Home Finanza Agevolata Sinapsi Advisor-Bandi-Decreto Crescita – al via riforma agevolazioni per aree crisi industriale

Il Ministero dello Sviluppo economico ha avviato i lavori sul progetto di riforma della legge 181 del 1989 per le aree di crisi industriale previsto dalla legge di conversione del decreto Crescita.
Priorità agli investimenti ad alto contenuto tecnologico e maggiore partecipazione delle PMI sono i principi ispiratori della riforma, che è stata illustrata al MISE dal segretario generale Salvatore Barca e dal capo della Segreteria tecnica Daniel De Vito nel corso di un tavolo di confronto con Confindustria, Cna, Confartigianato, Confapi, Confcommercio e Confesercenti.
Le agevolazioni per le aree di crisi industriale
La legge n. 181 del 15 maggio 1989 sostiene programmi di investimento per lo sviluppo imprenditoriale e la salvaguardia dei livelli occupazionali nelle aree colpite da crisi industriali e di settore.

 

Attualmente le agevolazioni sono destinate a imprese, società cooperative e società consortili che propongano programmi di investimento produttivo e/o programmi di investimento per la tutela ambientale, eventualmente completati da progetti per l’innovazione dell’organizzazione, con spese ammissibili non inferiori a 1,5 milioni di euro e che comportino un incremento degli addetti dell’unità produttiva oggetto dell’investimento.
Gli incentivi sono gestiti da Invitalia e sono concessi nella forma del finanziamento agevolato, fino al 50% delle spese ammissibili, e del contributo in conto impianti e dell’eventuale contributo diretto alla spesa, complessivamente per un importo non inferiore al 3% della spesa ammissibile.
La riforma della legge 181-89 nel decreto Crescita
La legge n. 58-2019, conversione del decreto Crescita, ha affidato al MISE il compito di rivedere il regime di aiuto per le aree di crisi per favorire l’innovazione tecnologica e per rendere lo strumento più attrattivo per le PMI.
In linea generale, si legge nel provvedimento, la revisione deve mirare alla “semplificazione e accelerazione delle procedure di accesso, concessione e erogazione delle agevolazioni, anche attraverso l’aggiornamento delle modalità di valutazione delle iniziative e di rendicontazione delle spese sostenute dai beneficiari, nonché all’incremento dell’efficacia degli interventi”.
Più in dettaglio, la riforma dovrebbe riconoscere priorità agli investimenti ad alto contenuto tecnologico e ridurre la soglia minima di investimento di 1,5 milioni per facilitare la partecipazione da parte delle PMI. Inoltre, il MISE intende ammettere alle agevolazioni i progetti unitari di riconversione e riqualificazione dei territori in crisi presentati dalle piccole e medie imprese in forma aggregata.
L’obiettivo del Ministero è approvare entro la fine dell’estate il provvedimento di riforma della legge 181-89. I primi bandi, in questo modo, dovrebbero essere pubblicati già nel mese di settembre.

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