26/11/2020 11:00
Home Cultura Musica Giuseppe Longo, cantautore siciliano, ha sempre avuto la musica nel cuore.

Avevo intorno ai 15/16 anni quando è sorta in me la passione per la musica, ma ho sempre avuto la passione per la scrittura, tant’è  che tutto è iniziato perché scrivevo romanzi. Poi sono arrivate anche le canzoni, le prime composizioni. Mio padre, appena si è accorto di questo mio amore, mi ha così regalato una chitarra. E così ho imparato i primi accordi”.

Dopo gli studi in forma privata e vari concerti importanti, in posti dove hanno potuto esibirsi personalità del calibro di Ron e Francesco de Gregorio, Longo è orgoglioso della sua musica.

“Anche se col tempo ovviamente ho creato uno stile mio, ho seguito le influenze di Paolo Conte, Ivano Fossati, Francesco De Gregori. Riconosco però che l’artista che mi ha più segnato è Lucio Battisti, che considero il padre dei cantautori. I miei testi sono impegnati, non sono subito alla portata di tutti perché, il più delle volte, sono ricercati, con dei significati da trovare. Do molto importanza all’alchimia di musica e parole e le valorizzo, senza ricadere nei cliché. Anche se, ovviamente, ci sono anche le mie canzoni un po’ più leggere, tranquille. Quando rifletto, penso che la gente ha bisogno di un po’ di leggerezza”.

Una musica, quella creata da Longo, dove ogni ascoltatore può cogliere diverse sfumature.

“La canzone, ma anche tutta l’arte in generale, è di chi l’ha scritta perché sa che cosa vuol dire, ma questo non le impedisce di adattarsi al vissuto di chi la ascolta e quindi ognuno di noi la interpreta come vuole. E’ questa la magia della poesia, della musica. L’artista scrive le sue canzoni ma le lascia libere in base all’interpretazione di chi le ascolta. Ritengo sia questo il vero compito degli artisti”.

Come tutti gli artisti del momento, anche Giuseppe Longo è stato bloccato dall’emergenza Coronavirus.

“Ero immerso nella creazione del nuovo disco ed avevo in programma delle serate, dei concerti. Inoltre, era tra i progetti un musical, dove cantavo e c’erano delle canzoni mie che cantavano altri. Ero molto entusiasta e preso per questi progetti, ma purtroppo tutto si è dovuto fermare . L’ultima serata l’ho fatta poco prima che venisse annunciato il lock down. La speranza è che tutto riprenda al più presto. E’ ancora azzardato dare una data, ma non dobbiamo demordere, soprattutto a livello psicologico. Se ci fermiamo lì, possiamo davvero considerarci cadaveri ”.

Pur essendo siciliano, Longo risiede da tempo a Roma, una città che gli sta aprendo tante porte. Tuttavia, il richiamo della terra d’origine si fa sempre sentire, anche se la capitale gli dà una cassa di risonanza maggiore che, perché no, potrebbe fargli conquistare, un giorno, il Festival di Sanremo.

“Sanremo è certamente una meta che sogno perché, qualora ci andassi, mi darebbe una grandissima visibilità. Il Festival rimane la manifestazione più importante per confermarti e consacrarti come artista, anche se non c’è dubbio sul fatto che lì bisogna sapersela giocare”.

A cura di Roberto Mallò per MassMedia Comunicazione

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