Home Leggi la Sicilia ROCCALUMERA. COSI’ L’EX FILANDA PAPANDREA TORNO’ VIVA. CENNI STORICI

Uno dei monumenti roccalumeresi sui quali si è intervenuto con lo scopo di richiamare il turismo, è la ex Filanda Papandrea, un edificio, nel quale fu effettuato un sopralluogo da parte Comune, già nel 1993. Tale sopralluogo, ne accertò “l’interesse etno-antropologico”. Cinque anni fa iniziarono i lavori per il suo restauro e ristrutturazione che, finalmente hanno avuto termine poco più di un mese fa.

Prima di entrare nel merito delle finalità e prospettive dell’Opera, e prima ancora di riferirvi il commento rilasciatomi dallo stesso Sindaco Gianni Miasi, mi sembra doveroso accennarvi di alcuni ELEMENTI STORICI ad essa relativi. La Filanda Papandrea, costruita da Giuseppe Papandrea nei primi anni del secolo, è rimasta attiva fino al 1945/46. La struttura, già originariamente, si componeva di un edificio a due piani di forma rettangolare ed i suoi prospetti, apparivano caratterizzati da una serie di ampie finestre ad arco, che si aprivano sul piccolo ballatoio in ferro, che correva lungo tutta la costruzione. Nella parte retrostante l’edificio, si elevava una ciminiera in mattoni a faccia vista. Demolita durante la guerra per non diventare facile bersaglio dei bombardamenti nemici, la filanda, è stata ricostruita subito dopo. All’epoca, due erano le filande a vapore di Roccalumera, di queste, “la Papandrea” era a 32 bacinelle. Le fasi del ciclo produttivo della seta erano: la macerazione(nella quale i bozzoli venivano immersi in bacinelle contenenti acqua saponata alla temperatura costante di 60°); la scopinatura(con una spazzola morbida si battevano i bozzoli per estrarne i capifili); la trattura(consisteva nel riunire insieme e saldare un certo numero di bave); la binatura e torcitura(lavorazioni al filatoio); alle quali seguivano la sbiancatura e la tintura della seta.
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Prima dei restauri di oggi, l’edificio, pur apparendo complessivamente in discrete condizioni, era in realtà, stato profondamente lesionato in più zone -nelle sue strutture portanti- a causa di una frana che ne aveva ormai reso precaria la stabilità. All’epoca, il suo piano terra era adibito a magazzino, mentre al piano soprastante (di circa quattrocento mq.), veniva trattata la seta. In occasione del primo sopralluogo del Comune, sono state rinvenute in loco delle testimonianze documentali. Esse, erano rappresentate da opuscoli scientifici, materiale cartaceo vario e libri mastri: ove venivano registrati i movimenti “in entrata” dei bozzoli, (provenienti da altre zone della provincia, dove l’allevamento del baco era praticato su larga scala), e “in uscita“, della seta grezza, destinata ai mercati esteri per essere lavorata e tessuta. In una sezione del locale, erano ancora visibili le impalcature lignee a torretta (dette Pannalore), che sostenevano gli incannicciati ove veniva posto il bozzolo. Purtroppo, nessun macchinario o parti di esso, (destinati alla “trattura”), è stato ritrovato, quale testimonianza del ciclo produttivo.
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Roccalumera (ME): Due, sono essenzialmente i Monumenti veramente storici di Roccalumera. Il più rappresentativo, era e rimane la Torre (detta) Saracena. L’altro Monumento storico, invece, è l’antica Filanda Papandrea. Luogo dove decine di donne lavoravano la seta. La Seta vera, quella che proveniva dall’allevamento del Baco da Seta e dalla coltivazione delle foglie di Gelso. Tanti anni sono trascorsi, le fibre sintetiche hanno reso non più conveniente una tale produzione e così, l’antica filanda fu abbandonata. A Roccalumera erano due gli stabilimenti della Seta, uno, (lo ricordo anch’io, quando), prima di essere demolito, era stato per anni riutilizzato come officina per un elettrauto.

Oggi, con i restauri, inziati circa cinque anni fa, si è voluto valorizzare quanto di buono e di storico, i nostri e le nostre antenate ci hanno lasciato. L’ex Filanda, diventerà un centro Congressi, ma anche un Museo della Seta e chissà quanti altri utilizzi pratici ed utili al paese potra avere. La Filanda, sarà al centro di un’Area Culturale a vocazione Turistica. Attorno ad essa, nasceranno tante realtà, che (si spera), concorreranno ad attirare nuovi turisti ta ogni parte della Sicilia, del’Italia, e… (senza esagerare), del Mondo.

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