Home Interviste Daria Bignardi e “La coscienza dell’ansia”

Ad ospitare il reading musicale il Quadriportico della Cattedrale di Capua

Successo di partecipazione di pubblico per il reading “La coscienza dell’ansia” a Capua. L’evento, che ha visto la partecipazione di Daria Bignardi, Flo e Michele Maione, si è svolto presso il Quadriportico della Cattedrale.

Uno spettacolo cui ha assistito un folto pubblico, entusiasta della performance. “La coscienza dell’ansia” è stata una rappresentazione in cui si sono alternati racconti inediti con letture di brani significativi per la Bignardi, tratti dai libri che ne hanno accompagnato la formazione. La parte musicale è stata affidata alla campana Flo, una delle personalità più eclettiche del panorama musicale nostrano e al polistrumentista Michele Maione.

Lo spettacolo rientra nell’ambito dell’edizione 2019 de “Il luogo della lingua festival”, con la direzione artista di Giuseppe Bellone. Nel corso dell’intervista, Daria Bignardi ci ha raccontato la rappresentazione e dato un consiglio affinché ci si avvicini alla lettura.

 

Che tipo di spettacolo è “La coscienza dell’ansia”?

Rappresenta un dialogo tra il mio primo libro, “Non vi lascerò orfani”, memoir, una storia vera, una storia della mia famiglia, di mia madre, una persona molto ansiosa e il mio ultimo libro, che è un romanzo incentrato sulla tematica dell’ansia, dal titolo “Storia della mia ansia”. Sono passati dieci anni e mezzo, tante letture. In questo spettacolo parlo dei due libri, del tema dell’ansia, delle letture che mi hanno segnato e soprattutto dialogo con una grande artista che è Flo che, con la sua musica, parla con il mio testo.

Quanto ha influito l’ansia nel tuo percorso artistico? Pro o contro?

Ha influito tanto, credo che non avrei fatto niente senza ansia. Il pro e il contro dipende da qual è il grado di ansia anche perché c’è un grado di ansia, buona e piccola, che ti stimola, ti porta a fare cose nuove e c’è un’ansia negativa che fa vedere solo quello che non va. E quindi bisogna fare attenzione.

In che modo possiamo avvicinare le giovani generazioni alla lettura?

Sdrammatizzare i libri, perché chiunque si trova a che fare con un bel libro, ci prende gusto. Non imporre libri, farli vivere nel tessuto sociale, proporli, farli percepire come una cosa facile e divertente.

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