Home Sinapsi Sport News Pallanuoto La filosofia di Occhiello: programmazione e lavoro per la crescita dei giovani

Non chiamatelo predestinato: ogni traguardo conquistato è frutto di duro lavoro ed una maniacale programmazione. Dopo essere stato lo special one della pallanuoto giovanile, vincendo scudetti in tutte le categorie (ragazzi, allievi, juniores), nel 2015 si è consacrato regalando al Posillipo, club nel quale è nato e cresciuto, il suo ultimo trofeo internazionale facendo disputare al club di Mergellina ben due finali europee (LEN Eurocup e Supercoppa LEN) in poco meno di nove mesi. Mauro Occhiello, tecnico partenopeo classe 1972, fa parte della speciale cerchia di allenatori che hanno portato il nome di Napoli sul tetto d’Europa; insieme a lui solo altri tre nomi illustri dello sport mondiale: Fritz Dennerlein, Paolo De Crescenzo e Pino Porzio. Guarda caso gli ultimi due lo hanno preceduto alla guida tecnica dell’Acquachiara, fortemente voluti dal patron Franco Porzio. E proprio ‘il maestro’ De Crescenzo lo affrontò in quella memorabile finale tutta napoletana davanti ad oltre 5000 persone che occuparono le tribune della Piscina Scandone. Impianto che, quest’estate, ospiterà un’altra finalissima: quella dell’universiade. “E’ un evento molto importante per la nostra città – ha spiegato lo stesso Occhiello – E’ un’occasione per consolidare il connubio sport e cultura in una cornice spettacolare. Sono orgoglioso che questa manifestazione si svolga proprio qui. Mi auguro che possa essere un evento magnifico, con un’organizzazione impeccabile per renderlo un vero e proprio spettacolo”.

In attesa della stagione calda, però, Occhiello si prepara al rush finale nel campionato di A2 maschile: “E’ un campionato avvincente in cui, spesso e volentieri, i risultati sono incerti. A cinque giornate dalla fine, nessun verdetto è stato ancora emesso sia per quanto riguarda la qualificazione ai playoff che in ottica salvezza; uno dei campionati più belli degli ultimi vent’anni”.

Non si può dire lo stesso per il massimo campionato il cui epilogo, da anni ormai, è già scritto in partenza: “Dispiace vedere sodalizi storici e blasonati che, per le diverse vicissitudini, devono correre ai ripari cercando di tamponare per restare in A1. Il risultato è un torneo spaccato con le prime tre squadre che giocano un campionato a parte”.

Il bilancio con la sua Carpisa Yamamay Acquachiara, in compenso, è molto positivo: “Anche se a me le somme piace tirarle alla fine – precisa Occhiello – Sono molto sorpreso che questi ragazzi, dalla prima squadra alle giovanili, abbiano iniziato a dare delle risposte importanti, in così poco tempo. Stiamo mettendo le basi per costruire qualcosa di interessante per il futuro; certo, servirà tempo ma essere presenti in tutte le categorie è un investimento importante da parte del club”.

Da profondo conoscitore del settore, poi, un’analisi sul momento che sta vivendo la pallanuoto giovanile in Italia: “Nonostante le grandi difficoltà e la grande crisi che attanaglia lo sport sono sempre più stupido di come in Italia ancora si riesce ad emergere, in termini di numeri e di qualità, a livello giovanile, grazie allo straordinario lavoro di presidenti, dirigenti e tecnici. E’ come se avessimo l’acqua di Lourdes nelle piscine: probabilmente un aspetto, quello qualitativo e numerico, che fa invidia a numerose altre nazioni europee che hanno una forte tradizione pallanuotistica”.

E tra qualche giorno, Occhiello, selezionatore e tecnico della rappresentativa Campania, attuale campione d’Italia, proverà a difendere il titolo, in quel di Ostia, nel corso del Trofeo delle Regioni. “Si giocherà all’inizio del mese di Maggio con le nuove regole. Le abbiamo sperimentate in diversi allenamenti e devo dire che ho avuto una buona impressione. Il gioco è più veloce e soprattutto, nelle situazioni di attacco, finalmente si da un vantaggio anche a chi non ha grande possanza fisica. Si premia il gioco, il movimento e la tecnica; in campo regionale e/o nazionale, sono curioso di capire come le giurie si struttureranno per far fronte alle situazioni di doppio switch sul cronometro dei 20 e 30 secondi”.

Infine, una battuta sullo Yellow Ball, il torneo internazionale di pallanuoto giovanile per il quale, già dallo scorso anno, ricopre il ruolo di direttore tecnico: “Nei giorni dell’evento ho vissuto la gioia dello sport attraverso i ragazzi. Oggi, tendenzialmente, lo sport è portato all’esasperazione a tutti i livelli quindi vedere tanti ragazzini che giocano a pallanuoto, divertendosi e mettendo in secondo piano il risultato agonistico è stato molto bello. Il villaggio Itaca-Nausicaa, poi, è stupendo: posto migliore non poteva essere trovato”.

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