Home Interviste Postino live a Scisciano

Successi per la performance del cantautore indie pop

Samuele Torrigiani, in arte Postino, è stato il protagonista della seconda giornata del Festival “Farcisentire”. Dopo il tour invernale, l’artista sta portando la versione estiva del live da nord a sud e da est ad ovest dell’Italia. In tanti ad ascoltarlo, a Scisciano, e ad intonare i suoi principali brani. Nel corso dell’intervista, Postino ci ha raccontato il suo rapporto con la Campania ed ha fatto il punto della situazione sull’attuale scena musicale indie italiana.

Che rapporto hai con il pubblico campano e la Campania?

In Campania sono stato soltanto ad Aversa e ad Avellino durante il tour invernale. Il pubblico è sempre molto caloroso, collaborativo, partecipativo: sono stati i due concerti più belli del tour appena passato. Quando i concerti sono vissuti condividendo le emozioni sono molto più belli. In Festival del genere, le emozioni si sentono, sono palpabili rispetto ad eventi più grandi. Qui, la distanza fra palco e pubblico è ridotta. A Scisciano festeggio anche il primo anno dell’album “Latte di Soia”. 

Sei uno degli esponenti più apprezzati dell’indie pop italiano. Qual è la tua opinione riguardo a questo genere musicale?

L’indie pop va avanti da diverso tempo. I Festival negli anni sono aumentati. Quest’anno, guardano le varie line up, ci rendiamo conto che ogni Festival contiene nomi della scena indipendente. È diventato il nuovo pop. In questo momento la musica si è un po’ fermata. Con questo genere e grazie ai cantautori di nicchia è arrivata una ventata di freschezza; la cresta dell’onda, però, è già passata, siamo in discesa. Bisogna rinnovarsi per non scadere e cadere nel banale. Per quanto riguarda il mio percorso,  ho bisogno di pensare a cosa fare in futuro e in che direzione andare.

La versione estiva del tuo live come è stata ideata?

Siamo sempre in trio: Matilde alla batteria, Antonio alla tastiera ed io alla voce e alla chitarra; abbiamo in più aggiunto un tecnico luci che si occupa dello spettacolo a livello di scenografia. Nel live ci sono pezzi nuovi, una cover, vari momento di interazione col pubblico. Rispetto alla versione invernale, è stata ampliata anche la durata del live stesso, visto che abbiamo a disposizione più tempo. È una versione molto più interattiva e interessante.

Oggi in tanti portano avanti il genere musicale indie. Come emergere?

Oggi è difficile riuscire ad emergere, perché ogni giorno escono nuovi artisti e nuove canzoni. Fino a qualche tempo fa, in pochi riuscivano ad emergere in quanto già affermati dal momento che arrivavano subito al grande pubblico passando per le grandi produzioni discografiche. Oggi, certo, con i social è molto più facile andare in giro; è facile fare ascoltare i brani ma, a volte, ci si perde. E’ un momento difficile per la musica anche per il fatto che, ad esempio, oggi la musica la sceglie la piattaforma digitale di riferimento e non più noi. Io sono riuscito ad emergere, sono stato l’ultimo della scia di nicchia dei più grandi che oggi sono in giro a fare palazzetti. Bisogna, dunque, rinnovarsi, fare qualcosa di nuovo e non omologarsi a qualcosa di già sentito così da poter emergere. 

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

In settimana prossima sarò live a Bologna, Morrovalle, Arezzo poi Roma, Torino, Asti. Cerchiamo di fare qualche data anche più al sud, ad esempio Puglia, Calabria, Sicilia così da chiudere il tour inerente l’album “Latte di Soia”. Poi mi fermo un po’ per capire cosa mi piace fare in avanti. La musica è una questione di ispirazione: ci sono brani come “Blu” che sono nati in un pomeriggio. 

 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: