Home Interviste “A mare con tutti i panni”, applausi al San Carluccio

Successi per la divertente commedia

Applausi a Napoli, al Teatro San Carluccio, per lo spettacolo “A mare con tutti i panni”. La commedia di Enzo Catapano, Mauro Palumbo e Lello Radice è piaciuta al pubblico partenopeo. I giorni di rappresentazione sono stati sold-out.  In scena anche l’ex Miss Italia Denny Mendez, una delle attrici e modelle tra le più apprezzate nel nostro paese e non solo.

 

La storia gira intorno a Donato, un tuttofare di uno stabilimento balneare vicino Bargletta. Il protagonista, interpretato da Enzo Catapano, è finito alle dipendenze del cugino Umberto che in più occasioni lo umilia e lo contrasta, tra l’altro, anche per le sue idee politiche.

Una commedia fatta di colpi di scena, di sketch comici e della bravura attoriale degli attori in scena. Diverse già le date programmate in giro per la Regione e non solo.

Nel corso dell’intervista, l’attrice Denny Mendez ci ha raccontato della sua esperienza in questa commedia, del rapporto con la Campania, dei prossimi progetti e con l’attore Enzo Catapano hanno spiegato perché il pubblico deve assistere a questa rappresentazione.

Come ti sei avvicinata a questo progetto?

Mi hanno mandato ad ottobre il copione. Ho letto e mi sono convinta per partire per questa nuova avventura. Mi è piaciuta molto la storia, che intreccia diverse tematiche molto importanti. È una commedia non solo di problemi anche se il titolo è “a mare con tutti i panni”. Si trattano gli argomenti con leggerezza facendo sempre riflettere.

Che rapporto hai con la Campania?

Con la Campania ho sempre avuto un ottimo rapporto. Non è la prima commedia che faccio su Napoli. In passato sono stata al Teatro Totò e in altri teatri della Regione. Ho avuto la possibilità di lavorare con Carlo Croccolo, fare la gavetta anche perché un personaggio che viene dalla televisione potrebbe cozzare col teatro.

Credo, però che se ci si impegna e si ha la passione lo spettacolo riesce. Siamo una bella squadra, è il team giusto campano. Di Napoli porto L’unione e dell’aiutarci l’uno con l’altro oltre che il calore. La comicità di Napoli è difficile, capire i tempi non è facile. 

Quali sono stati i commenti sullo spettacolo?

Che donna sul palco! Poi, il personaggio di Samara è interessante perché c’è completezza. Di solito all’inizio della mia carriera, facevo delle cose da contorno. Credo che crescendo e con la bravura si possono fare molte cose. È un personaggio completo, ha un’evoluzione.

La commedia vede questo arco di emozioni che ha questo personaggio. Per me la cosa importante è che non come Denny Mendez ma attraverso Samara non c’è solo la bellezza del personaggio che arriva da lontano. Questo per me è un complimento molto importante.

Come ti sei preparata a questo spettacolo visto che vieni dalla televisione?

Passione, lavoro e preparazione. Sono dovuta venire in Campania per provare. Intanto ci siamo anticipati con delle videochiamate con Enzo, il regista ed altri. Un primo step è stato proprio questo. Non è solo interpretare un personaggio, ma anche sperimentare. Lo spettacolo è ancora in evoluzione.

Perché vedere questo spettacolo?

Non ci si annoia a questa commedia. Ci sono tanti attori in scena, tanta energia. A Napoli, al San Carluccio, è stato bello. Un teatro molto intimo, dove sono passati i grandi della commedia napoletana. A breve saremo in scena in altri teatri.

 Catapano: “Il successo? Il feeling tra i protagonisti dello spettacolo”

Enzo, cosa vuole rappresentare per te questa commedia?

“A mare con tutti i panni” vuole rappresentare quello che stiamo vivendo: dalla situazione politica alla vita vissuta, alla crisi. Diciamo di essere “a mare con tutti i panni” quando siamo in crisi. Nello spettacolo parliamo di immigrazione, di disoccupazione; argomenti attuali trattati, però, in modo leggero.

Il messaggio che voglio lanciare attraverso questo spettacolo è che siamo tutti uguali, l’importante è il rispetto. Siamo tutti esseri umani.

Che feeling si è creato in scena tra i protagonisti della rappresentazione?

C’è tanto feeling in scena sia dietro le quinte, che sia sul palcoscenico.

Sono anni che faccio questo mestiere e ho sempre pensato che fare un buono spettacolo non si fa sul palcoscenico, ma dietro le quinte, nei camerini. Capirsi a vicenda per dare allo spettatore dare la giusta energia.

Si dice che il pubblico napoletano sia abituato alla risata. Che bilancio ti senti di tracciare?

Sì, abbiamo vinto la sfida. Alla prima, le persone sono uscite dalla sala contenta, pensava, ripeteva le battute dello spettacolo. A prescindere dal fatto che l’abbia scritto io insieme a Palumbo, bravo e giovane sceneggiatore, le persone ricordano vuol dire che abbiamo lasciato qualcosa e forse anche il giorno successivo parlano con lo stesso linguaggio che abbiamo usato nel palcoscenico.

A Napoli la commedia è sold out. Prossimamente sarete in altri teatri. Perché scegliere di vedere questa commedia?

Lo spettacolo di Napoli è sold out e mi fa piacere. Io rispetto lo spettatore, lo invito sempre. Abbiamo bisogno del pubblico perché noi siamo grandi se c’è il pubblico, se non non siamo nessuno.

 

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