Home Cultura Musica “Looking At Me” Mozez (Numen Records)

 

“Looking At Me”, il nuovo singolo di Mozez, è una riflessione sulla nostra reale identità, spesso contraffatta dai contesti sociali e deformata dai pregiudizi sulle diversità culturali, le ideologie razziali e dall’aspetto fisico delle persone.

Chi crediamo di essere? Dove stiamo andando? Che tipo di mondo stiamo preparando per le generazioni future? Queste sono le domande poste nel brano, ricco di influenze musicali pop soul con spunti a tratti new wave anni Ottanta.

La risposta è una: concentrarsi sul “vero sé”, riconoscendo l’unicità di tutte le cose: mentre la società combatte maldestramente il distanziamento sociale con i social media, “Looking at me” invita l’uomo a riappropriarsi della propria umanità e a cercare una nuova spiritualità.

La canzone è stata scritta da Osmond Wright (in arte Mozez) con Ben Barson e Tony White e realizzata con la partecipazione di Hamlet Luton al basso e Chris Dawkins alla chitarra ritmica.

“Looking At Me” uscirà il 29 giugno 2020, al quale seguirà l’uscita del nuovo album “Lights On”, in cui Mozez condivide pensieri ed esperienze personali ampliando la sua percezione di ciò che, secondo lui, sta realmente accadendo nel mondo, ed esprimendo il concetto di base che Dio è l’origine di ogni cosa e ha donato a tutti amore, energia e pace.

 

 

Note artistiche 

 

Figlio di un predicatore giamaicano, Mozez iniziò la sua carriera in Giamaica nel 1987 , cantando in tournee’ come membro del gruppo gospel  Channel of Praise.

Durante la sua importante esperienza artistica con gli Zero 7 insieme a Sia, Sophie Barker e Tina Dico, Mozez ha avuto l’occasione giusta per costruire una solida fanbase. Nel 2006 esce il suo primo album da solista, “So Still” . Nel 2010 crea la sua etichetta, Numen Records e nel 2011 pubblica il suo primo album di remixes, “Time Out”.

Tra il 2012 e il 2016 Mozez è impegnato nella stesura di canzoni, registrazioni e tournée con il dj producer inglese Nightmare on Wax, con cui si esibisce occasionalmente dal vivo. Durante questo periodo produce il suo secondo album da solista “Wings” pubblicato nel 2015 sempre per Numen Records. Il progetto è immerso in un clima prettamente spirituale e attira l’attenzione di Dermot O’Leary e Tom Robinson (conduttori radiofonici rispettivamente per BBC Radio 2 e BBC Radio 6 Music ). Nel 2017 esce “Dream State”, album di remixes.

“Looking At Me” – testo

 

 

 

Mi stai guardando ( Scritto da O.Wright e B. Barson)

 

I giorni e le notti

 

fluiscono in uno

 

eccoci qui,

 

Finché non è finita

 

La possibilità di sorgere al sole

 

Lascia cadere le tue lacrime finché non se ne andranno via

 

Rit. Vedo che mi stai guardando, dimmi cosa vedi (vedi un angelo con la sua aureola, vedi un uomo nel ghetto)

 

Sotto la pelle forse siamo blu

 

E torniamo alla polvere che ci modella Avremo opportunita’ quando saremo finiti ritorneremo da dove siamo venuti

 

Rit.Vedo che mi stai guardando..dimmi cosa vedi (vedi un angelo con la sua aureola, vedi un uomo nel ghetto)

 

I giorni si susseguono ..risorgiamo mentre l’alba e’ su di me

 

Giriamo ancora in un vortice.. Sembra che questo gioco non finisca mai Non finisce mai

 

Più in alto, io e te

 

Vieni a prendermi

 

Più in alto.. Illuminami.. Più in alto

 

può questa mente essere libera?

 

Più in alto.. Potrebbe un uomo che impreca somigliarmi

 

Rit. Vedo che mi stai guardando

 

Dimmi cosa vedi (vedi un angelo con la sua aureola, vedi un uomo nel ghetto)

Intervista

Benvenuto sul portale d’informazione SInapsiNews.Info. Osmond Wright in arte Mozez. Perché Mozez? Qual è il significato di questo nome d’arte?

Il nome Mozez è in realtà composto da due parole.
Mo che è tratto da Motown, la musica che mi ha influenzato fin da bambino. E Ze, dalla parola Zenith. La parte giovane di me era infatti convinta che un giorno ce l’avrei fatta e che sarei arrivato in cima, allo Zenith appunto. Ho poi aggiunto la Z perche’ mi piaceva il nome Mozez.

Hai iniziato la tua carriera musicale in Giamaica, cantando in tour come membro del gruppo gospel Channel of Praise. Nel corso del tempo hai collaborato con tanti altri artisti. Ci racconti un aneddoto significativo che ha segnato il tuo percorso artistico?

Certo. Proprio quando facevo parte dei Channel Of Praise , siamo stati invitati a cantare ad un concerto in Giamaica. Non avendo soldi poiche’ eravamo giovani artisti che volevano esibirsi, abbiamo chiesto ad un amico di accompagnarci in macchina per circa 60 chilometri fino al luogo dell’evento. Era sera ed eravamo pronti per tornare a casa dopo il concerto. Fu allora che ci siamo resi conto che il nostro amico se n’era andato! Siamo rimasti a piedi, a circa 60 chilometri da casa!
Cosi dopo averne discusso con gli altri, siamo saliti su un autobus senza pagare.
Ad una decina di chilometri dall’arrivo il conducente ci chiese i soldi del viaggio.
E’ finita che ci ha portato alla stazione di polizia, dove pero’ fortunatamente
abbiamo incontrato un nostro amico poliziotto che ha pagato il nostro viaggio.

Uno dei tuoi ultimi lavori musicali è il singolo “Looking at me”, una riflessione sull’identità. Come nasce questa canzone e cosa vuoi raccontare con il brano agli ascoltatori?

Non ho avuto un’idea particolare nello scrivere questa canzone, che in realta’ e’ stata scritta da me insieme ad altri due songwriters. Il messaggio e’ che il sistema in cui viviamo , e che abbiamo progettato, non va bene per chiunque.
Pero’ tutti si sono risvegliati alla verità delle cose. Un tipico esempio di questa canzone e’ che e’ stata scritta da 3 persone: un nero, un bianco ed un ebreo e siamo stati in grado di scrivere la canzone in armonia, senza provare alcuna negativita’ fra di noi. Ci siamo compresi senza discutere su ciò che stavamo facendo..
Questo mi dice che tutti capiscono e sentono allo stesso modo. Ma l’Umanita’ e’ diventata così presa dalle nostre idee individualiste, chi pensiamo di essere che dobbiamo dimenticato che siamo esseri creati. La sfida che abbiamo in un momento di maggiore comunicazione, è diventata una scelta per rimanere nell’oscurità o per aprire le nostre menti alla luce.

La canzone è stata scritta con Tony White e realizzata con diversi artisti al basso e alla chitarra ritmica. Come nasce la collaborazione con Tony White?

La canzone in realta’ e’ stata scritta da me , Tony White e Ben Barson .
Conosco Tony da vent’anni, condivido con lui uno studio di produzione musicale a Londra e abbiamo scritto diverse canzoni insieme nel corso degli anni.
Per quanto riguarda Ben, ho iniziato a collaborare con lui mentre lavoravo su questo nuovo album. Lui ha scritto con artisti del calibro di Tina Turner, Gabrielle e molti altri. Ho la fortuna di conoscere un certo numero di musicisti che sono stati fantastici nel contribuire con il loro talento al mio album , tra cui Mario Guarini, Paolo Palazzoli e Roberto Cosimi. L’album è stato masterizzato dal sound engineer Tommy Bianchi , in Italia vicino a Firenze. E’ stato un privilegio per me aver lavorato con così tanti grandi artisti.

Cosa pensi dell’attuale scena musicale italiana? Con chi vorresti in futuro collaborare e per quale motivo?

Sono relativamente nuovo in Italia, quindi dare un’opinione valida riguardo la scena musicale potrebbe essere poco rilevante. Tuttavia, devo dire che mi sono innamorato in modo assoluto di Ezio Bosso. Sono andato a vederlo ad un suo concerto lo scorso Novembre presso l’Auditorium Parco Della Musica a Roma e non vedevo l’ora di andare a sentirlo nuovamente. Davvero triste aver perso un talento del genere , oltre che all’uomo di cuore, anima e passione notevoli he e’ stato. Era una persona con cui mi sarebbe piaciuto lavorare.

Hai mai pensato di fondere la musica giamaicana con quella italiana e, in particolare, quale risultato pensi che si avrebbe?

Potrebbe essere una combinazione incredibile! Penso ci siano bellezza, vita e passione in entrambi i generi musicali, quindi nessun motivo per cui non potrebbe funzionare. Potresti avermi appena dato un’idea!

Qual è la tua fonte principale d’ispirazione?

La mia ispirazione viene dall’essere vivo ogni giorno
C’è un’enorme quantità di bellezza che ho scelto di vedere, in natura, nella vita in generale. Ricevo una grande energia che mi guida da quando mi sveglio , facendomi viaggiare producendo musica, incontrando persone, facendo meditazione. Riconoscendo che ogni esperienza è un viaggio.

Sei un giovane artista. Quanto è importante comunque restare fedeli alla propria terra d’origine anche nella produzione musicale?

Devo riconoscere di aver fatto un po’ di esperienza arrivando a capire che la musica è un’arte divina che si trova ovunque. L’idea che la musica si colleghi alla propria terra natia non è qualcosa in cui credo.
Facciamo ciò che ascoltiamo e lo interpretiamo in base alle culture, ma la musica è una proprietà dello spirito . Non si puo’ classificare uno spirito o dire che appartiene qui o là.
I nostri limiti portano idee di separazione, ma in verità non ce ne sono.

Quali sono i tuoi prossimi progetti artistici?

Sto lavorando attualmente su alcune produzioni musicali , cercando nel frattempo di portare avanti la mia etichetta indipendente Numen Records.

http://www.mozez.co.uk

http://www.numenrecords.co.uk

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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