21/10/2020 06:20
Home Finanza Agevolata Decreto maggio: cosa ci sara’ per l’export?

Nel Decreto maggio potrebbe trovare posto anche un nuovo pacchetto di misure per l’export, incentrato su un mix di contributi a fondo perduto e garanzie. Lo strumento è il Fondo rotativo 394-81 per il quale è finalmente in arrivo il decreto attuativo atteso da un anno.
Sembra ormai confermato che in quello che doveva essere il decreto aprile e che ormai, invece, è diventato a tutti gli effetti un decreto maggio, troverà posto anche un nuovo sostegno all’internazionalizzazione delle imprese, dopo le misure già varate nel Cura Italia e nel Dl liquidità.
Occhi puntati sul Fondo rotativo 394-81 di Simest
Il grande protagonista del decreto maggio in tema di export dovrebbe essere il Fondo 394-81 gestito da Simest. A dirlo il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano che infatti annuncia una doppia linea di azione basata sul Fondo:
• Da un lato si parla di una linea di garanzie statali per il credito di almeno 200 milioni, con cui facilitare alle imprese l’accesso ai finanziamenti agevolati senza però dover più presentare a Simest garanzie bancarie;
• Dall’altro invece si punta ai contributi a fondo perduto con un’ulteriore dote di 250 milioni di euro, che si vanno a sommare ai 70 milioni già previsti dal Cura Italia. Risorse da destinare al cofinanziamento a fondo perduto, fino al 50% degli importi erogati da Simest a valere proprio sul Fondo 394-81.
Come cambia il Fondo 394-81
Il Fondo Simest, insomma, è destinato a diventare il centro di gravità a cui ancorare i nuovi interventi sull’export e per questo si mira a cambiarne in parte anche la faccia, per adeguarlo alle necessità legate alla crisi e ampliarne il campo d’azione.
Per farlo di punta sul decreto attuativo previsto dal Decreto crescita 2019 (atteso ormai da circa un anno) e che, secondo quanto annunciato da Di Stefano, è alla firma del Ministro dell’economia Roberto Gualtieri.
Una volta approvato il decreto, il Fondo rotativo amplierà il proprio range d’azione, includendo anche interventi all’interno dei mercati UE (e non più solo quelli extra comunitari).
Le altre novità riguardano poi:
• La possibilità di accedere ai finanziamenti agevolati anche per le imprese a media capitalizzazione (le c.d mid-cap), quelle cioè con 250-3mila dipendenti;
• Una riformulazione dei requisiti di fatturato estero minimo per accedere ai finanziamenti agevolati;
• La possibilità per le imprese più grandi (quelle con oltre 3mila dipendenti) di accedere alle agevolazioni per il marketing e la promozione del marchio italiano attraverso la partecipazione a fiere internazionali, incluse quelle che si svolgono in Italia.
Un sostegno anche alle fiere
A beneficiare delle nuove misure ancorate al Fondo rotativo dovrebbero essere anche le fiere. L’approvazione delle disposizioni attuative del decreto crescita 2019, infatti, porterà un beneficio anche a questi player, dato che una delle grandi novità varate l’anno scorso era stata proprio l’inserimento delle fiere internazionali che si svolgono in Italia, tra le manifestazioni fisiche per le quali le imprese possono chiedere un credito d’imposta del 30% a valere sul Fondo.
Su questo punto Di Stefano annuncia che il governo sta valutando se ci sono i margini per aumentare il credito al 40%, riconoscendolo anche a titolo di “risarcimento danni” nel caso di manifestazioni annullate per la pandemia. Attualmente, infatti, la dotazione del Fondo destinata al credito d’imposta per le fiere è di 5 milioni di euro per il 2020, mentre bisognerebbe portarlo al 100 milioni.
Oltre alle novità che potrebbero arrivare dal decreto maggio, Di Stefano ricorda però che per sostenere le fiere sta già intervenendo l’Ice e aggiunge che “finora sono stati erogati 21 milioni per 1.400 richieste di ristori per la mancata partecipazione a manifestazioni annullate”.

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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