Home Cultura Teatro Mimmo Sepe, l’ultimo applauso

Tre anni di lavoro con Mimmo Sepe, scomparso oggi a Napoli. Sono tanti i ricordi legati a quel periodo nel quale l’attore napoletano era in coppia con il compianto Guido Palligiano. Erano i tempi fra Casba e Napolinet quando Guido mi chiese una mano per vedere pubblicati i suoi lavori sui quotidiani napoletani. Così armato di carta e penna preparavo i famosi comunicati stampa che poi inoltravo al mondo intero grazie al mio fax all’avanguardia che riusciva a fare il lavoro praticamente da solo e riuscendo a portare la loro genialità all’attenzione della critica.  Oggi cercando su Google ho trovato anche un mio comunicato d’epoca pubblicato da Repubblica il 15 febbraio 2000: Erano gli anni dal 1998 al 2001 e la buona riuscita delle trasmissioni grazie alla loro popolarità e a quelle di numerosi altri attori che lanciati da Guido Palligiano sarebbero diventati famosi da li a qualche anno accompagnò quel periodo di euforia collettiva a cavallo del millenium bug.
Mimmo lottava già con un terribile diabete che lo portava ad addormentarsi anche alla scrivania della scena di registrazione mentre aspettava che tutte le figure arrivassero sul set.

Oggi è andato via anche Mimmo Sepe. I ricordi sui social si sprecano come quello di  Corrado Taranto, suo grande amico e compagno di scena negli anni ’80 e ’90. Ho tante foto di scena di quegli anni, ma non avendo lo scanner sottomano preferisco rubacchiarle dal suo profilo social. Anche se Mimmo tutto è stato tranne che social…

Nato a Napoli il 16 aprile 1955, Mimmo Sepe è stato il gigante buono per ogni occasione. Dalla compagnia stabile di Luisa Conte al Teatro Sannazaro del dopo Taranto passando per il cinema e la televisione.

Un curriculum lunghissimo riproposto da Fanpage. Dal 1973, quando all’età di 18 anni recitando per “I giovani del Vomero”. Entra a far parte della compagnia del Teatro Diana nel 1979 esordendo con la direzione di Mico Galdieri in una serie di commedie di tradizione, tra cui quelle di Eduardo Scarpetta

Poi i tempi del Teatro Sannazaro da Nino Taranto, Carlo Taranto, e Pietro De Vico ed anche dopo con Luisa Conte.

Successivamente entra a far parte della compagnia di Luigi De Filippo. Con Corrado Taranto, nipote di Nino, il sodalizio parte nel 1987. Nel 1988 la coppia vince la IV edizione del Festival Nazionale del Cabaret di Loano.

Nel 2010 è nel cast di “Assunta Spina”, riadattamento dell’opera di Salvatore Di Giacomo diretto da Enrico Maria Lamanna messo in scena in Piazza Mercato.

Nel 1983 il debutto al cinema  con “No grazie il caffè” di Lello Arena.

Dopo le televisioni nazionali è a “Via Teulada 66” (1988), “Quelli che il calcio…” (1994) mentre “Seven Show” gli darà notorietà a livello nazionale.

Al cinema: “Sotto il vestito niente” (Carlo Vanzina), “Rosa Funzeca” (Aurelio Grimaldi), “Il ritorno del Monnezza” (Carlo Vanzina) e Natale col Boss (Volfango De Biasi).

Dopo i tre anni insieme con Guido Palliggiano per Casba e Napolinet. L’ultima volta che lo vidi fu ad uno spettacolo in piazza nel 2006 alla sagra dei funghi porcini di Cusano Mutri.

«Profondo cordoglio». è stato espresso dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris. «Ai suoi cari e a chi lo ha seguito nel suo percorso artistico giunga il cordoglio della Città», ha scritto la fascia tricolore in un accorato messaggio.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: