24/10/2020 06:16
Home Ambiente Mareggiata di plastica sulle nostre coste e non solo

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Ecco quello che bisognerebbe trasferire al prossimo, quello che servirebbe oggi giorno anche per se stessi, specie in queste situazioni cosi estreme.
Milioni di tonnellate di plastica, è quanto ogni anno finisce in mare, essa non è biodegradabile e rilascia in mare micro particelle che “contaminano ogni terrotorio circostante”.
Una marea di rifiuti plastici sta sommergendo le nostre spiagge, inquinando il nostro mare, avvelenando i pesci, e che inevitabilmente nuoce alla nostra catena alimentare.
Macrorifiuti che arrivano da terra o dalle imbarcazioni in mare, dove subiscono vari processi di degradazione, si depositano sul fondale e raggiungono nuovamemte la riva.
Per fare un esempio, le buste di plastica, tendono a stare sotto l’acqua e insieme al polistirolo si degradano in frammenti che restano nell’ambiente per molto tempo.
Oltre al fatto che creano gravi danni alle specie marine…
attraversano aree importanti per la presenza dei cetacei, le zone in cui i predatori cacciano e possono scambiare le buste con la preda, come meduse e calamari, rischiando così di ingerirle, provocando danni irreparabili fino alla morte e non con poca sofferenza, purtroppo.
Ci stiamo auto soffocando, aldilà della zona di caccia gli animali rischiano di restare impigliati e subire ferite da materiali che galleggiano.
Tra i mammiferi più a riscio che affrontano questo problema, a prescindere i cetacei, sono le “Tartarughe marine” queste imponenti creature rischiano spesso la morte.
Si trova di tutto, una miniera di spazzatura, incontrastata…sono tantissime le spiagge colpite da questo incresciosissimo danno ambientale. Gesto sempre più irresponsabile e deplorevole è causato dall’uomo.
Spesso un segnale preoccupante è la completa carenza o inefficienza dei sistemi depurativi, impianti che talvolta non riescono a filtrare neanche oggetti di una certa grandezza.
Servirebbero non solo campagne di sensibilizzazione sui rifiuti, ma informare i cittadini uno ad uno.
L’Italia non riesce a stare al passo con gli altri paesi Europei nell’opera di riciclo, ma ora anche da noi c’è chi fa appello con forza che si ritorni alle bottiglie di vetro, riscoprendo il vuoto a rendere che un tempo era la regola, ed oggi appare dimenticato.
A pagarne le conseguenze ci sono pure le imbarcazioni o le attrezzature da pesca.
A tutto ciò bisogna aggiungere i costi di pulizia delle aree costiere e le conseguenze sul turismo.
Eppure i rifiuti e i danni all’ambiente aumentano proprio lì dove maggiore è la presenza umana.
Insomma, dove c’è l’uomo ci sono rifiuti, ma aspettiamoci a breve cambiamenti e sanzioni da parte dei Governi.
Per fortuna che non popoliamo altri pianeti…almeno per il momento possono essere osservati nel loro splendore e senza spiacevoli conseguenze!

GIUSEPPE DE MARTINO

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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