Home Cultura Musica “Desdemona” è il quinto progetto discografico dei Rossometile

Quinto progetto discografico dei Rossometile (Ilaria Hela Bernardini, Rosario Runes Reina, Pasquale Pat Murino e Gennaro Rino Balletta), DESDEMONA contiene undici tracce con tematiche sociali quali il distacco, la separazione, la fine delle relazioni – e della stessa dimensione terrena – e il momento del passaggio, raccontato attraverso la creazione di mondi musicali ricercati ed ebbri di poesia, a tratti mistici.
Il lavoro è decisamente ricco di sonorità che spaziano dal gothic metal per arrivare ad una sorta di etno pop. Cornamusa, ghironda, bouzouki e corni, creano un’aura sonora che avvolge l’album di riferimenti celtici, quindi barocchi e, appunto, gotici
Particolare l’uso della vocefemminile che, abbracciando diversi stili, spazia dal lirico al moderno, dalla polifonia al rock, arrivando fino al Kulning, un suono prodotto con la voce utilizzato in antichità nei paesi scandinavi per richiamare il bestiame.
LE TRACCE
Desdemona
Desdemona è un nome di donna che significa: nata sotto una cattiva stella.
Il brano, in modo velato, si riferisce anche a tutte le donne vittime di violenza.
Oblivion
Separazione e addio: dove tutto finisce rimane solo la morte quale luogo oscuro dove ancora incontrarsi e riconoscersi.
Hela e il corvo
Hela è una giovane ragazza e sua sorella è da poco morta. Hela non si da pace e cerca di mettersi in contatto con la sorella tramite un corvo, che nella tradizione celtica è l’elemento di collegamento tra i vivi e il mondo dei morti.
Sole che cammini
Un amore divenuto prigione, che esprime il desiderio di staccarsi da ciò che non è più un sentimento ma una costrizione.
Storie d’amore e peste
Il brano prende spunto da una storia di contagio da peste narrata nel romanzo medievale “Narciso e Boccadoro” di Hermann Hesse. L’atmosfera è rinascimentale e gli strumenti sono quelli tipici di quell’epoca.
Rosaspina
L’amore può anche far male come una rosa può pungere.
Mist
In inglese e significa nebbia. Un’atmosfera surreale, quasi mistica, che fa da cornice a una voce (in kulning) persa nel vento.
Nox aracana
È una invocazione alla luce che nasce dalle tenebre, nascosta in un’ombra. Una preghiera affinché si manifesti e indichi la strada, la speranza di risollevarsi nello spirito.
Whales of the baltic Sea Orchestra
Si odono i versi delle megattere e le onde del mare, le cornamuse suonano nel vento mentre i cetacei si radunano per cantare soavemente come in un’orchestra persa nel freddo del mar Baltico.
Boia misericordioso
Durante un’esecuzione, il boia inaspettatamente, mosso a pietà di fronte al giovane condannato, cercherà di risparmiarlo, di ottenere la grazia per lui
Canzone del tramonto
Un uomo sente la madre che lo chiama ma è troppo stanco per rispondere. Lungo la strada ritorna bambino e il dolore si allontana da lui, e nella stanza è come se risuonasse una dolce melodia, la canzone del suo tramonto.

La band ci ha raccontato del progetto discografico, dei singoli e dei prossimi impegni musicali.

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Rossometile da Salerno alla conquista dell’Italia.
Anzitutto, chi sono i Rossometile? Come presentereste il vostro progetto artistico a chi ancora non ha avuto modo di ascoltarvi?

I Rossometile nascono a Salerno nel 1996 per iniziativa del chitarrista Rosario Runes Reina e del batterista Gennaro Rino Balletta. Dopo molti cambi di formazione la band si è completata con l’arrivo del bassista Pasquale Pat Murino entrato nella band nel 2010 e della cantante Ilaria Hela Bernardini unitasi alla band nel 2019. I Rossometile hanno realizzato cinque album stilisticamente abbastanza diversi. La proposta di base è gothic metal ma sono presenti influenze progressive, symphonic e pop.

È uscito lo scorso aprile “Desdemona”, con all’interno undici tracce incentrate su tematiche sociali quali distacco, separazione. Perché la scelta del titolo “Desdemona” e perché la scelta di queste tematiche per il vostro ultimo lavoro discografico?

Il titolo è un nome femminile di origine greca che significa “nata sotto una cattiva stella”. Ci è sembrato emblematico per questo disco, che a partire dal suo primo concepimento è stato segnato da varie difficoltà, a cominciare dalla ricerca di una nuova cantante per finire con la sua pubblicazione in solo formato digitale — almeno per il momento — in pieno periodo di lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19. Le tematiche che tratta sono appunto distacco, separazione, cambiamento, momenti di passaggio (intesi come cambiamenti radicali o anche passaggio dalla vita alla morte, magari per scoprire una nuova vita) e sono tutte ravvisabili in ciascuno dei nostri brani, a tratti anche dicotomici o ricchi di ossimori: in tutti infatti, pur discutendo di tematiche abbastanza dolorose, troviamo comunque il concetto di speranza. I personaggi che raccontano le storie in ciascun brano sono personaggi in cerca di una vita migliore, di una giustizia, di una speranza che solo poche volte arriva spontaneamente, mentre spesso invece deve essere conquistata compiendo sacrifici o trasformazioni radicali — e qui tornano i temi del cambiamento e del passaggio. Ci è sembrato bello dedicare un lavoro a questo tipo di tematiche perché sono in genere connesse ad avvenimenti dolorosi della vita di un individuo, — la morte di un caro, la fine di una relazione, la paura dell’ignoto e del futuro — avvenimenti che sono capitati anche a noi nel corso della nostra vita, e che in questa maniera abbiamo voluto in qualche modo “esorcizzare”, per dire all’ascoltatore che tutti stiamo facendo lo stesso viaggio e che questi momenti sono naturali criticità della nostra vita, necessari al nostro stesso sviluppo come individui e — perché no? — anche come anime.

Come sono nati i diversi singoli contenuti all’interno del disco? Ci raccontate un aneddoto significativo che ha segnato la produzione di questo lavoro discografico?

Alcuni singoli erano stati già preparati già prima dell’ingresso di Hela nella band, difatti quando l’abbiamo contattata le abbiamo mandato delle bozze su cui lavorare per testare la sua attitudine al genere e l’abilità come cantante. Altri ancora invece sono stati lavorati insieme a lei dopo il suo ingresso, più che altro a livello di linee vocali e testi, in quanto dal punto di vista musicale erano stati già stati resi quasi definitivi. Per citare un aneddoto significativo che ha segnato una svolta decisiva nella produzione di questo lavoro alla prima telefonata con Hela — nome d’arte che Ilaria aveva già scelto da prima di conoscerci — le dicemmo che avevamo una bozza intitolata “Hela e il Corvo”: sia a lei che a noi sembrò un segno del destino inequivocabile! E infatti con l’ingresso di Hela nella band abbiamo potuto continuare e completare questo progetto che era rimasto in sospeso da quasi tre anni.

Cosa ha rappresentato per i Rossometile questo periodo di stop dai live?

È stata dura dover rinunciare a suonare dal vivo ora che finalmente eravamo pronti per ripartire. Avevamo iniziato a programmare prove e a farne qualcuna con la band al completo — Hela viene da Roma e non sempre può unirsi — proprio nell’ottica di ripartire il prima possibile. Purtroppo a causa del lockdown dovuto all’emergenza sanitaria che tutti abbiamo vissuto questo non è stato ancora possibile, ma non siamo sicuramente rimasti con le mani in mano! Abbiamo continuato a lavorare “da remoto” ai primi inediti del prossimo disco, e al videoclip del remake del nostro brano “Nell’83” uscito qualche giorno fa, girato proprio nel periodo di quarantena con la collaborazione di molti dei nostri amici e fan.

In che genere musicale si identifica la band?

Questa è una domanda complicata. Non siamo classificabili in un genere preciso perché la nostra musica è stata sempre aperta a numerose influenze. Potremmo parlare di symphonic gothic metal ma normalmente in questo genere sono classificate band dal sound esclusivamente metal. Noi non abbiamo questa esclusività. Nel nostro sound è presente certamente un’attitudine metal, poi il gothic è certamente un elemento che ci caratterizza e, negli ultimi anni, anche il symphonic con l’impiego dell’orchestra, ma in molti brani l’intenzione è pop. Nel nostro ultimo album in particolare abbiamo introdotto anche sonorità folk. Ecco che quindi risulta difficile classificarci. Lo è anche per noi stessi. Infatti preferiamo parlare semplicemente di metal ma citando poi tutte le contaminazione che ho detto.

In questo album c’è stato l’utilizzo dell’orchestra sinfonica. Ci raccontate il progetto?

Dopo la realizzazione del nostro quarto album intitolato Alchemica (2015) ci siamo accorti che la direzione musicale che stavamo prendendo poteva essere esaltata dall’impiego dell’orchestra. Infatti già nel 2018 avevamo pubblicato qualche remake orchestrato tratto da Alchemica. Per il nostro quinto album Desdemona abbiamo quindi deciso di orchestrare tutti i brani aggiungendo in modo marcato il symphonic al nostro sound. È stato un lavoro difficile sia a livello di arrangiamento che di scelta dei suoni. Sarebbe stato bello utilizzare un’orchestra reale ma questo non era nelle nostre possibilità economiche e avrebbe comunque complicato troppo la fase di registrazione. Abbiamo invece fatto un lungo e laborioso lavoro di scelta dei campioni e di passaggio in audio delle tracce ottenendo una buona resa. In futuro ci piacerebbe utilizzare un’orchestra reale non solo in fase di registrazione ma anche per un evento live, ma si tratta di impegni economici e organizzativi grossi e bisognerà ancora attendere prima di poterci arrivare.

Quanto vi ha dato, dal punto di vista musicale, la Campania e, in particolare, la vostra terra d’origine Salerno?

Non ci ha dato molto ma c’è da dire che a nostra volta non le abbiamo chiesto nulla. Sappiamo che la nostra proposta musicale è di nicchia e che non affonda le sue radici nella nostra terra. Il sud Italia ha una differente cultura musicale e tradizioni fortissime che non hanno a che fare con noi. Le nostre sonorità e l’immaginario che c’è dietro i nostri brani si ispirano molto più chiaramente alle terre nordiche, alla loro musica e alle loro tradizioni.

Quali saranno i vostri prossimi progetti musicali?

Come accennato, stiamo già lavorando a degli inediti per il sesto album; nel frattempo, data la ripresa delle attività quotidiane, abbiamo ripreso a provare in sala per prepararci ai live che speriamo di poter riprendere presto. Stiamo inoltre lavorando ad un progetto speciale per il prossimo anno in cui la band compirà venticinque anni di attività, una sorta di “best of” che raccoglie alcuni dei più bei brani della nostra longeva produzione.

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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