Home Ambiente Emergenza cinghiali, Peretti ed Esposito del Centro MoGAE al flash mob di...

I professori Vincenzo Peretti e Luigi Esposito del Centro Regionale per il Monitoraggio e la Gestione dell’AgroEcosistema della Campania (MoGAE) sono intervenuti al flash mob di Coldiretti Campania organizzato davanti al palazzo della Regione in via Santa Lucia a Napoli per sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sull’emergenza dell’incremento numerico della popolazione di cinghiali sul territorio regionale.
Da Napoli e da tante città italiane, è arrivata una richiesta: subito un piano straordinario tra ministeri e regioni, province e comuni per uscire da questa situazione di emergenza. Gennarino Masiello, Presidente Coldiretti Campania, afferma la necessità di mettere in campo una forza comune: “Bisogna contenere l’allarme cinghiali, che è diventato un tema delicato non solo per gli agricoltori e i nostri raccolti, ma anche per la società e per i cittadini”.
Ecco, in sintesi, le proposte che Esposito e Peretti hanno rilanciato a Coldiretti e all’Assessore Nicola Caputo:
a) Attivare in Assessorato una cabina di regia permanente (enti di ricerca, associazioni di categoria, comprese quelle ambientaliste e venatorie) che definisca e coordini, passo dopo passo, tutti gli interventi necessari;
b) Contenimento zootecnico e trasferimento dei cinghiali (giovani e subadulti) catturati in aziende agrituristiche e zootecniche. Per questo è urgente realizzare e autorizzare l’utilizzo di chiusini (gabbie), fissi e mobili;
c) Sterilizzazioni selettive e soprattutto in situazioni particolari (cinghiali catturati in centri urbani);
c) Utilizzo di selecontrollori autorizzati (soprattutto nelle aree protette, Parchi e centri rurali e urbani). Ricordiamoci che la caccia, se applicata in modo “selvaggio”, aggrava il problema. La classica battuta di caccia provoca, l’uccisione soprattutto di individui adulti. In questo modo gli esemplari più giovani si riproducono prima e la fertilità aumenta, perché aumentano le risorse disponibili. La “caccia di selezione”, al contrario, prevede piani di abbattimento pianificati e mirati. Ma perché siano realizzabili, servono più investimenti in personale, più coordinamento tra i parchi e collaborazione da parte degli agricoltori/allevatori, perché senza una mappatura aggiornata (censimento) di presenza e dei danni non è facile capire dove intervenire.
d) Accelerare e snellire l’iter per il rimborso delle spese per i danni agrozootecnici e i sistemi di prevenzione.
Certo soluzioni che in generale possono scontentare tutti, ma possono essere, se attuate, risolutive del problema.

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