30/10/2020 05:33
Home Cultura Musica “INFINITO NON È” il nuovo album di STEFANO SANTORO

Disponibile in tutti i webstore il disco di debutto di Stefano Santoro, “INFINITO NON È”, album pop-rock che ruota attorno al tema profondo dell’esistenza e delle esperienze che la vita porta con sé, raccontate attraverso ricordi sfumati ma anche vivide emozioni, che si succedono mentre sullo sfondo si intrecciano singoli e relazioni.

 

Sebbene presenti l’aspetto del concept album, “INFINITO NON È” è sicuramente un’opera estremamente sperimentale con partiture raffinate e una ricerca coraggiosa, raggiunta da Stefano Santoro grazie ad un’ottima conoscenza del suono e alla sua innata capacità di passare da uno strumento all’altro.

 

Nelle 11 tracce che compongono l’album, l’artista suona pianoforte, moog, synth, chitarra elettrica e acustica, basso e batteria con l’accompagnamento di Flavio Bargna (chitarra elettrica e batteria) e Alberto Deponti (chitarra elettrica e basso). Sonorità e ritmiche si traducono in un omaggio ai grandi artisti che lo hanno influenzato negli anni: dai Beatles ai Muse, da Morricone ad Hans Zimmer.

 

“INFINITO NON È” si dimostra un lavoro intimo, onirico, introspettivo, a tratti malinconico ma ricco di una nostalgia positiva che dalla consapevolezza di ciò che si è raggiunto, sprona a ricercare in ogni gesto la bellezza del tempo presente e a far tesoro delle proprie debolezze e dei propri punti di forza.

 

I testi parlano di ricordi che riaffiorano, momenti che ritornano, relazioni irrisolte, abitudini e quotidianità, decisioni importanti e molto altro in un sovrapporsi di modi narrativi e piani temporali, dove passato, presente e futuro si uniscono in un linguaggio nuovo.

 

“INFINITO NON È”, registrato e mixato da Flavio Bargna presso il PAF LAB Recording Studio di Sesto San Giovanni, è fuori nella doppia versione digitale e fisica, sfidando le logiche moderne e materializzando i sogni e le atmosfere narrate da Stefano Santoro in una copertina creata da Daniele Piazza e un libretto che vuole essere un invito ad immergersi nella dimensione vintage dell’artista dove si è colpiti dagli echi provenienti dal futuro.

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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