Home Cultura Musica Marta Ferradini pubblica il nuovo singolo “Martarossa”

“Martarossa” (Piuma Dischi, distribuzione Music Rails) è il nuovo brano di Marta Ferradini, in uscita in radio e disponibile in digitale a partire dal venerdì 15 maggio. Il brano, scritto da Marta Ferradini e Bungaro, ha vinto il Premio Bianca D’Aponte nel 2012. Marta nasce a Milano in una famiglia dove si respira aria di musica. Già all’età di 4 anni incomincia lezioni di piano e all’età di 16 inizia lo studio del canto moderno. Mostra fin da piccola una natura eclettica appassionandosi anche alla pittura, al teatro e alla scrittura. Il suo percorso nella musica inizia come interprete e presta la voce a diversi ensemble importanti come gli Archimia, quartetto d’archi che vanta collaborazioni con numerosi artisti come Gino Vannelli, Zucchero, Ron, Roy Paci, William Kentridge, Fabrizio Meloni. Marta inoltre ha partecipato per tre edizioni consecutive al progetto “Caro papà Natale…”, insieme ad artisti di fama nazionale e internazionale come Fabio Concato, Ivana Spagna, Little Tony, Antonello Ruggiero e tanti altri. Negli anni sente però la necessità di mettersi in gioco totalmente iniziando a scrivere musica e testi dei propri brani. Nel 2011 viene selezionata dal critico musicale Michele Monina per raccontare il corpo della donna nella compilation cantautorale “Anatomia Femminile” con il brano “Rosso Amarena”. A luglio dello stesso anno è finalista del Premio Lunezia con il brano “A fior di pelle”, a novembre l’incontro con Bungaro da cui nasce un nuovo progetto a metà tra Francia e Italia, dalle sonorità minimal-elettroniche. Con i brani scritti a quattro mani con il celebre autore al femminile partecipa alla XXIII edizione del Festival di Musicultura, arrivando alle semifinali, nei primi 48 artisti scelti. A settembre 2012 esce anche un doppio cd tributo ad Herbert Pagani, “La mia generazione: Marco Ferradini canta Herbert Pagani” in cui Marta interpreta alcuni dei brani più belli del cantautore accanto ad importanti artisti come Ron, Eugenio Finardi, Alberto Fortis, Fabio Concato, Eugenio Finardi, Moni Ovadia. Ad ottobre 2012 è tra le 11 finaliste che si contendono il più prestigioso premio in Italia di cantautorato al femminile, il Premio bianca d’Aponte di Aversa. Una bellissima esperienza di tre giorni dove Marta presenta durante la prima serata un brano in francese, “Tremblante” e nella finalissima “Martarossa”, canzone fresca e accattivante scritta a quattro mani con Bungaro. Con questo ultimo singolo si aggiudica il Primo Premio. Nel frattempo, la cantautrice si sperimenta anche nei panni di autrice e nel 2012 scrive la canzone per la colonna sonora del lungometraggio “The Rule of Lead” di Giacomo Arrigoni. Il brano, composto a quattro mani con il pianista Orlando José Luciano s’intitola “Brighter than the sky” e ricorda le atmosfere rock anni ‘90. Sempre in ambito cinematografico Marta è l’autrice del testo di “We are lost” brano composto dal producer Matteo Buzzanca, che è stato selezionato per l’opera prima di Letizia Lamartire, “Saremo giovani e bellissimi” unico film italiano in concorso alla Settimana Internazionale della Critica della Mostra del Cinema di Venezia. Marta ha alle spalle anche una lunga gavetta live che la vede esibirsi ad importanti premi come il Bindi, il Pigro e calca diversi palchi “storici” come quello del Roxy Bar, di Villa Clerici, del Bloom di Mezzago, in apertura del concerto di Paolo Jannacci, accanto a Fabio Treves, alla Salumeria della Musica, alla Palazzina Liberty di Milano, al MEI. Tra le esperienze più belle internazionali ricorda la sua esibizione al Cavern Pub di Liverpool in occasione della settimana dedicata ai Beatles per l’anniversario dei cinquant’anni del gruppo, e come vocalist ad Hong Kong con le scenografie spettacolari di Corona Events. Marta è anche vocal coach e ha insegnato in diverse scuole di Milano e provincia ed è inoltre al terzo anno del Corso di Piano Pop al Conservatorio Verdi di Milano. Il 22 febbraio 2019 esce il suo primo singolo Arcobaleno in collaborazione con Ondesonore Records di Francesco Altobelli con la coproduzione di Valentino Forte. Un brano che parla di “inquinamento emozionale”, un’espressione inventata dalla cantautrice per porre l’attenzione sulla dimensione animica delle relazioni. Ogni persona è portatrice di un’energia, positiva o negativa, che influenza profondamente la nostra vita. Sia la musica che le parole portano la firma della cantautrice, che ha poi arrangiato il brano insieme al padre Marco Ferradini e a Valerio Gaffurini al Cromo Studio di Brescia. Nel corso dell’intervista, Marta ci ha parlato del singolo e dei prossimi progetti.

Benvenuta Marta sul portale d’informazione SinapsiNews. Il 15 maggio esce “Martarossa”, il tuo nuovo singolo. Che tipo di brano è e cosa vuoi raccontare ai tuoi ascoltatori con questo pezzo?
E’ un pop d’autore se così si può definire, una canzone a cui tengo molto: è un inno alla vita. Penso che abbiamo tutti dentro una piccola “Martarossa” che non aspetta altro che incendiarsi e illuminare di un pizzico di “saggia follia” le nostre azioni. È quella voce che ogni tanto ci sussurra: “Perché no?”. Kerouac in “Sulla strada” dice: “le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli”. Ecco tutti noi siamo dei “favolosi fuochi d’artificio gialli”, dobbiamo solo avere il coraggio di “accendere” il nostro incendio!
Il brano ha vinto il premio “Bianca d’Aponte” che si tiene in provincia di Caserta. Quanto devi a quel festival e quanto pensi siano importanti manifestazioni del genere per un giovane artista?
Devo moltissimo al Bianca d’Aponte e al suo patrono, Gaetano D’Aponte che è una persona fantastica. Durante i tre giorni a Caserta del Premio ho conosciuto tanti addetti ai lavori e tante cantautrici come me e si è respirato un’atmosfera bella, pulita dove il focus è sulla musica e non sulla competizione. Questo è quello che mi ha regalato e lo consiglio a tutte le cantautrici in erba.
Io non amo molto le gare perché penso che gli artisti non possano essere paragonati tra di loro però credo che le manifestazioni come il Premio Bianca d’Aponte siano un’ottima occasione per confrontarsi e conoscere la “scena” musicale del momento.
Il pezzo è stato scritto in collaborazione con Bungaro. Ci racconti qualche aneddoto legato alla stesura del pezzo con Bungaro?
Sì, con Bungaro in realtà ho scritto diversi brani e lo ringrazio per aver creduto in me e avermi regalato le sue splendide melodie. “Martarossa” è nata in realtà ad un suo seminario di scrittura creativa: ci ha chiesto di descriverci e io devo avere utilizzato tante volte la parola “rossa” perché ad un certo punto lui ha esclamato: “Perché non provi a scrivere Martarossa”? Io mi sono messa in un angolo e nel giro di dieci minuti, come un fiume, ho scritto il testo. L’ho poi fatto leggere a Bungaro che ne è rimasto entusiasta. Dopo qualche giorno mi chiama e mi dice: “Oggi dovevo uscire di casa ma ha iniziato a diluviare qui a Roma, ho abbracciato la chitarra e mi sono lasciato ispirare dalle tue parole”. Altri dieci minuti ed era nata “Martarossa”.
Essere figlia d’arte: pro o contro? Quanto ha influenzato questo la tua carriera artistica?
Come in tutte le cose ci sono i pro e i contro. Essere figlia d’arte significa innanzitutto crescere in una famiglia in cui respiri aria diversa, grande apertura mentale e tanti stimoli culturali. Poi sono molto fortunata perché mio padre oltre ad essere un grande artista è stato ed è anche un grande papà. I contro sono fondamentalmente i pregiudizi della gente, non tutta eh, però la maggior parte. Anche se, devo ammettere, che quando salgo sul palco spesso spariscono perché il pubblico riconosce perfettamente chi è sotto i riflettori per un cognome e chi quel palco lo merita a prescindere.
Come hai trascorso questo periodo di stop di musica live? Hai avuto nuove ispirazioni per prossimi progetti?
Beh è stata davvero dura, anche perché proprio a fine febbraio avrei dovuto iniziare il mio primo tour e ovviamente tutte le date sono saltate! Abbiamo vissuto un momento davvero difficile e inaudito nel senso mai “conosciuto” prima e quindi la mia prima reazione è stata un po’ di confusione e spaesamento. Poi, visto che sono al terzo anno del corso di Piano pop al Conservatorio Verdi di Milano, ho pensato che poteva essere il momento giusto per mettermi sotto con lo studio e così ho passato la mia quarantena con le mani sui tasti bianchi e neri di un piano.
Inoltre, cosa più importante, la pubblicazione di “Martarossa” inaugura una nuova e preziosa collaborazione con l’etichetta discografica Piuma Dischi che ringrazio per aver creduto in me.
Come hai intrattenuto i tuoi sostenitori?
Mi è mancata molto la dimensione live per il confronto diretto con il pubblico e così ho pensato che un modo per superare le distanze sarebbe stato di coinvolgere le persone che mi seguono in un progetto condiviso: ho chiesto loro di illustrare con dei disegni la mia canzone “Martarossa” e presto andranno a far parte del videoclip del brano.
Hai già pensato ad un metodo alternativo per promuovere il tuo “ego” artistico dopo questo periodo di stop ai live?
Devo proprio pensarci?… no dai, preferisco credere che non si dovrà attendere molto per rivederci di persona in un bel teatro o locale!

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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