Home Finanza Agevolata Ecco tutte le novità 2020 sul finanziamento della Nuova Sabatini per gli...

La legge di Bilancio in vigore dal 1° gennaio rifinanzia con mezzo miliardo la Nuova Sabatini, 540 milioni per la precisione. Lo stanziamento, però, è da intendersi dal 2020 al 2025 compresi: 105 mili0ni nel 2020, 97 milioni annui dal 2021 al 2024 e, infine, 47 milioni nel 2025.
Due delle novità riguardano l’abolizione del limite massimo degli investimenti e la possibilità di erogare il contributo in un’unica soluzione se l’investimento non supera i 100 mila euro.
La Nuova Sabatini è indirizzata alle piccole e medie imprese e consente:
– Finanziamenti agevolati sugli investimenti per acquisti, anche in leasing, di nuovi beni materiali (macchinari, impianti, hardware…) e immateriali (software e tecnologie digitali in genere) a uso produttivo;
– Contributi statali in conto impianti in misura pari al valore degli interessi, calcolati su un finanziamento di 5 anni e di importo uguale all’investimento, con tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per investimenti ‘tradizionali’ e al 3,575% per gli investimenti 4.0.

 

 

La Nuova Sabatini 2020 per il Mezzogiorno
Rispetto al passato, la Nuova Sabatini si focalizza maggiormente sulle imprese del Mezzogiorno, così da tentare di recuperare il gap con il Nord Italia visto che le richieste della misura provengono per la quasi totalità dal tessuto imprenditoriale del Settentrione.
Come? Portando al 100% la maggiorazione del contributo statale (prima al 30%) per gli investimenti in beni 4.0 realizzati esclusivamente dalle micro e piccole imprese del Sud, anche se la riserva complessiva per il 2020-2025 è di appena 60 milioni di euro. In particolare, l’occhio di riguardo è per le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Un quarto delle risorse per la svolta green
La Nuova Sabatini così come concepita dalle legge di Bilancio 2020 prevede un meccanismo preferenziale a favore delle piccole e medie imprese che investono in beni materiali nuovi che abbiano un basso impatto ambientale. La riserva dei fondi prevista è del 25% con una maggiorazione del contributo statale del 30% rispetto all’ordinario, raggiungendo così il 60%.

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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