Home Politica Congresso Pd, Appello di non iscritti per Nicola Zingaretti: Provenzano a Napoli...

C’è il bisogno di partecipare con passione alla costruzione di un nuovo orizzonte, di un campo largo aperto a tutte le culture politiche della sinistra per ripensare una nuova civiltà fondata sugli eterni valori della giustizia sociale e della libertà”, lo affermano Ernesto Paolozzi e Lucio Tarallo. “La proposta di Nicola Zingaretti segna una discontinuità con il passato e ci sembra vada in questa direzione. Invitiamo da non iscritti al Partito Democratico a partecipare alle primarie del 3 marzo”, concludono. Tra i firmatari i docenti universitari Giuseppe Limone, Vincenzo Sarracino e Antonio Colantuoni, l’attore Giulio Adinolfi, l’olimpionico e medaglia d’oro ai mondiali di canottaggio Pasquale Marigliano, il violoncellista e scrittore Luca Signorini.

L’appello per Zingaretti verrà presentato a Napoli martedì 26 alle 18 alla Fondazione Chiaromonte (via Toledo 106). Interverranno Beppe Provenzano (vice direttore Svimez), Marco Sarracino, Lucio Tarallo e Ernesto Paolozzi.

L’appello con i primi firmatari:

“L’Italia al bivio. Costruiamo l’alternativa
Assistiamo ad un declino che sembra mettere in discussione la stessa tenuta democratica dell’Italia. Una nuova crisi economica si annuncia, l’unità nazionale messa in discussione, i diritti fondamentali calpestati. Le forze politiche al governo non rappresentano una soluzione, anzi sono parte fondamentale del declino italiano. Eppure non mancano in Italia le forze e le energie, economiche, sociali e culturali per reagire e avviare un nuovo cammino. Bisogna dargli un’adeguata rappresentanza politica.
Le recenti elezioni abruzzesi, la grande manifestazione unitaria promossa da Cgil, Cisl e Uil (ma anche le elezioni americane) hanno mostrato che la sinistra e le forze sociali hanno la capacità di rimettersi in campo per fronteggiare e battere le destre illiberali che ci minacciano. Ciò è possibile se si costruisce un nuovo pensiero, se si modificano modi e contenuti, se si ha la capacità di realizzare un campo largo, come si dice, in grado di mettere assieme storie ed esperienze diverse ispirate a un comune sentire. Non un’ammucchiata e nemmeno un mero cartello elettorale, ma una nuova alleanza fondata su principii e valori forti, saldamente piantati nella società.
Negli ultimi anni la sinistra ha spesso confuso il riformismo con il moderatismo, finendo col perdere identità e consensi. Si avverte l’urgenza di una radicalità in discontinuità con il passato. Una radicalità autentica che non insegua il qualunquismo e i peggiori istinti della nuova destra intrinsecamente eversiva ma affermi con forza e rigore i princìpi di fondo di una sinistra moderna, orientata alla difesa dei diritti dei lavoratori, della giustizia sociale, delle garanzie dello Stato di diritto, alla promozione della fratellanza intesa come concetto morale di rispetto e solidarietà.
La sinistra deve ripartire dalla grande questione del lavoro. Ma bisogna sforzarsi di pensarla in modo nuovo. Negli anni passati si è ritenuto che, per rinnovarsi, bisognasse ispirarsi al liberismo (non al liberalismo che è, in parte, cosa assai diversa). Sono passati decenni e, se anche fosse stato giusto far propri concetti quali quelli della flessibilità e del lavoro interinale, bisognerà ammettere che oggi non è più così. Il lavoro tradizionale è in gran parte finito. “Un computer – è stato scritto – mi ha tolto il posto di lavoro, non un immigrato”. Avessimo avuto chiaro questo concetto e ne avessimo fatto per tempo simbolo di una grande battaglia politica non ci tormenteremmo in questa tragica condizione: la rinascita di razzismi e intolleranze verso gli stranieri fondata essenzialmente su una bugia, un falso storico. Naturalmente non si tratta di avversare il progresso tecnologico. Si tratta di invertire l’uso che si fa della tecnologia, di governarla, di liberarla, almeno in parte, dalla logica del profitto per indirizzarla al servizio di una società più equa e libera. Non abolire il profitto ma temperarlo e indirizzarlo verso princìpi etici. La questione del lavoro è particolarmente drammatica se si pensa alla condizione dei giovani, il precariato che prefigura un futuro incerto e angosciante e alla condizione delle donne particolarmente discriminate, colpite nei diritti e nella dignità.
Abbiamo provato ad indicare un metodo e a proporre qualche contenuto. Ma i temi sono tanti e tutti dovranno partecipare con passione alla costruzione di un nuovo orizzonte, di un campo largo aperto a tutte le culture politiche della sinistra per ripensare una nuova civiltà fondata sugli eterni valori della giustizia sociale e della libertà, su un rinnovato spirito europeista, per un’Europa fondata sulla socialità e la libertà come argine fondamentale nei confronti di nuove e vecchie potenze dal volto chiaramente totalitario.
La proposta di Nicola Zingaretti segna una discontinuità con il passato e ci sembra vada in questa direzione. Invitiamo da non iscritti al Partito Democratico a partecipare alle primarie del 3 marzo e votare per Zingaretti nella speranza che, assieme, si possa contribuire, ciascuno con il proprio bagaglio di esperienze e in piena autonomia, a compiere l’impegnativo percorso per costruire una società più giusta e più libera”.

Primi firmatari:
Giulio Adinolfi (Attore)
Massimo Anselmo (Dirigente pubblico)
Francesco Blasi (Primario in psichiatria)
Antonio Colantuoni (Docente Policlinico Federico II)
Carlo Di Lieto (Docente di Storia della letteratura, Università degli studi Suor Orsola Benincasa)
Sabatino Di Maio (Giornalista)
Ferruccio Diozzi (Information manager)
Bruno Esposito (Ingegnere)
Paco Falco (Artista)
Francesca Leosini (Giornalista)
Giuseppe Limone (Docente di filosofia della politica, Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli)
Salvatore Lucchese (Ricercatore)
Paolo Mandato (Operatore culturale)
Pasquale Marigliano (Olimpionico, Medaglia d’oro al Mondiale di Canottaggio)
Marcella Mauthe (Operatrice culturale)
Antonia Morfino (Insegnante)
Giovanni Musella (Editore)
Ernesto Paolozzi (Docente di storia della filosofia contemporanea, Università degli studi Suor Orsola Benincasa)
Bruno Pezzella (Scrittore)
Angelo Puglisi (Docente istituzioni del diritto romano, Università degli studi di Napoli Federico II)
Francesca Punzi (Psicologa)
Lea Reverberi (Dirigente scolastico)
Vincenzo Sarracino (Docente)
Achille Sauro (Imprenditore)
Antonio Sforza (Docente informatica, Università degli Studi di Napoli Federico II)
Luca Signorini (Musicista-scrittore)
Sandro Sodano (Architetto)
Lucio Tarallo (Ingegnere)
Valerio Teta (Ingegnere)
Gianpaolo Vaccarella (Medico)
Gianmaria Votino (Operatore turistico)

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