Home Attualità VIDEO/COMMEMORAZIONE DEL 48° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI PETEANO

Ieri 29 maggio 2020, alle 10.00, con quarantotto ore di anticipo rispetto al giorno ricorrenza del triste episodio, in località Peteano del comune di Sagrado (GO), alla presenza del Prefetto di Gorizia dott. Massimo MARCHESIELLO, del Generale di Brigata Antonio FRASSINETTO, Comandante della Legione Carabinieri F.V.G., con sede in Udine, del Comandante Provinciale Carabinieri di Gorizia Col. Alessandro CARBONI e dei Sindaci di Sagrado e Savogna d’ Isonzo, è stato commemorato il 48° anniversario della strage in cui persero la vita il Brigadiere Antonio FERRARO, il Carabiniere Donato POVEROMO ed il Carabiniere Franco DONGIOVANNI.

La cerimonia, quest’anno, si è svolta in forma contenuta, in ottemperanza alla normativa anti contagio per l’epidemia covid-19.

Ciò nonostante la commemorazione di un così tragico e segnante evento ha mantenuto il suo toccante significato unito al sentimento di profonda commozione, se possibile ancora enfatizzati dalla particolare atmosfera dovuta all’assenza dei parenti delle vittime, della cittadinanza e delle rappresentanze di associazioni ed enti che negli anni passati hanno sempre conferito solennità e spontanea partecipazione al ricordo.

Durante la cerimonia, è stata deposta una corona d’alloro da parte del Comandante della Legione Carabinieri F.V.G., accompagnato dal Prefetto di Gorizia e dalla musica del “SILENZIO” non suonata dal vivo come consuetudine da un trombettiere ma diffusa invece da un apparato di registrazione.

A seguire, il Cappellano Militare della Legione Carabinieri F.V.G.  Don Albino D’ORLANDO ha impartito la benedizione.

 

COMMEMORAZIONE

 

La sera del 31 maggio 1972, alle ore 22,30 circa, una telefonata anonima alla centrale operativa dell’allora Gruppo di Gorizia, segnalava che in località Peteano del Comune di Sagrado (GO) sulla strada provinciale Sagrado – Savogna d’Isonzo, si trovava abbandonata un’autovettura Fiat 500 bianca, con due fori  prodotti, presumibilmente da proiettili d’arma da fuoco.

L’intervento veniva eseguito da parte del Nucleo Radiomobile della Tenenza di Gradisca d’Isonzo, con l’invio sul posto di un’autoradio, con a bordo l’Appuntato Salvatore MANGO ed il Carabiniere Franco DONGIOVANNI.

I due militari, dopo aver individuato l’autovettura Fiat 500 a circa otto metri dalla strada provinciale, eseguivano un primo accertamento, avvicinandosi ed ispezionando preliminarmente la vettura.

Informato telefonicamente il Comandante della Tenenza, Sottotenente Angelo TAGLIARI, questi, alle ore 23.05, a bordo di una seconda autoradio, con equipaggio composto dal Brigadiere Antonio FERRARO e dal Carabiniere Donato POVEROMO, giungeva sul luogo ed iniziava un’ulteriore esame dell’automezzo e dell’ambiente circostante.

Alle ore 23.25 durante il controllo dell’automezzo, veniva tirata la leva interna di apertura del cofano anteriore, che provocava una violentissima esplosione. Decedevano all’istante, dilaniati dall’esplosione e dai frammenti delle lamiere dell’automezzo:

Il Brigadiere Antonio FERRARO di 31 anni, coniugato. Era nato a S.Croce Camerina (RG) e prestava servizio a Gradisca da circa due anni.

Il Carabiniere Donato POVEROMO di 33 anni, coniugato. Era nato a Campomaggiore di Potenza e prestava servizio a Gradisca dal settembre 1971.

Il Carabiniere Franco DONGIOVANNI di 23 anni, celibe, il più giovane, era nato a Uggiano La Chiesa, in provincia di Lecce. Anch’egli era in servizio al Nucleo Radiomobile di Gradisca dal settembre 1971.

Il sottotenente Angelo TAGLIARI riportava lesioni al viso ed alla mano destra.

L’Appuntato Salvatore MANGO rimaneva illeso.

L’attentato suscitò vivissima emozione e profondo dolore nell’intera Provincia, che si unì, con commossa e corale partecipazione, al lutto dell’Arma. Così scriveva, il 2 giugno 1972, il quotidiano “Il Piccolo”:

“ERANO ORMAI DIVENTATI GENTE DELLA NOSTRA GENTE: Antonio Ferraro, Donato Poveromo, Franco Dongiovanni: tre giovani vite stroncate dal più vile degli attentati nel fiore della loro esistenza, tre famiglie gettate nella disperazione e nel lutto più profondi, tre carabinieri che si aggiungono al lungo elenco dei caduti dell’Arma in difesa della libertà e dell’ordine pubblico.

Non è retorica la nostra, ma l’espressione dei sentimenti più veri e più sentiti della popolazione isontina che, con il tragico scoppio di Peteano, ha visto saltare in aria i valori nei quali più fermamente crede: quelli, cioè, della convivenza pacifica e della non violenza.

I tre carabinieri caduti nell’adempimento del loro dovere, pur nati in altre regioni d’Italia, facevano ormai parte integrante della comunità isontina. Qui due di essi, il Brigadiere Ferraro ed il Car. Poveromo, si erano formati una famiglia. Qui avevano intessuto una rete di amicizie, qui il Brig. Ferraro avrebbe avuto la gioia, fra pochi giorni, di divenire padre… questa essi consideravano ormai….. la loro terra. La tragedia non ha colpito dunque solo tre famiglie, essa è tragedia di tutti.”

Per tale episodio, ciascuno dei tre militari deceduti, veniva insignito della medaglia d’argento al Valor Civile “alla memoria”, con la seguente motivazione:

“INTERVENUTO CON ALTRI MILITARI IN UNA LOCALITA’ ISOLATA, IN CUI ERA STATA SEGNALATA IN SOSTA UN’AUTOVETTURA SOSPETTA CON DUE FORI DI PROIETTILE SUL PARABREZZA, VENIVA INVESTITO, NEL PROCEDERE ALL’ISPEZIONE DELL’AUTOMEZZO, DALLA VIOLENTA DEFLAGRAZIONE DI UN CONGEGNO ESPLOSIVO COLLOCATO NEL COFANO, RIMANENDO UCCISO.

MIRABILE ESEMPIO D’INCONDIZIONATA DEDIZIONE AL DOVERE E DI SPREZZO DEL PERICOLO”.

Il Presidente della Repubblica, inoltre, nel 2010, in occasione del “GIORNO DELLA MEMORIA”, ha conferito loro anche l’onorificenza di “VITTIME DEL TERRORISMO”.

COMMEMORAZIONE DEL 48° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI PETEANO

 

Ieri 29 maggio 2020, alle 10.00, con quarantotto ore di anticipo rispetto al giorno ricorrenza del triste episodio, in località Peteano del comune di Sagrado (GO), alla presenza del Prefetto di Gorizia dott. Massimo MARCHESIELLO, del Generale di Brigata Antonio FRASSINETTO, Comandante della Legione Carabinieri F.V.G., con sede in Udine, del Comandante Provinciale Carabinieri di Gorizia Col. Alessandro CARBONI e dei Sindaci di Sagrado e Savogna d’ Isonzo, è stato commemorato il 48° anniversario della strage in cui persero la vita il Brigadiere Antonio FERRARO, il Carabiniere Donato POVEROMO ed il Carabiniere Franco DONGIOVANNI.

La cerimonia, quest’anno, si è svolta in forma contenuta, in ottemperanza alla normativa anti contagio per l’epidemia covid-19.

Ciò nonostante la commemorazione di un così tragico e segnante evento ha mantenuto il suo toccante significato unito al sentimento di profonda commozione, se possibile ancora enfatizzati dalla particolare atmosfera dovuta all’assenza dei parenti delle vittime, della cittadinanza e delle rappresentanze di associazioni ed enti che negli anni passati hanno sempre conferito solennità e spontanea partecipazione al ricordo.

Durante la cerimonia, è stata deposta una corona d’alloro da parte del Comandante della Legione Carabinieri F.V.G., accompagnato dal Prefetto di Gorizia e dalla musica del “SILENZIO” non suonata dal vivo come consuetudine da un trombettiere ma diffusa invece da un apparato di registrazione.

A seguire, il Cappellano Militare della Legione Carabinieri F.V.G.  Don Albino D’ORLANDO ha impartito la benedizione.

 

COMMEMORAZIONE

 

La sera del 31 maggio 1972, alle ore 22,30 circa, una telefonata anonima alla centrale operativa dell’allora Gruppo di Gorizia, segnalava che in località Peteano del Comune di Sagrado (GO) sulla strada provinciale Sagrado – Savogna d’Isonzo, si trovava abbandonata un’autovettura Fiat 500 bianca, con due fori  prodotti, presumibilmente da proiettili d’arma da fuoco.

L’intervento veniva eseguito da parte del Nucleo Radiomobile della Tenenza di Gradisca d’Isonzo, con l’invio sul posto di un’autoradio, con a bordo l’Appuntato Salvatore MANGO ed il Carabiniere Franco DONGIOVANNI.

I due militari, dopo aver individuato l’autovettura Fiat 500 a circa otto metri dalla strada provinciale, eseguivano un primo accertamento, avvicinandosi ed ispezionando preliminarmente la vettura.

Informato telefonicamente il Comandante della Tenenza, Sottotenente Angelo TAGLIARI, questi, alle ore 23.05, a bordo di una seconda autoradio, con equipaggio composto dal Brigadiere Antonio FERRARO e dal Carabiniere Donato POVEROMO, giungeva sul luogo ed iniziava un’ulteriore esame dell’automezzo e dell’ambiente circostante.

Alle ore 23.25 durante il controllo dell’automezzo, veniva tirata la leva interna di apertura del cofano anteriore, che provocava una violentissima esplosione. Decedevano all’istante, dilaniati dall’esplosione e dai frammenti delle lamiere dell’automezzo:

Il Brigadiere Antonio FERRARO di 31 anni, coniugato. Era nato a S.Croce Camerina (RG) e prestava servizio a Gradisca da circa due anni.

Il Carabiniere Donato POVEROMO di 33 anni, coniugato. Era nato a Campomaggiore di Potenza e prestava servizio a Gradisca dal settembre 1971.

Il Carabiniere Franco DONGIOVANNI di 23 anni, celibe, il più giovane, era nato a Uggiano La Chiesa, in provincia di Lecce. Anch’egli era in servizio al Nucleo Radiomobile di Gradisca dal settembre 1971.

Il sottotenente Angelo TAGLIARI riportava lesioni al viso ed alla mano destra.

L’Appuntato Salvatore MANGO rimaneva illeso.

L’attentato suscitò vivissima emozione e profondo dolore nell’intera Provincia, che si unì, con commossa e corale partecipazione, al lutto dell’Arma. Così scriveva, il 2 giugno 1972, il quotidiano “Il Piccolo”:

“ERANO ORMAI DIVENTATI GENTE DELLA NOSTRA GENTE: Antonio Ferraro, Donato Poveromo, Franco Dongiovanni: tre giovani vite stroncate dal più vile degli attentati nel fiore della loro esistenza, tre famiglie gettate nella disperazione e nel lutto più profondi, tre carabinieri che si aggiungono al lungo elenco dei caduti dell’Arma in difesa della libertà e dell’ordine pubblico.

Non è retorica la nostra, ma l’espressione dei sentimenti più veri e più sentiti della popolazione isontina che, con il tragico scoppio di Peteano, ha visto saltare in aria i valori nei quali più fermamente crede: quelli, cioè, della convivenza pacifica e della non violenza.

I tre carabinieri caduti nell’adempimento del loro dovere, pur nati in altre regioni d’Italia, facevano ormai parte integrante della comunità isontina. Qui due di essi, il Brigadiere Ferraro ed il Car. Poveromo, si erano formati una famiglia. Qui avevano intessuto una rete di amicizie, qui il Brig. Ferraro avrebbe avuto la gioia, fra pochi giorni, di divenire padre… questa essi consideravano ormai….. la loro terra. La tragedia non ha colpito dunque solo tre famiglie, essa è tragedia di tutti.”

Per tale episodio, ciascuno dei tre militari deceduti, veniva insignito della medaglia d’argento al Valor Civile “alla memoria”, con la seguente motivazione:

“INTERVENUTO CON ALTRI MILITARI IN UNA LOCALITA’ ISOLATA, IN CUI ERA STATA SEGNALATA IN SOSTA UN’AUTOVETTURA SOSPETTA CON DUE FORI DI PROIETTILE SUL PARABREZZA, VENIVA INVESTITO, NEL PROCEDERE ALL’ISPEZIONE DELL’AUTOMEZZO, DALLA VIOLENTA DEFLAGRAZIONE DI UN CONGEGNO ESPLOSIVO COLLOCATO NEL COFANO, RIMANENDO UCCISO.

MIRABILE ESEMPIO D’INCONDIZIONATA DEDIZIONE AL DOVERE E DI SPREZZO DEL PERICOLO”.

Il Presidente della Repubblica, inoltre, nel 2010, in occasione del “GIORNO DELLA MEMORIA”, ha conferito loro anche l’onorificenza di “VITTIME DEL TERRORISMO”.

 

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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