Home Cultura Teatro Edipo Seh!, Andrea Tidona porta in scena i grandi interpreti del teatro...

Gran successo di pubblico al “Teatro Brancaccino” per lo spettacolo

E’ andato in scena, nei giorni scorsi, la rappresentazione teatrale “Edipo Seh!”, prodotto dal Teatro Stabile di Catania, con Andrea Tidona per la regia di Carla Cassola. Lo spettacolo vuole essere uno scherzo intelligente per raccontare con leggerezza una delle più grandi tragedie della storia del teatro. Giorgio Strehler, nell’aldilà, dirige una prova aperta dell’Edipo Re di Sofocle.

Gli attori a cui ha affidato i ruoli principali sono tutti grandi interpreti, anche loro trapassati, che hanno fatto la storia del teatro e del cinema italiano. La maggior parte di loro, però, non ha mai avuto a che fare con la tragedia classica. Una per tutte: Tina Pica nel ruolo di Giocasta. A rendere tutto più suggestivo l’ottima capacità imitatoria di Andrea Tidona.

Nel corso dell’intervista, l’attore ci ha raccontato dello spettacolo e dei prossimi progetti legati ad Edipo Seh!

Edipo Seh! Uno spettacolo particolare. Ce ne vuole parlare?

Per un unico interprete sul palco un mare di personaggi. La voglia di fare questo spettacolo è nata innanzitutto dalla mia passione per la tragedia greca. Oggi come oggi, c’è diffidenza sia da parte del pubblico sia da parte della produzione a spettacoli del genere. Io ho cercato di coniugare la tragedia greca con la leggerezza. Questa idea, inoltre, mi è venuta anche dal fatto che sono un buon imitatore. Questo spettacolo è andato in scena per la prima volta 15 anni fa, quando era ancora più vicino ai personaggi che porto in scena. Per le persone più in là con gli anni è un rivivere certi personaggi; i giovani, invece, li cercano sui social network. Nonostante ciò, le giovani generazioni hanno apprezzato questa rappresentazione teatrale.

Sono già in programma altre date per questo spettacolo?

Lo spettacolo andrà in scena nei prossimi giorni a Ragusa e Catania. È uno spettacolo di  15 anni fa che ho ripreso sperando che il pubblico lo apprezzasse sempre più. Il pubblico è stato attratto più di quanto avessi sperato.

Uno spettacolo che, anche se ambientato in un’epoca molto lontana dalla nostra, tratta comunque temi molto attuali.

Il punto fondamentale è che la Tragedia Greca, Edipo in particolare, parla di noi, di come siamo nel nostro intimo, nel nostro animo. Ci fa capire che non siamo ancora cambiati, che continuano le stesse incresciose avventure umane anche al giorno d’oggi. I greci avevano già scritto tutto: questo testo, se analizzato dal punto di vista della struttura, della drammaturgia, poteva essere scritto solamente da un genio. Dal punto di vista umano, intimo, è attualissimo.

Il Teatro in cui lo spettacolo va in scena influisce sulla rappresentazione teatrale?

Senz’altro. Questo spettacolo ha senso maggiore in uno spazio del genere, come il Brancaccino, perché non c’è distanza tra pubblico, regista e attore.  È la dimensione perfetta. Si parla col pubblico; se, invece, fosse stato messo in scena in un teatro più grande sarebbe stato, comunque, diverso.

Quale consiglio si sente di dare ai giovani attori che stanno entrando a far parte sempre più del mondo teatrale in particolare?

È un mondo particolare dove tutto da scoprire.  Bisogna capire l’ambiente, quali sono i mezzi a propria disposizione, cosa si possa realmente dare e, soprattutto, avere una grande apertura, voglia di confronto e molta umiltà. È un ambiente e mestiere difficile occorre, quindi, avere una passione sconfinata. Bisogna sapersi confrontare col palcoscenico, non basta avere like e seguaci sui social. I grandi veri attori del secolo scorso sostenevano che non bastava la vita per affermare di essere arrivati fino in fondo: ad esempio, c’erano attori che, in là con l’età, quando andavano in scena scoprivano, giorno dopo giorno, qualcosa di nuovo del personaggio da interpretare, del proprio modo di recitare e del rapporto col pubblico. In teatro, diversamente dalla tv o dal cinema, il gioco col pubblico è straordinario.  Ogni sera lo spettacolo è diverso, noi siamo diversi, il pubblico è diverso. Se si è disponibili a tutto ciò, ci si può provare perché per me questo è il mestiere più bello del mondo.

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