24/11/2020 03:58
Home Cultura Cinema e Tv NADIA CARLOMAGNO ricorda il film BARZELLETTE

Nadia Carlomagno, attrice, professoressa e volto della soap Un Posto al Sole, ricorda la sua esperienza nel film Barzellette diretto da Carlo Vanzina.


Salve Nadia, oggi vorrei parlare del film Barzellette. Che ricordo ha di questa esperienza?

Era il 2004 e fui chiamata dalla mia agenzia per propormi il ruolo della Signora Pariotti nel film Barzellette. Ricordo che fu una esperienze molto breve ma significativa. Era la prima commedia che giravo a cinema dopo vari film d’autore, ed ero molto fiera di girarla con un regista di spessore come Carlo Vanzina, un regista che ha saputo raccontare con estrema curiosità il nostro paese. Un’esperienza unica nel suo genere e di grande successo. Fu il film più visto durante le feste natalizie. Un film diviso ad episodi dove uno era dedicato ad Arsenio Lupin che ruba ai ricchi per dare ai poveri, che ho interpretato insieme al bravissimo Biagio Izzo”.

E con Carlo Vanzina, il regista della pellicola, come si è trovata? Lo conosceva già prima di arrivare sul set?

Credo che Carlo mi abbia visto nel film La Cena di Ettore Scola. Non lo Avevo mai incontrato prima, fui chiamata direttamente su parte per interpretare il bellissimo ruolo della signora Pariotti. È stato un bellissimo incontro, ricordo che ero molto emozionata, era la prima volta che ero stata chiamata per un ruolo senza un provino. Ho un bellissimo ricordo di Carlo, un uomo di grande professionalità e sensibilità.  Un uomo di poche parole e di grande carisma”.

E con il resto del cast, com’è andata?

Ho girato solo una barzelletta recitando con Biagio Izzo, un grandissimo professionista. Nel cast però c’erano anche Gigi Proietti, Carlo Buccirisso, Max Giusti”.

A Barzellette, lei è la donna che ha fatto impazzire gli italiani nella scena dove ha recitato con Biagio Izzo. Ha degli aneddoti da raccontarmi riguardo quella scena? In che modo è stata girata e così via…

“(Sorride) È stato decisamente un personaggio incisivo, un ruolo che ha stimolato il sogno… Ricordo solo la grande professionalità del regista e di Biagio Izzo e grandi risate durante le pause, ma con Biagio non poteva essere diversamente. Nel palazzo dove abbiamo girato, ovviamente, durante le pause si affacciavano in tanti. Dopo le riprese ci hanno fermato, volevano informazioni, chiacchierare, molti complimenti, ma è un po’ così sempre quando giri in location esterne pubbliche. Fu molto divertente la scena dove Biagio perdeva l’equilibrio per osservarmi… un inquilino mi portò un caffè da offrirgli per rimetterlo in sesto!!!. Certo, il clamore di dopo lo osservai con la giusta distanza senza farmi travolgere. Non ero su Facebook, né su Instagram ed erano tempi in cui lavoravo molto e progettavo il mio matrimonio”.

Quali esperienze cinematografiche della sua carriera le sono rimaste più impresse?

Sicuramente L’esperienza con Ettore Scola nel film La cena, dove interpretavo una protagonista femminile con Stefania Sandrelli e Fanny Ardant, e poi con Marco Risi con cui ho girato Fortapàsc, interpretando il ruolo della moglie di Valentino Gionta (Massimiliano Gallo), il mandante dell’omicidio del giornalista Giancarlo Siani. Con Massimo Martelli ho interpretato un altro bellissimo ruolo da protagonista nella commedia Il segreto del successo con Antonio Catania, e i comici Malandrino e Veronica un film che vinse il Premio Solinas. Ho trovato estremamente significativo interpretare anche i piccoli ruoli di esordio nei film Teatro di guerra di Mario Martone, I magi randagi di Sergio Citti e nell’Imbalsamatore di Matteo Garrone.  Film girati da grandissimi registi, dove ho imparato davvero molto osservandoli dirigere gli attori e apprendendo   le dinamiche del set. Questo è un mestiere dove lo studio è di fondamentale importanza e dove è importante anche riuscire ad osservare grandi maestri e attori sul set con i pori dilatati e lo sguardo vivo per assorbirne i segreti. Non si finisce mai di imparare”.

C’è un regista con cui sogna di lavorare al cinema in futuro?

Mi piacerebbe lavorare in progetti stimolanti con registi che stimo… ne cito alcuni? Mario Martone, Matteo Garrone, Paolo Sorrentino, Ferzan Özpetek, Edoardo De Angelis, Pappi Corsicato, Stefano Sollima, Pietro Marcello, ma ci sono anche registe cinematografiche interessantissime come Emma Dante, Nina di Majo, Valeria Golino, legati/e incredibilmente alla mia terra e al sud con una sensibilità straordinaria”.

A cura di Roberto Mallò per Massmedia Comunicazione

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