguata. La selezione delle cellule è estremamente complessa perché in ogni campione di sangue di un paziente malato sono presenti miliardi di cellule che a noi non servono. Ma attraverso le nuove tecnologie miriamo ad eliminare la stragrande maggioranza di cellule inutili per poi fare l’analisi genomica della singola cellula. La sfida consiste nella possibilità di cambiare, attraverso questo processo, sia il percorso della diagnosi che quello della cura attraverso le terapie personalizzate, perché  se si riesce  non solo a prevedere ma soprattutto a prevenire la malattia, oltre a migliorare la qualità di vita della popolazione sarà possibile anche abbattere importanti costi a livello dei sistemi sanitari nazionali in tutto il mondo”.  A proposito dei rischi legati all’uso improprio della tecnologia, invece, Mario Di Mauro (TIM) ha ribadito: “Noi abbiamo sempre fatto molta attenzione alla tutela dei dati, ma vogliamo che anche gli altri lo facciano: quindi regole uguali per tutti a parità di servizio”. E quanto al “Facebook Datagate” ha evidenziato come sia stato  “percepito un po’ in ritardo il pericolo e l’importanza della tutela dei dati”.  I vantaggi della tecnologia nella vita pratica sono stati sottolineati, tra gli altri, da Marco Siracusano di Poste Italiane: “Oggi 16 milioni di clienti utilizzano le nostre app. Il 25% dell’ e-commerce in Italia è fatto con una carta postepay e Poste è leader nel mondo dei pagamenti.”  Questo  esempio di grande crescita  conferma, tra le altre cose, non solo quanto  il pubblico abbia ormai familiarizzato con la tecnologia che fa parte sempre più della nostra vita, ma anche quanto sia forte la richiesta di ottimizzazione  e velocizzazione di procedure quotidiane che ci lascino  maggior tempo da dedicare a noi stessi.

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