Home Leggi la Sicilia CARO PREMIER: DOPO LA PANDEMIA, IL COLLASSO ECONOMICO?

In tempo di pandemia Coronavirus, per quanto tempo ancora dovremo stare chiusi in casa non è dato saperlo, ma, mentre sono già arrivati i primi aiuti economici governativi per l’acquisto di beni di prima necessità per le famiglie disagiate dei Comuni siciliani, è giusto quanto ragionevole chiedersi se la estemporanea proposta di qualche giorno fa fatta della capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana abbia un fondamento.

 

Secondo l’Ordine Consulenti del Lavoro di Palermo (2 aprile 2020) : “In Sicilia le aspettative create dagli annunci del governo nazionale sugli aiuti previsti dal decreto ‘Cura Italia’ per affrontare i gravi disagi economici provocati dalla pandemia di Covid-19, stanno acuendo le tensioni sociali perché le promesse non corrispondono ai risultati. I ritardi sui pagamenti, e gli errori nelle norme che rischiano addirittura di trasformare imprese e lavoratori in debitori, in questo degradato contesto hanno già alimentato reazioni che si riversano come boomerang in primo luogo sulle nostre attività professionali coinvolgendo le nostre case trasformate in centrali operative. In diversi casi in provincia di Palermo nostri colleghi hanno dovuto richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per sedare animati assedi alle loro abitazioni, con
le famiglie coinvolte in momenti di paura. I consulenti del lavoro dall’inizio dell’emergenza stanno facendo miracoli per la protezione economica di clienti e dipendenti sacrificando famiglie e salute,
lavorando da casa h24, con molte nostre colleghe mamme che devono conciliare eroicamente anche i doveri verso i figli.”

Secondo l’appello della parlamentare dell’ARS, rivolto a tutta la deputazione siciliana che fa parte dei partiti di maggioranza a livello nazionale, “Il governo Conte deve adoperarsi per varare da subito un condono tombale per tutti i tributi e le imposte che i cittadini devono all’Agenzia dell’Entrate-Riscossione.” E inoltre aggiunge: “La pandemia traccerà una linea che dividerà il passato dal futuro prossimo. Occorre un reset generale che dia a tutti gli italiani la speranza ed anche la certezza di poter guardare alla ricostruzione senza zavorre.”

È chiaro che, un “condono tombale per debiti dei cittadini italiani verso agenzia di riscossione”, tanto più se per far fronte a tale ammanco di Cassa, il Governo Conte dovrà, come proposto dalla parlamentare, “non utilizzare i fondi europei destinati al sud per la lotta al Coronavirus”, certo non stiamo parlando di cifre piccolissime ma dalle proporzioni mastodontiche che certo metterebbero in ginocchio le Casse dello Stato.

Secondo quanto comunicato dalla Banca d’Italia al 31 gennaio 2020 il debito pubblico era risalito a quota 2.443 miliardi di euro rispetto ai circa 2.409 miliardi del mese precedente …

Senza entrare in un discorso di alta finanza, per la discussione del quale necessiterei di conoscenze di cui non dispongo, certo è che – parlando un linguaggio comune a tutti – al concludersi della pandemia, dopo una prevedibile lunga agonia, il popolo siciliano come quello della penisola, si troverà costretto ad affrontare pagamenti verso l’Agenzia delle Entrate che per ovvie ragioni di impossibilità lavorative non potrà onorare.

Se come propone la parlamentare, “Gli aiuti che il governo sta ponendo in essere devono essere finanziati con fondi statali, anche con il ricorso al debito, giammai con le risorse dell’Ue destinate alle regioni con gap infrastrutturale ed economico”, certo non sarà cosa facile reperirli.

Detto dei “pacchi alimentari”, sta di fatto che, se i cassintegrati avranno (aiuti previsti dal decreto ‘Cura Italia’), ossia quei benefici minimi tali da permettere loro di soddisfare costi necessari come pagamento oltre che verso l’Agenzia delle Entrate, bollette Enel, Gas ed eventuali mutui, i disoccupati e/o lavoratori in nero, si troveranno molto probabilmente prossimi alla più totale disperazione per collasso economico familiare. A questa ultima (nonché numerosa) categoria di persone è rivolta l’attenzione di questo scrivente.

Rilanciare l’Italia intera da Nord a Sud con progetti di lavoro ed occupazione finalizzati una rinascita globale nel “dopoguerra Coronavirus” farà certamente la differenza fra un nuovo “Boom Economico” ispirato a quello degli anni cinquanta e sessanta, oppure un disastroso default della nostra orgogliosissima e storicamente gloriosa nazione.

Con fiducia e stima in un momento di grande responsabilità governativa, l’appello è rivolto alla Sua attenzione, caro Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte!

Giovanni Bonarrigo

 

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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