Home Politica Migranti: M5S, sul Global Compact decida il Parlamento

Martina: “Vergogna Conte, Italia zimbello”

“E’ corretta la scelta del Governo che a Marrakech non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato dopo un approfondito dibattito”.

“Il Global Compact è assolutamente compatibile con la nostra strategia, ho condiviso il piano con i miei partner Ue, non ho cambiato idea” – ha detto il premier Giuseppe Conte – rispetto alla valutazione espressa all’Assemblea Onu ma essendo un documento che ha valore politico abbiamo convenuto che forse è giusto creare un passaggio parlamentare, in cui far condividere da parte di tutti ciò che stiamo facendo”.

“Come ha ribadito Conte, il Global Compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini: è opportuno, parlamentarizzare il dibattito – hanno spiegato i parlamentati M5s delle Commissioni Esteri e il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano – e rimettere le relative scelte all’esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera. E’ corretta la scelta del Governo che a Marrakech non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato dopo un approfondito dibattito”.

“Come hanno fatto gli svizzeri che il global compact lo hanno portato avanti fino a ieri e poi hanno detto ‘fermi tutti’ – ha detto il ministro degli Interni Matteo Salvini -, così il governo italiano non firmerà alcunchè e non andrà a Marrakech. Deve essere l’Aula a discuterne. Il governo italiano farà scegliere il Parlamento“.

Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi “resta convinto che l’orientamento del Parlamento rappresenti un punto di riferimento essenziale” in riferimento al Global Compact for Migration. “Al fine di una corretta comprensione di quanto si discute nel dibattito politico con riferimento al Global Compact for Migration – si legge in una nota del ministero – si riporta qui di seguito la risposta del ministro all’interrogazione a risposta immediata dell’onorevole Giorgia Meloni, in occasione del Question Time dello scorso 21 novembre, da cui risulta che, in seno al Governo, con riguardo alla posizione da assumere, ci sarà un approfondimento e che questo terrà conto degli stimoli del Parlamento.

Il ministro resta convinto che l’orientamento del Parlamento rappresenti un punto di riferimento essenziale”. La nota del ministero riporta quindi il resoconto stenografico dell’intervento di Moavero all’assemblea della Camera dei Deputati nella seduta del 21 novembre 2018: “Signor Presidente, il Global compact, cosiddetto, che è un insieme di atti che vengono collegati alla Dichiarazione di New York sui migranti e i rifugiati del 2016, non sarà un atto giuridicamente vincolante. Nell’ambito dei negoziati che si sono sin qui svolti su questo atto, nei mesi e negli anni che ci precedono, l’Italia ha sempre tenuto presente l’elemento importante di arrivare a una condivisione di oneri nella gestione dei fenomeni migratori e a una cooperazione rafforzata con i Paesi di origine e di transito. Nel documento sono recepiti questi principi di responsabilità condivisa, principi di partenariato con i Paesi di origine e di transito e la necessità di contrasto ai trafficanti di esseri umani; c’è anche l’obbligo per gli Stati di origine di riammettere i propri cittadini. Sono una serie di elementi che noi cerchiamo di portare avanti, anche nell’ambito del confronto in sede di Unione europea. Per quanto riguarda l’orientamento circa questo accordo detto Global compact, ricordo che il presidente del Consiglio aveva espresso un orientamento favorevole; in ogni caso avremo un approfondimento in sede di Governo, prima di procedere alla conclusione eventuale dell’accordo stesso, tenendo conto, anche, degli stimoli parlamentari”.

Il “Global compact? Va sottoscritto assolutamente”. Così il deputato e presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia, in un post in cui dice di condividere le parole del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi in Parlamento. “Le condivido a prescindere dalla partecipazione del nostro Governo alla Conferenza di Marrakech. Abbiamo bisogno di una gestione globale dell’ immigrazione. L’Europa ha fallito e ha lasciato da soli i singoli Stati. Ora che facciamo? Rifiutiamo un tentativo più ambizioso?” scrive in un post.

Secondo il candidato alla segreteria del Partito democratico Maurizio Martina, “il comportamento del premier Conte sul Global Compact, il patto globale sull’immigrazione, è vergognoso. Ha preso impegni internazionali che ora si rimangia, il governo si è spaccato nella sostanza e ha cercato di scaricare sul Parlamento le sue divisioni, mentre l’Italia anche così diventa sempre più lo zimbello globale”.

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