Home Cultura Musica “Annabelle”, Tavo torna sulle scene musicali col nuovo singolo

Un amore difficile, una storia “d’altri tempi”, nella quale i protagonisti prendono coscienza della loro vita ormai consumata; rimane solo l’amara consolazione di ripercorrere i bei momenti del passato. “Annabelle” rappresenta l’indecisione e le scelte sbagliate nell’amore. “Ora che non siamo qui, si può capire tutto. Quante volte ti ho detto di non avere paura”: così canta TAVO, citando quelle che sono le ultime parole scritte in una lettera del 1800 che il cantautore trova nella vecchia casa in cui abitava.

A tal proposito, il giovane cantante racconta: «Leggendo tutta la lettera sono venuto a conoscenza di una storia d’amore che poi ho romanzato. Seppure scritta quasi duecento anni fa, tra le righe ho trovato, sentimenti, paure e volontà molto attuali. Tutti vogliamo tornare indietro per

 

cancellare un errore commesso nel passato convinti di avere sempre tempo. Ma il tempo non è mai generoso. Mi è sembrato bello poter ridare voce a due persone ormai dimenticate che come tutti noi hanno amato, sognato e sperato».

 

Biografia

Francesco Taverna, in arte TAVO, è un cantautore alessandrino classe ‘93 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dopo il suo primo concerto, al Circolo Ohibò di Milano, TAVO trova presto spazio su palchi come Rocket club (Linoleum), Spaghetti Unplugged, Le Mura, Tendenze Festival, Radical Sheep Festival, Arezzo Wave e molti altri ottenendo riconoscimenti come Miglior performance live e Roster artista rappresentante Soundreef. Viene definito su riviste di settore (Stormi, RUMORE, ExitWell) come “Uno dei profili più interessanti del panorama indie italiano” con il suo album d’esordio “Funambolo” (Noize Hills Records, 2018), una raccolta di melodie leggere e testi falsamente ironici che dipingono situazioni di vita dall’equilibrio instabile. Il suo ultimo singolo “Annabelle” (Noize Hills Records), già disponibile in digitale dallo scorso 6 dicembre, sarà in rotazione radiofonica a partire dal prossimo 13 dicembre.

Intervista

Dal 13 Dicembre è in rotazione radiofonica “Annabelle”. Chi è “Annabelle”?

Annabelle era una donna del 1850 realmente esistita. Il suo vero nome era Maddalena.

Mentre ristrutturavo casa, nell’intercapedine del muro ho trovato una lettera nella quale un certo Ennio scriveva alla sua amata Maddalena.

“Amata” anche se sarebbe meglio definire amante. Infatti Maddalena (Annabelle) era sposata.

Ennio nella lettera dichiara il suo amore, ma tronca questa loro relazione clandestina.

Da dove nasce l’esigenza di scrivere questo pezzo?

“Annabelle” nasce dalla volontà di dar voce ancora una volta a due persone che si sono amate, hanno avuto la paura, il desiderio e molti altri sentimenti molto attuali.

Infatti se non fosse per l’italiano “strano” e di difficile comprensione di duecento anni fa, sembrerebbe una lettera odierna.

Quindi l’amore posso confermare che viaggia immutato ed immutabile nel tempo.

Forse l’unica differenza sta nel termine “amanti”. Infatti nell’800 ci si sposava ancora per convenienze sociali in matrimoni combinati, finendo per trovare l’amore vero altrove.

Oggi l’amante è più comunemente una trasgressione fine a se stessa.

Francesco Taverna, in arte TAVO. Perchè questo nome?

TAVO nasce dal mio cognome. Mi chiamo Francesco Taverna e fin dalla prima elementare tutti mi chiamano TAVO.

Quindi più che un nome d’arte, in realtà, è un soprannome che mi sono tenuto stretto.

Sei annoverato nel genere musicale indie. Oggi, con questo termine, si indica anche l’essere “indipendenti”. Secondo te per un giovane artista è importante essere “indipendenti” oppure essere nella scuderia di una major?

All’inizio di questo percorso ti avrei detto che avrebbe fatto una sostanziale differenza essere in una major anziché un’etichetta indipendente, ma oggi no.

La differenza per fortuna la fanno ancora le canzoni indipendentemente dalla notorietà della scuderia.

Quando ho coscritto le canzoni contenute in funambolo ero tra le mura di casa mia e onestamente non mi sarei mai aspettato di fare un tour nelle principali città d’Italia, eppure…

Con ciò ho ancora un sacco di strada da fare, ma sono felice di avere accanto la Noize Hills Records, etichetta/famiglia con la quale ho iniziato questo percorso.

In una major magari non avrei ricevuto le stesse attenzioni.

Sei stato ospite in diverse importanti rassegne musicali. Qual è l’esperienza più significativa?

L’esperienza che più mi ha segnato è stato sicuramente il primo concerto al Rocket Linoleum Milano. È stato un pienone e molti cantavano le mie canzoni, non me lo dimenticherò mai!

Venendo da un paese di tremila anime, raggiungere Milano solo con la mia musica è stato un sogno.

Il tuo album d’esordio ha riscontrato successo non solo tra gli addetti ai lavori. Perchè secondo te è stato particolarmente apprezzato, se dovessi ascoltarlo dall’esterno?

Credo perché funambolo parla delle scelte importanti e dell’instabilità che accusiamo di fronte ad esse.

Tutti prima o poi scegliamo e tutti prima o poi siamo funamboli della nostra vita.

Bado molto a lasciare uno “spazio” nelle canzoni, all’interno del quale l’ascoltatore possa immedesimarsi nel testo.

Per me le canzoni belle e i libri belli sono quelli che seppure fitti di dettagli lasciano spazio all’immaginazione ed io nel limite delle mie capacità provo a farlo come ho fatto in “Funambolo”.

Il lavoro si intitola “Funambolo”. I pezzi raccontato di situazioni di vita dall’equilibrio instabile. Ti consideri un “Funambolo”?

In realtà sono una persona piuttosto prudente che pondera ogni decisione. Ma a volte mi tocca essere funambolo siccome la mia vita è piena di imprevisti.

Il mio lavoro di “menestrello” è un vero e proprio atto di fede al giorno d’oggi. In conclusione sto in bilico su una fune ogni santo giorno.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Suonare tanto in giro ed ampliare le tappe del nuovo tour. Quest’anno per la prima volta ho una vera e propria produzione durante i live.

Ci sono tecnici audio e luci che curano anche spettacoli di artisti importanti come Ermal Meta e Cristicchi. É una bella squadra e sono onorato di farne parte.

I concerti del nuovo tour meritano di essere visti, sono uno show a 360 gradi.

Ah, in cantiere c’è anche un nuovo album, manca poco, ma non posso ancora anticipare nulla.

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