Home Incontro con L'artista Mattia Mariano torna con stile sulle scene musicali

Ha anticipato l’ep il “BOMBAROLO” il singolo “La Ballata dei Dimenticati”

Sta riscuotendo successi il singolo di Mattia Mariano dal titolo “La ballata dei Dimenticati”, disponibile sulle piattaforme dal 20 dicembre. Di recentissima pubblicazione, invece, è l’album del giovane artista. Nel disco, Mattia, classe ’93, di Lecce, esplora la parte più oscura della persona dando vita ad un personaggio, PLAQO, il protagonista dei 5 brani che costituiscono i 5 capitoli del racconto.

Il “Bombarolo”, ispirato alle opere di Fabrizio De Andrè, è un mix di linguaggi e sonorità odierne con riferimenti e citazioni, sia nel testo sia nelle musiche, al cantautore genovese. “La Ballata dei Dimenticati” vuole essere il capitolo finale del racconto suddiviso in 5 episodi. Il brano chiude la storia di PLAQO che lascia trasparire qui il suo lato umano. Chi ama i racconti che partono dall’atto finale può, dunque, iniziare dal singolo.

 

Nel corso di questi anni, il giovane artista, cresciuto artisticamente col rap, ha lavorato sia da solista, col nome di COLPA, sia in gruppo, nei BADFELLAS, 73100MOB riscuotendo consensi. Da segnalare le collaborazioni con artisti nazionali quali OG EastBull. Nel 2019, Mattia firma con la JEANS, etichetta fondata negli anni Settanta, ritornando col suo nome anagrafico e l’album “BOMBAROLO”.

Il giovane cantautore, nell’intervista, ci ha parlato del singolo, del disco e dei prossimi progetti.

“La ballata dei dimenticati” uscirà il prossimo 14 gennaio. I tuoi ascoltatori e, in generale, gli amanti della buona musica cosa dovranno aspettarsi da questo pezzo?

Una rivisitazione moderna della musica cantautorale. E’ una preghiera per le sottocategorie, ultima traccia del mio concept-ep “BOMBAROLO”.

Cosa rappresenta per te “La ballata dei dimenticati”? Chi sono i “dimenticati” di cui parli nel testo della canzone?

Nel brano parlo di prostitute e tossico-dipendenti ma non ritengo siano solo loro i “dimenticati”, lo siamo un po’ tutti. E’ un disco che mi ha messo difronte a delle fragilità, non solo mie, le fragilità delle persone.

Qual è stata l’esigenza che ti ha spinto a scrivere questo pezzo?

Concludere in maniera più onesta possibile la storia di “Plaqo”, è così che ho chiamato il “mio” Bombarolo. Volevo che l’ultimo pezzo fosse il più struggente, ma non volevo allo stesso tempo scrivere qualcosa di banale.

Il singolo anticipa l’uscita dell’Ep “Il bombarolo”. Perchè la scelta di questo titolo?

Faccio riferimento all’omonima figura di Fabrizio De André, in queste 5 tracce reinterpreto proprio la sua figura.

Qual è il filo conduttore che hai deciso di dare ai pezzi presenti nel prossimo ep?

Senza dubbio un forte senso di ribellione.

Cerchi di unire con questo lavoro la trap alla canzone d’autore. Se dovessi dare un parere, dall’esterno, credi di essere riuscito?

Non penso di aver fatto un prodotto commercialmente impeccabile, ma spero almeno originale. E’ giusto pensare che si debba fare sempre meglio ma oggi, a lavori terminati, lo ascolto con molto piacere.

Sarà un modo per avvicinare giovani ed adulti al tuo percorso musicale?

Se riuscissi a far avvicinare anche un solo ragazzino a Fabrizio De André con la mia musica per me sarebbe una vittoria, devo molto a Faber.

Nonostante la tua giovane età, hai deciso di trattare la canzone d’autore. Perchè?

Vengo dal rap, sentivo forte il bisogno di ampliare i miei orizzonti da un po’ di tempo. Ho sempre avuto una venatura più melodica rispetto ai miei colleghi e, anche se non ho una gran voce, spero di sopperire al talento con la penna.

Cosa rappresenta per te Fabrizio De Andrè?

Il sottofondo di tanti momenti, un’ancora.

Saranno previste presentazioni live dell’ep o in che modo promuoverai il lavoro?

Ci stiamo lavorando, a breve avrete notizie in merito!

 

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