Home L'angolo del diritto Quando il condominio fa causa

Oggi parliamo del caso che si verifica quando un condomino decide di non voler prestare il proprio consenso in relazione ad una causa che il condominio (in persona dell’amministratore) vorrebbe intraprendere o ad una causa che il condominio potrebbe subire.
Se, infatti, un condomino ritiene di non voler intraprendere la causa che il condominio, in persona dell’amministratore, ha inserito nell’ordine del giorno dell’assemblea, o, se invece, al contrario, non ritiene che il condominio si debba difendere in giudizio nei confronti di pretese altrui, dovrà manifestare il proprio dissenso alla lite esplicitamente durante l’assemblea con un voto contrario.
Con questo voto tuttavia il condomino dissenziente ha soltanto separato la propria posizione in relazione alle spese di giudizio della causa, e cioè quelle relative alle cd. spese di giustizia (i compensi legali dovuti alla controparte in caso di soccombenza di una delle parti del giudizio o, comunque, i compensi concordati mediante atto scritto con l’avvocato del condominio). Questa somma, e solo tale somma, non verrà pagata dal condomino dunque.
Ma, nel malaugurato caso in cui la causa venga persa dal condominio e quest’ultimo venga condannato a risarcire economicamente la controparte (ad esempio si pensi ad una condanna a titolo di risarcimento danni), allora, comunque, il condomino dissenziente dovrà pagare di tasca propria tale somma, in rapporto alla sua effettiva quota condominiale millesimale, che non ha nulla a che vedere con le spese di giustizia sopra descritte.
In altre parole, in caso di condanna da parte del giudice, il condomino, se anche dissenziente, subirà le conseguenze economiche del pagamento della controparte e riuscirà ad evitare solo il pagamento delle spese cd. legali, dovute all’avvocato della parte avversa.
C’è poi un‘ulteriore insidia: nel caso in cui il condomino dissenziente dovesse avere, ad esempio, un forte mal di testa al momento dell’assemblea nella quale voleva manifestare il suo dissenso relativamente alla causa in cui non crede o per cui non ritiene di doversi difendere e, per questo motivo, non vi potesse partecipare, avrà un ulteriore onere da dover adempiere.
La legge prevede, infatti, che per evitare di essere considerato poi come consenziente, che questi debba manifestare esplicitamente il proprio dissenso.
E ciò è possibile solo con un atto scritto e firmato, da inviare al condominio a mezzo raccomandata A.R. o, per eventuale maggior sicurezza ma con maggiori spese, con un atto da notificarsi a cura dell’Ufficiale Giudiziario, entro e non oltre 30 giorni dallo svolgimento dell’assemblea!
Avv. Luigi Marchitto

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