Home Comuni San Giorgio a Cremano San Giorgio a Cremano, raffica di errori ai danni dei contribuenti

Una pioggia di richieste di pagamento bombarda da qualche giorno i cittadini di San Giorgio a Cremano.
Si tratta di un integrazione a quanto non pagato nel 2017 a causa di un errore di calcolo commesso dal Settore di Programmazione Contabilità ed Entrate che ha redatto l’avviso di pagamento Tari anno 2017.

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Il nuovo invio, che arriva per posta raccomandata, costa ai contribuenti 5,18 euro di spese di notifica e sta facendo andare su tutte le furie i cittadini che si vedono costretti all’esborso per coprire un errore commesso da chi percepisce uno stipendio per redigere gli avvisi di pagamento senza sbagli. Ulteriore imprecisione anche sull’orario di apertura dello sportello. Nella foto, che fa concentrare i cittadini sangiorgesi il martedì pomeriggio omettendo l’apertura mattutina in questo giorno, costringendoli ad accalcarsi tutti alle ore 14, compreso lo scrivente.

L’addetta allo sportello, la signora Paradisone, spiega che l’errore è da attribuire ad una procedura chiamata “ribaltamento anagrafico” con il quale il server dell’anagrafe fornisce a chi calcola il tributo il numero di persone sulle quali applicare la tariffa in questione da pagare”. L’impiegata fornisce anche dei numeri: “Sono stati commessi migliaia di errori la maggior parte dei quali corretti nel corso degli anni. Fino a questa raffica di avvisi che riguarda duemila e più utenti”.

Un problema che arriva anche al sindaco Giorgio Zinno che interviene su di una situazione davvero fastidiosa per i cittadini: “Ho chiesto spiegazione agli uffici e mi hanno comunicato che gli errori di cui si parla, poco più di 1000 accertamenti, riguardano per lo più il numero di componenti dei nuclei familiari, che in molti casi risulta addirittura inferiore rispetto a quello effettivo. Tuttavia l’ufficio tributi invia circa 20 mila avvisi bonari all’anno, in cui è indicato che nel caso in cui si riscontrassero dati discordanti dalla realtà, lo stesso contribuente è tenuto a comunicarlo all’Ente. I giorni e gli orari degli uffici sono indicati nello stesso avviso e sono il lunedì e giovedì dalle ore 9.00 alle 14.00 e il martedì anche dalle ore 14.00 alle ore 15.00.  Fermo restando che non è raro il caso in cui, anche quando non previsto, i dipendenti accolgano il pubblico per risolvere e definire le questioni relative alle cartelle di cui si parla”.

Il sindaco di San Giorgio a Cremano conclude con la situazione risultata più fastidiosa: “Infine rispetto alle spese di notifica di 5, 18 euro a carico del contribuente, vi è purtroppo una disposizione del Ministero delle Finanze che impone questa cifra, che dunque  è fissa. Comprendo il disappunto di alcuni cittadini ma l’Ente si deve attenere alle norme in materia onde evitare colpevoli ammanchi nelle casse. I cittadini siano rincuorati dal fatto che continuiamo grazie al lavoro degli stessi uffici la lotta verso chi tenta di non pagare i tributi, perché queste furbizie le paghiamo tutti quanti”.

Lecito il tentativo dell’amministrazione comunale di San Giorgio a Cremano di riparare all’errore e all’omesso controllo dell’ufficio tenuto a stipendio proprio per assicurare il corretto “funzionamento” del sistema Tari. Quello che invece è fortemente irritante applicare 5,18 euro di spese al cittadino per un errore commesso dall’Ente. Uno scherzetto che costa ai contribuenti 5.180 euro moltiplicando per mille (numero approssimato per difetto) la gabella imposta.

 

 

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