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Un Americano a Roma”, diretto da Steno , è un classico del cinema post neorealista, una pellicola in bianco e nero del 1954 che ha fatto divertire l’Italia con l’interpretazione di Alberto Sordi nel personaggio di Nando, il vitellone romano di Trastevere che sogna di diventare un divo americano e scimmiotta i turisti in vacanza imitandone accento e movenze.

Il piatto che abbiamo abbinato segna uno dei momenti più famosi del film: il “Timballo di Maccaroni”, gli spaghetti legati ad una degli sketc più esilaranti della storia del cinema a cui è legata la famosa battuta “maccarone m’hai provocato e io te distruggo”. Nella nostra ricetta è impreziosito dalle Dolcimetà di Datterino Rosso reinterpretata con nuovi dettagli rispetto all’antica ricetta, quella dei “Timpàni”, i pasticci di pasta in crosta, di cui si faceva grande uso nelle corti borboniche, nei momenti in cui l’etichetta reale era meno vincolata, come nelle uscite di caccia, passeggiate o escursioni.

“Un Americano a Roma” è stato indicato nella lista dei “100 film italiani da salvare” nata nel 2008 con lo scopo di segnalare “100 pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva italiana tra il 1942 e il 1978”. Il progetto è stato realizzato dalle Giornate degli Autori all’interno della Mostra del Cinema di Venezia con la collaborazione di Cinecittà Holding e il sostegno del Ministero dei Beni Culturali. Nella semplicità della storia, la figura di Nando colpisce per il suo folclore: vestito con abiti eccentrici, non solo si esprime in una sorta di italo-americano puramente inventato ma si comporta in maniera surreale, rinnegando le abitudini di casa, tipicamente italiane per assumere gestualità da divo di Hollywood, diventando un vero e proprio caso in famiglia. Frustrato dalla mancanza di riscontri intorno a sè, decide di compiere un gesto estremo e si arrampica sul Colosseo minacciando di uccidersi se qualcuno non lo aiuterà a trovare i soldi per andare in America. Proverà a salvarlo l’ambasciatore americano che, per farlo scendere, gli promette di pagare il viaggio e di trovargli un lavoro negli Stati Uniti. Mentre il diplomatico tenta di risolvere il caso disperato, si accorge però di conoscere Nando: nel suo inglese sgangherato gli aveva dato un’informazione sbagliata facendolo cadere con l’auto in un burrone. Nando demorde dal suo insano gesto ma a quel punto subirà l’ira dell’ambasciatore che a suon di botte lo spedirà dritto in ospedale.

 

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