Home Cultura Spettacolo L’attore e doppiatore Marco Vivio alla guida de L’Atlante

L’attore e doppiatore Marco Vivio, proprio in queste settimane, è alla guida de L’Atlante che non c’è, il programma culturale di Rai5. Un esperienza che lo vede impegnato per la prima volta nel ruolo di conduttore.

Nella mia carriera artistica ho fatto cinema, teatro, televisione, doppiaggio e radio. A Rai5 mi conoscevano già perché faccio spesso degli speaker per la Rai. Quindi, la proposta di condurre l’ho colta come se fosse un’ulteriore opportunità per mettermi in gioco. Ho sempre cercato di condurre il programma informandomi sui vari argomenti che venivano trattati nelle puntate. Ho ricevuto vari feedback positivi dai colleghi. L’Atlante che non c’è è un programma culturale che può raggiungere un pubblico decisamente trasversale: dagli adulti ai bambini”.

In ognuna delle sue quattro puntate, L’Atlante che non c’è ha toccato argomenti differenti: Pinocchio e Collodi, le tappe italiane di Ulisse nell’Odissea, Vigata e Montelusa, ovvero la Sicilia di Montalbano raccontata da Andrea Camilleri, e Piero Chiara e il lago Maggiore. Il programma è infatti una sorta di guida per lettori viaggiatori. Li aiuta ad immergersi in luoghi immaginari o realmente esistenti. Un’esperienza che ha arricchito anche Vivio, che ha esordito come attore da giovanissimo.

“Sono entrato per caso nel mondo dello spettacolo, ma mi ha affascinato tantissimo fin da subito. Agli esordi, volevo interpretare bambini diversi e con una storia differente dalla mia. Grazie a questo mestiere, ho potuto anche viaggiare per merito delle tournee teatrale. Ho però vissuto il tutto con grande umiltà; i miei genitori mi hanno insegnato a tenere sempre i piedi per terra. Da bambino ho vissuto tutto come un gioco, ma crescendo le responsabilità e le aspettative sono aumentate, così come l’approccio che ho dato a quello che è diventato il mio lavoro”.

Oltre al lavoro di attore, Vivio è anche un doppiatore: è stato Spiderman, interpretato da Tobey Maguire, nella prima trilogia. Ha prestato la sua voce a Capitan America negli ultimi film della Marvel e a Tom Welling in Smallville. La notorietà in televisione è arrivata grazie a Tommaso Pironi in Orgoglio. Di recente, ha doppiato anche Michele Morrone nel film 356 Giorni, uno dei maggiori successi del 2020.

“Michele ha recitato in inglese nel film. Ho avuto modo di conoscerlo durante il doppiaggio e devo dire che è stato davvero molto carino e umile.  Ha capito, probabilmente, che doppiarsi era un lavoro diverso e con le sue tecniche, rispetto a recitare. Mi ha seguito passo per passo in sala ed alla fine mi ha detto che la mia voce lo rendeva soddisfatto. Mi ha anche ringraziato sui social, con un post pubblico”.

Nel suo percorso cinematografico, Marco ha lavorato anche con i grandi Ettore Scola e Francesco Nuti.

La famiglia di Scola e Tutta colpa del paradiso di Nuti, con Ornella Muti, hanno caratterizzato il mio periodo d’attività da giovane. Ogni tanto ancora mi riconoscono e mi chiedono se sono il bimbo di quelle pellicole. In Il mio viso, con le sue caratteristiche, è rimasto lo stesso. Mi sembra poi giusto citare Un bambino in fuga, fiction del 1989 che ebbe un successo incredibile, dove ero il protagonista”.

In futuro, Vivo spera quindi di ritornare sul set, magari per girare un film destinato al cinema.

“Ultimamente, mi sono dedicato al doppiaggio. Tuttavia, il set m’è rimasto nel cuore, motivo per cui accetterei volentieri di ritornarci. Uno dei desideri che custodisco è quello di ritornare al cinema”

La Redazione- Riceviamo e Pubblichiamo

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