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Escalation di minacce contro amministratori campani, dal sindaco di Bacoli al consigliere Borrelli.

 L’allarme lanciato dai Verdi: “I delinquenti non hanno più timore di nulla, il Questore e il Prefetto cambino registro prima di una tragedia”

“Negli ultimi mesi ci troviamo sempre più spesso a dover commentare episodi vergognosi: minacce e aggressioni ai danni delle istituzioni. I delinquenti hanno preso di mira chi svolge il proprio compito, e lo svolge bene, considerandolo una gatta da pelare troppo rischiosa per i propri affari illeciti. In una Regione dove ci sono decine di amministrazioni comunali sciolte per camorra, bisogna assolutamente tutelare la politica sana e laboriosa. Gli episodi al limite sono diventati ormai all’ordine del giorno: domenica mattina una molotov è stata posizionata all’esterno dell’abitazione del consigliere comunale di Bacoli, Alessandro Parisi.

Nelle scorse settimane il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, ha ricevuto una serie di chiamate anonime dal contenuto raccapricciante; il delinquente, gli ha più volte intimato di fare attenzione, o avrebbe fatto la fine di Don Peppe Diana. E ancora le decine di minacce e insulti ricevute dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, preso di mira da pregiudicati in modo pubblico e spavaldo. Tramite i social ha ricevuto diverse intimidazioni, anche gravissime, e di recente, come è ben noto, il suo scooter è stato dato alle fiamme. Nonostante le sue numerose denunce, a nessuno di questi criminali è stato fatto nulla nonostante siano tutti ben noti alle forze dell’ordine e regolarmente denunciati. Ci chiediamo, allora, se il Prefetto, il Questore e l’Autorità giudiziaria hanno ben inquadrato questa grave situazione”. Lo hanno dichiarato Vincenzo Peretti e Benedetta Sciannimanica, coportavoci regionali dei Verdi.

“La situazione sta diventando grave e rischia di sfuggire di mano. Questi delinquenti si fanno ogni giorno più sfacciati e non hanno alcun timore di beccarsi una denuncia. Anzi si vantano pubblicamente degli anni che hanno già passato in galera. Il Ministero e tutte le autorità – hanno aggiunto Peretti e Sciannimanica – devono subito cambiare registro. Mentre tanti amministratori ogni giorno rischiano la vita per il bene comune, ci sono ministri che si divertono al Papeete Beach e arruolano tra le loro fila personaggi politici legati ai clan. Bisogna darsi una mossa prima che qualche consigliere diventi vittima di un attentato ancor più grave. In quel caso, le autorità saranno colpevoli per non aver mosso un dito”.

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