Home Interviste Ruggero de i Timidi a Napoli tra fumetti e show

Apprezzato il live del poliedrico artista

Successi per le giornate napoletane di Andrea Sambucco, in arte Ruggero de i Timidi. L’artista ha presentato, presso i locali della Mondadori del Vomero, la produzione de “FumettiTimidi”, pubblicata dall’editore Saldapress. Un volume che contiene due storie a fumetti legate al mondo musicale dello stesso artista.

La prima storia è ambientata a New York e rappresenta il seguito della sua canzone, dal titolo “Torna a Udine”; la seconda, invece, in Giappone ed è incentrata su una storia d’amore che ruota attorno ad una grande onda. Nel lavoro sono presenti contribuiti di Davide la Rosa, Fabrizio di Nicola, Luca Bertelè. E ancora di Massimo Giacon.

Le storie sono state disegnate da Giuseppe Zironi e Stefano Conte. Il tour musicale ha fatto tappa al Teatro Troisi. Qui Ruggero è stato accolto da un caloroso pubblico che ha saputo intrattenere con la produzione del suo “Giovani Emozioni tour”.

L’artista, uno dei poliedrici, impegnato in radio, in tv, sui social si è raccontato al nostro giornale ed ha spiegato come sia nato il progetto editoriale de “FumettiTimidi”, del tour che prosegue in giro per l’Italia e del rapporto con la Campania.

Ruggero: “Qui dovevo dire le battute velocemente altrimenti il pubblico le chiudeva prima di me”

A Napoli in libreria e in Teatro per presentare “FumettiTimidi” e il suo show. Da nord a sud sta portando lo spettacolo. Qual è il suo rapporto con la Campania? Ci spiega come è nato questo tour?

Il mio raggio d’azione come cantante, comico, artista è principalmente il nord, anche perché il mio habitat naturale è quello, io sono di Udine. Mi sto piano piano spingendo sempre più anche al centro, manca ancora qualche città del Sud. Noi di Produzioni Timide ci abbiamo pensato, come missione, partendo da Napoli, Cosenza, Alberobello, Sicilia, Sardegna per poi tornare su vicino la Corsica. Portiamo la nostra comicità e musica anche qui e vediamo il pubblico come risponde. A Napoli mi ero già esibito precedentemente. Quando facevo le battute, dovevo farlo velocemente altrimenti il pubblico me le chiudeva in anticipo. L’accoglienza è sempre positiva anche perché sono spettacoli musicali e comici per cui il pubblico si diverte molto.

Ha presentato a Napoli in Mondadori “FumettiTimidi”. Come nasce questo progetto?

L’editore Saldapress, che edita diversi fumetti, tra cui “The Wolking dead”, è mio fan. Ci siamo conosciuti, gli ho portato il mio cd, lui mi ha dato i fumetti “The wolking dead”, c’è stato uno scambio e, per diversi anni, mi ha corteggiato nell’intraprendere questo progetto, ma non ho avuto tempo prima e poi non era facile anche perché il fumetto da scrivere è difficile, è come una sceneggiatura cinematografica. Alla fine ho accettato. Ho supervisionato i fumetti, inerenti le mie storie, le canzoni, cui ho aggiunto altro come il Ruggiverba, il cruciverba, un romanzo rosa.  

In quale Ruggero ti rispecchi maggiormente, artista o scrittore?

Scrivere per fumetti è diverso. Rileggendoli ho notato che il mio personaggio si presta anche a diventare fumetto, a diventare vino; infatti, ho dato il via ad una produzione di “Rougero”, che è il primo vino timido, apprezzato anche per il fatto che unisce più persone, come gli amici, a tavola. Il filo conduttore è sempre il divertimento, improbabile a volte come i miei testi che rappresentano canzoni che mancano nella scena italiana.

Dalle t-shirt al vino e saponette: ecco il merchandising di Ruggero

Particolare sono anche i suoi prodotti che porta in giro in tour. Come sono stati ideati?

Secondo me bisogna produrre diversi prodotti: in questo caso i miei prodotti cercano di essere comici e improbabili nella vita reale. È capitato di fare la saponetta,  fatta propria da industria del settore che ricorda una famosa canzone legata al maestro Ivo. Poi i “FumettiTimidi”, il vino, le t-shirt alcune un po’ più esplicite. Cerco di curare il merchandising, come anche aver fatto uscire il disco in vinile, si presta meglio ad una certa tipologia di ascolto. Propongo cose belle, che abbiano un senso pur essendo assurde.

Tra gli apprezzamenti che le fanno, quale ricorda con piacere?

Mi dicono diverse cose, anche perché il mio pubblico varia: da quello più colto e raffinato a quello più tamarro o da osteria, la forbice è molto ampia. Tendenzialmente dicono cose belle, vengono famiglie con bambini e mi reputano non volgare. Li faccio divertire. Il pubblico partecipa attivamente agli spettacoli, a volte anche troppo, fa parte del surrealismo sennò andrebbero a vedere altri spettacoli.

In Campania, uno degli artisti che si muove sul suo filone è Tony Tammaro. Ha pensato ad una collaborazione?

Tra i miei obiettivi c’è anche quello di inserirmi nei vari tessuti regionali non solo in Campania, a Napoli, ma immagino Ruggero anche in Sicilia o con un pugliese, magari del Salento. Sono aperto a tutto.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

Stiamo preparando il tour estivo con la band e poi continuiamo con i teatri anche per differenziare la proposta che non è solo musicale, ma comico – teatrale, fatta di monologhi sketch. Dovrei anche fare più video ma, essendo sempre in giro, è difficile.

C’è in cantiere un film, incentrato sul mio personaggio, secondo il mio stile, autoprodotto, indipendente . Io sono l’unico indie italiano, rimasto con mia moglie, in una specie di agriturismo dello spettacolo, dove chi viene si siede, si sta bene insieme. Io sono già realizzato così.

Una volta c’era la compagnia che girava con il capocomico. Io ho ancora l’amore verso il vintage che continua, dunque, anche da un punto di vista amministrativo e produttivo. Gestiamo noi la parte teatrale, dei biglietti. A volte è pesante, ma stimolante. È una dimensione più umana rispetto all’industria dello spettacolo vero e proprio.

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