24/11/2020 05:29
Home Gusto e Sapori Agroalimentare Peretti: Ora una legge regionale per custodi di biodiversità e territorio

L’insediamento di Nicola Caputo come nuovo assessore regionale all’agricoltura della Regione Campania, apre immediatamente la possibilità di lavorare su scenari ritenuti inaccessibili soltanto pochi mesi fa. Uno di questi è sicuramente quello della “sentinella ambientale” un ruolo fondamentale per la salvaguardia della biodiversità e del territorio.

Sull’argomento interviene il professore Vincenzo Peretti ordinario del dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali della Federico II che sottolinea: “Finalmente anche in Regione Campania è arrivato il tempo di guardare alle figure di agricoltori, allevatori e pescatori come custodi dell’ambiente e della biodiversità. Per ottenere risultati apprezzabili occorre seguire l’esempio di altre regioni ed operare interventi di sostegno specifici e diretti, iniziando dalla sburocratizzazione di alcune procedure amministrative, per arrivare all’ottimizzazione delle misure di interventi del Piano di sviluppo rurale (PSR) e del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (PO FEAMP)”.

Una strada facilmente percorribile se armati di buona volontà: “Con una legge apposita, si può ufficializzare il ruolo di allevatori, agricoltori e pescatori -spiega Vincenzo Peretti- nella salvaguardia di un sistema produttivo sostenibile sotto il profilo ambientale ed economico, attraverso la conservazione e la trasmissione della tradizione agricola e del pescato locale, la valorizzazione delle tipicità e la cura e protezione del territorio dagli effetti dannosi dell’abbandono delle attività agricole in genere”.

La figura della sentinella ambientale diventerà centrale per molte attività:
manutenzione del territorio attraverso attività di sistemazione volte alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale. Cura e mantenimento dell’assetto idraulico e idrogeologico da avversità atmosferiche e incendi boschivi, specie nei territori montani.
difesa dall’inquinamento idrico, del mare e dell’ambiente costiero attraverso la tutela dell’ecosistema marino e dei relativi stock ittici affidando alle imprese della pesca un nuovo ruolo e prevedendo che i rifiuti marini raccolti in mare vengano assimilati ai rifiuti solidi urbani.
allevamento e alla coltivazione di razze e varietà locali anche appartenenti alle risorse genetiche animali e vegetali del territorio campano e alla valorizzazione del pescato locale.
contrasto all’abbandono delle attività agricole e di pesca anche attraverso la valorizzazione e la sostenibilità economica ed ambientale del territorio regionale.

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