Home L'angolo del diritto Comprare un cucciolo

Secondo la legge italiana, in caso di compravendita, il cane è da considerarsi come un comune bene e quindi si applicano le leggi che riguardano la compravendita di cose.
La compravendita consiste nel trasferimento dal venditore al compratore della proprietà della cosa. Questa tipologia di contratto si perfeziona con il consenso.

La consegna della cosa (che, in questo caso, è il cane) può avvenire contemporaneamente alla stretta di mano e al pagamento del prezzo oppure successivamente. Esiste anche la possibilità di accordarsi per la vendita di un cucciolo non ancora nato.
E’ evidente che la problematica principale è quella attinente alla presenza di eventuali vizi della “cosa-cane”.
Fermo restando che non è in discussione il carattere futuro del cane, che non dipende in alcun modo dal venditore, ben diverso è invece il caso in cui, dopo l’acquisto, si presentino delle malattie.
Il vizio per il quale viene attribuita la responsabilità al venditore (cd. vizio redibitorio) deve essere pregresso, cioè anteriore al momento della stipula del contratto, nonché occulto, cioè non facilmente riconoscibile al momento della conclusione del contratto stesso.
Ad esempio un vizio non occulto è quello di un cane senza … una zampa e a nulla vale la scusante del tipo: “me ne sono accorto solo quando sono arrivato a casa”!
Al contrario una lesione grave, tale cioè da influire seriamente sullo stile di vita dell’animale, nascosta sotto il pelo e non facilmente visibile, se non dopo un attento esame da parte di un acquirente, secondo criteri di comune diligenza, rappresenta un esempio di vizio occulto.
Sarebbe buona norma comprare il cane con un contratto scritto. Infatti il compratore potrebbe avere intenzione di far partecipare il cucciolo a delle mostre, avendo il venditore garantito che il cane possedeva le caratteristiche di razza richieste, ma che sono difficili da poter riscontrare da un occhio non esperto, così come quella di farlo diventare cane da guardia, ritenendo erroneamente che il cane sia un bulldog o un mastino, magari convinto di ciò in modo subdolo dal venditore stesso.
Una stipula della compravendita scritta, con le dichiarazioni delle parti, tutelerebbe meglio da eventuali spiacevoli imprevisti inconvenienti, come quelli ipotizzati prima.
Un altro problema non di poco conto, è che alcuni vizi (come la displasia dell’anca) si manifestano solo in un secondo tempo (soprattutto se il cane è ceduto troppo presto) e diventa difficile contestare il vizio dopo mesi che si ha il cane; del resto alcuni allevatori cedono gli animali solo dopo aver fatto firmare una clausola in cui si precisa che, se nasce un cane displasico, a loro non verrà addebitata alcuna colpa, essendo sollevati dal fatto che, per esempio, i genitori erano esenti dalla patologia
Alcune malattie virali (come il cimurro, epatite ecc..), hanno di solito 10-15 giorni di incubazione. Se si manifestano entro questo lasso di tempo dall’acquisto, è assolutamente certa la loro anteriorità all’acquisto e quindi possono essere qualificate come vizi occulti oltre che gravi.
A questo proposito, evitate assolutamente venditori che pretendono di farvi firmare contratti con garanzia di sole 48 ore dall’acquisto per malattie virali!
Se c’è un vizio coperto da garanzia (in gergo tecnico redibitorio) il compratore può richiedere, a sua scelta la risoluzione del contratto (restituzione del cane e rimborso della somma pagata) oppure riduzione del prezzo in base al vizio riscontrato.
Per legge la data di scadenza è entro 8 giorni dalla scoperta del vizio, mentre il termine di prescrizione (cioè della possibilità di rivalsa in caso di vizio), è di un anno dalla consegna dell’animale.

 

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