Home Interviste Il ritorno musicale di Antonio Maggio

In rotazione il nuovo singolo “Il maleducato”

A due anni di distanza da “Amore puro”, il cantautore Antonio Maggio è tornato sulle scene musicali con il singolo “Il maleducato”. Il brano, manifesto di una generazione costretta a districarsi tra la realtà per cercare un raggio di futuro, è disponibile sulle piattaforme dal 17 maggio. Il singolo è scritto e composto dallo stesso Maggio e prodotto artisticamente da Alessandro Canini presso il Martina’s Studio di Anzio.

Una carriera musicale di successo quella di Antonio, con alle spalle diversi riconoscimenti musicali e vincitore nel 2013 del Festival di Sanremo nella sezione “Giovani” con il brano “Mi servirebbe sapere”. Conosciuto non soltanto in Italia, si è fatto notare per la sua bravura anche all’estero: numerose sue date live in Canada, Russia, Lettonia, Belgio ed Albania.

Il 2016 è stato l’anno della vittoria del premio Giorgio Faletti per la musica, con menzione speciale al valore letterario. L’anno seguente, il 4 marzo, si esibisce in casa di Lucio Dalla in occasione del compleanno del compianto artista bolognese. Nel 2018, invece, è stato in tour con l’amico cantautore Pierdavide Carone.

Nel corso dell’intervista all’intervista vincitore, tra l’altro, della 1° edizione di X-Factor con gli Aram Quartet, ci ha parlato del suo ritorno sulle scene e del singolo.

Bentornato Antonio. Hai risposto con il singolo “Il maleducato” ai fan che attendevano, appunto un tuo ritorno. Un singolo – manifesto di una generazione che, facendo i conti con se stessa, deve cercare un raggio di futuro. Ci vuoi raccontare come è nato il singolo?

“Il Maleducato” é stato uno dei primi pezzi che ho scritto in quest’ultimo mio ciclo creativo, negli ultimi due anni, ma fin da subito ho capito che sarebbe stato una delle colonne portanti della mia nuova produzione. L’ho scelta infatti come primo singolo proprio perché, come hai detto tu, é una canzone manifesto in cui siamo tutti protagonisti, perché a questa festa (che indica metaforicamente il futuro) non siamo stati purtroppo tutti invitati; perciò in maniera provocatoria invito tutti a fare “i maleducati” imbucandosi a questa festa, alla faccia di chi l’ha organizzata. Il futuro é una cosa seria, che ci spetta di diritto: se nessuno ce l’ha lasciato, dobbiamo essere noi stessi a prendercelo.

In questi anni che hai trascorso alla stesura di nuovi pezzi, ti senti rinnovato musicalmente parlando? Ed in particolare in cosa noti il cambiamento?

Sono dell’opinione che un ritorno indichi necessariamente un cambiamento. Non apprezzo chi pubblica dischi tanto per pubblicarli, senza avere realmente nulla da comunicare: piuttosto meglio stare fermi. La vita ci porta a macinare sempre nuove esperienze, cresciamo quotidianamente; e in maniera inevitabile tutto ciò si ripercuote anche nella sfera creativa, nel linguaggio, nelle immagini che trasformiamo in musica. La maturità é quindi una conseguenza delle nostre azioni. Sinceramente credo che il pubblico abbia conosciuto finora soltanto una parte di me, quella più ironica: adesso vorrei che imparasse a conoscere, e spero ad apprezzare, anche quel lato mio più intimo, che verrà fuori man mano.

Da X-Factor di tempo ne è passato. Nel corso del tempo, è cambiata anche la fonte di ispirazione dei tuoi pezzi? Hai sentito il bisogno di cantare altro o dall’inizio ti sei imposto di seguire una certa linea di scrittura?

Io le differenze le cercherei piuttosto da Sanremo in avanti, cioè da quello che io considero a tutti gli effetti il mio debutto. X-Factor, per quanto mi riguarda, lo considero un gioco: quella degli Aram era un’entità artistica totalmente lontana da chi sono io e dal mio modo di fare musica. Nel corso di questi ultimi anni credo che la mia musica sia cresciuta in consapevolezza, un qualcosa che non puoi mai avere fin da subito ma che arriva col tempo. Il pubblico poi ti aiuta a trovarne sempre di più, ti da certezze. Ma attenzione però, perché te le può anche togliere.

I fan attendono, dopo la pubblicazione del singolo, notizie in merito ad un tuo tour estivo. Ricordiamo qualche appuntamento?

In questi mesi mi concentrerò tanto sulla promozione di questo nuovo singolo, ma non mancheranno sicuramente degli appuntamenti live, come ogni estate. Intanto lunedì 27 maggio canterò per la prima volta live “Il Maleducato” allo Juventus Stadium a Torino, prima del fischio di inizio de “La Partita del Cuore”, dove subito dopo scenderemo in campo con la Nazionale Cantanti per raccogliere fondi in favore di Telethon e della ricerca sul cancro. Un debutto da sogno insomma per questa canzone!

Ai giovani che si cimentano nel mondo della musica, chi partecipando a talent chi facendo gavetta, quale delle due strade consigli visto che tu le hai percorse entrambe?

Credo che la gavetta debba venire prima di ogni cosa, anche se dopo dovesse arrivare l’occasione di un talent. Suonare dappertutto, scrivere tanto. Un talent senza gavetta rischia di restare una cosa a sé stante; arrivarci forgiati può aiutare invece ad avere le spalle larghe per supportare il post. E poi, cosa importantissima e difficile, trovare le persone giuste che possano accompagnare un giovane nel suo percorso di crescita.

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